La magia di Umbro sta tornando?

Uno dei brand più iconici del calcio anni ‘80/’90 sta tornando. Dai club brasiliani ad alcune partnership strategiche riavviate in Inghilterra il brand inglese è pronto a tornare nel mondo del calcio.

Tra gli anni’80 e ’90 chiunque fosse appassionato di calcio aveva un suo brand di riferimento.

Gli appassionati del calcio inglese da tutto il mondo erano attirati soprattutto da uno dei brand più iconici in quegli anni, capace di creare vere e proprie icone di stile tra maglie e outfut calcistici, stiamo parlando di Umbro.

L’azienda dello sportswear, nata nel 1924 a Manchester, si è affermata fin da subito oltre Manica nei due principali sport nazionali, il rugby e il calcio. Come per i tedeschi di adidas, anche Umbro nasce da una collaborazione familiare tra i fratelli Harold e Wallace Humphreys, da cui deriva anche il nome del brand (Um, da Humphreys, e bro dalla parola fratello in inglese).

Nel 2007 ci fu il passaggio della società nelle mani del colosso americano dello sportswear Nike con l’obiettivo di rivalutare il brand e rilanciarlo nel mercato calcistico. Obiettivo fallito visto che nel 2012 il colosso dell’Oregon ha rivenduto il brand alla Iconix Brand Group, società americana di gestione del marchio che concede in licenza a rivenditori e produttori principalmente nei settori dell'abbigliamento.

Influenza culturale

L'azienda ha dato una svolta commerciale alla sua attività nel 1958, quando ha introdotto le maglie da calcio replica per i bambini.

Questa tendenza è cresciuta enormemente da allora.

Alla fine degli anni '80 in America, i pantaloncini con coulisse realizzati da Umbro divennero popolari tra i giovani. Conosciuti come "Umbros", venivano indossati per la prima volta nelle partite di calcio del doposcuola, ma nessuno sapeva come acquistarli autonomamente. L'unico posto in cui era possibile acquistare i prodotti Umbro era un catalogo chiamato "Eurosport" dove anche altri marchi come Kappa, Lotto, Diadora, cercavano di farsi largo nel mercato USA.



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Umbro è diventato parte della moda di tutti i giorni nel Regno Unito negli anni '90. L’azienda ha iniziato a produrre tute, giacche, impermeabili, cappelli e altri indumenti in stile "causal" che non erano collegati a nessuna squadra di calcio.

Questo ha preso piede nel mercato emergente dello streetwear, con DJ, musicisti e altri tipi di artisti che si sono innamorati dei design vistosi e dei colori vivaci di Umbro.

L'emergere di Umbro come marchio streetwear è stato anche aiutato dai risultati sportivi raggiunti in questo periodo dal Manchester United, club sponsorizzato dal 1992 al 2002, che in quegli anni ha rafforzato la consapevolezza e il valore del suo brand rendendolo iconico e di grande valore.

Il debutto nel calcio

Il brand inglese fece il suo debutto in una competizione di livello nella finale di FA Cup 1934.

In quella occasione sia il Manchester City che il Portsmouth indossarono materiale tecnico sviluppato e prodotto dall’azienda di Manchester. Altri club sponsorizzati tra gli anni '30 e '40 furono: Sheffield United, Preston North End, Manchester United , Tottenham Hotspur e Blackpool.



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Il successo internazionale nel mondo del calcio per il brand arriva nella FIFA World Cup 1958. Il Brasile divenne campione del mondo per la prima volta nella sua storia indossando un kit creato dal marchio inglese. Curiosità: anche nel loro quarto titolo Mondiale a USA ’94 i verdeoro vestivano Umbro.

L’escalation del brand arriva fino alla fine degli anni ’90.

Umbro in quegli anni è riuscita ad essere presente su più mercati, non solo quello dell’abbigliamento sportivo, tecnico e casual, ma anche delle scarpe da calcio di cui alcuni degli atleti più importanti del calcio inglese, come Michael Owen e Alan Shearer, furono brand ambassador principali.

Dal 2000 ad oggi

Il brand inglese è stato uno dei primi ad esplorare le opportunità del mondo “soccer” negli Stati Uniti.

La società nei primi anni 2000 possedeva la maggioranza della United Soccer League (USL), la seconda lega calcistica americana che organizza diversi campionati maschili e femminili, sia professionistici che dilettantistici negli Stati Uniti e in Canada.

Nel 2009 il brand inglese ha siglato una partnership pionieristica rispetto a quelle siglate da adidas con la MLS e Macron con la Canadian Premier League.

In quell’anno i club della USL First Division: Carolina RailHawks, Charleston Battery, Vancouver Whitecaps, Rochester Rhinos, Austin Aztex e Puerto Rico Islanders indossavano tutti kit Umbro, stessa cosa per i Dayton Dutch Lions nella USLPro 2012.



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Nel 2012 dopo che l’azienda è passata da Nike alla Iconix Brand Group il brand ha avuto una fase di assestamento.

Nel febbraio 2014, è stato annunciato il primo grande ritorno in Premier League. Umbro infatti ha siglato una partnership come sponsor tecnico dell'Everton fino alla stagione 2019/20.

Questo è stato il primo annuncio seguito da altri accordi simili con l'Hull City e i club francesi di Lens e Nantes. Più tardi, nel 2014, Umbro ha annunciato accordi per la fornitura di un certo numero di squadre, tra cui il Vasco da Gama e il Grêmio, aprendosi al mercato brasiliano e sudamericano.

Alla fine di aprile 2015, il West Ham United ha annunciato un nuovo accordo quinquennale con Umbro come sponsor tecnico ufficiale del club, accordo prolungato e tutt’ora attivo. Questo accordo includeva la creazione di un kit commemorativo per l'ultimo anno del club nello storico Boleyn Ground.

Attualmente in Premier oltre agli hammers Umbro è sponsor tecnico di Bournemouth e Brentford. Fino al 2025 sarà anche sponsor tecnico del Werder Brema in Bundesliga ed è sponsor tecnico del Rayo Vallecano ne LaLiga.

In Sudamerica invece il brand sta avendo un grande successo, soprattutto nel mercato brasiliano dove è molto attivo con numerose partnership siglate, cinque nella Serie A: Athletico Paranaense, Avaí, Cuíaba, Fluminense e Santos.

Nella Primera argentina invece il brand inglese è sponsor tecnico di: Argentinos Junior, Atlético Tucumán e Rosario Central, in Uruguay è partner tecnico del Nacional, l’ultimo club di Suarez e dei Montevideo Wanderers.



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