I cinque acquisti più costosi della storia del Napoli

L'oro di Napoli: l'era di Aurelio De Laurentiis ha cambiato il corso della storia del club, e non solo. Il capoluogo campano torna al centro del calcio italiano, con due scudetti in tre anni e l'approdo Italia uno dei centrocampisti più forti al mondo. Dunque, quali sono stati i cinque colpi più costosi della propria storia partenopea?

Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images

Il ventennio sotto la presidenza di Aurelio De Laurentiis ha riacceso la luce sotto il Vesuvio, ha rimesso l’azzurro al centro di tutto e ha abbassato, rendendo fiochi, gli altri colori. Un'era, partita dal baratro della Serie C nel settembre del 2004, che ha deviato il corso della storia, riportando al Sud uno scudetto che mancava da trentatré anni. Il Napoli è tornato al centro - nonostante l’anno al tra i due scudetti con tanti cambi di allenatore e un titolo abbandonato già dalle prime giornate- come dimostra il mercato attuale, apertosi con l’arrivo di uno dei centrocampisti più forti del mondo: Kevin De Bruyne. Il patron dei partenopei non è nuovi ad acquisti di impatto e da lui, infatti, arrivano i cinque acquisti più costosi della storia del Napoli, in attesa di una caldissima sessione di mercato, pronta a portare nuovi elementi a questa classifica.

Victor Osimhen - 78,90 milioni di euro

I battibecchi e la voglia di una nuova avventura, con la parentesi turca al centro, non cancellano quanto di meraviglioso fatto da Victor Osimhen con la maglia del Napoli, eroe di una delle pagine più belle della storia partenopea. Arrivato con grandi speranze nell’estate del 2020 dai francesi del Lille per 78,90 milioni di euro, il nigeriano ha rispettato pienamente le attese realizzando, nelle quattro stagioni all’ombra del Vesuvio, 76 reti in 133 presenze, diventando, insieme al georgiano Kvaratskhelia, il volto del terzo scudetto della storia del club campano. A livello individuale, sempre nella stagione dello scudetto, ha vinto il titolo di capocannoniere con 26 gol e il Pallone d’Oro come miglior calciatore africano

Hirving Lozano - 50 milioni di euro

Nella rosa a disposizione di Luciano Spalletti nel grande campionato del 2023 c’è stato anche il messicano Hirving Lozano. L’esterno nordamericano è arrivato a Napoli dal PSV Eindhoven nell’agosto del 2019 per 50 milioni di euro. Nelle quattro stagioni in Campania ha raccolto 155 apparizioni in maglia azzurra con all’attivo 30 gol e 17 assist. Il titolo di campione d’Italia non è l’unico di Lozano con la maglia del Napoli. Difatti, a questo, si aggiunge la Coppa Italia conquistata, ai calci di rigori contro la Juventus dell’ex Maurizio Sarri, sotto la guida dell’attuale commissario tecnico della Nazionale, Gennaro Gattuso.

Gonzalo Higuaín - 39 milioni di euro

“È il mio erede. Sono sicuro che vincerà la classifica cannonieri”Diego Armando Maradona, tra i più grandi calciatori della storia del calcio, a Napoli un vero e proprio Dio, ha accolto con queste parole Gonzalo Higuaín all’arrivo nel capoluogo campano nel luglio 2015. Con la buona pace delle parole del Pibe de Oro, poco dopo, non solo Higuaín - pagato 39 milioni dal Real Madrid - ha vinto la classifica marcatori del campionato italiano con la maglia azzurra, ma ha anche battuto il record di gol nella competizione in una singola stagione - 36 - pareggiato soltanto qualche anno dopo da un altro napoletano, ma con la Lazio, Ciro Immobile. Emozioni continue e poi il baratro della delusione del passaggio agli acerrimi rivali della Juventus, l’avventura partenopea dell’argentina è stata un vertice continuo di emozioni; accolto come un re, ha vissuto stagioni importantissime a Napoli, mettendo a segno 91 reti in 146 presenze e vincendo una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, a Doha, proprio contro i bianconeri, realizzando anche una doppietta. Nella sua lettera di addio al calcio del 2022 ha scritto: "il Napoli è una squadra a cui sarò sempre grato per tutto ciò che abbiamo vissuto insieme e per il modo in cui mi hanno trattato. Il terzo anno è stato uno dei migliori della mia carriera grazie al mister e ai miei compagni di squadra. Molto bello anche essere andato in quel club. Momenti indimenticabili".

Kōstas Manōlas - 36 milioni di euro

Se a Roma basta guardare il gol storico della rimonta contro il Barcellona per ricordare la parabola di Kōstas Manōlas, lo stesso non si può dire di Napoli. Spostandosi appena 225 km circa, la meteora del difensore greco, giunto dai giallorossi per l’importante cifra di 36 milioni di euro, è durata soltanto tre stagioni dove ha raccolto un complessivo di 75 presenze e 4 gol, con scarsissimo impiego durante il terzo anno, lo stesso del rientro nel Pireo, all’Olympiacos. Tuttavia, la Coppa Italia 2020 vinta contro la Juventus resta l’unico trofeo italiano vinto da Manōlas in nove anni nel nostro campionato

Alessandro Buongiorno - 35 milioni di euro

Il quinto posto è di uno dei protagonisti del quarto titolo di Campione d’Italia e della formazione guidata da mister Antonio Conte, ovvero Alessandro Buongiorno. Passato dalla parte granata di Torino all’azzurro Napoli per 35 milioni di euro, il calciatore, nonostante alcuni problemi fisici che lo hanno tenuto fuori in diverse occasioni, ha disputato 23 gare e messo a segno una rete, arrivata negli ultimi minuti della vittoria esterna per 0-4 sul campo del Cagliari. Il difensore resta un perno, inamovibile, del reparto arretrato del Napoli del futuro Napoli firmato ancora Antonio Conte. 

E Maradona?

Beh, Diego Armando Maradona è un capitolo a parte, considerando le cifre degli anni '80, completamente differenti da quelle attuale. Arrivato a Napoli dal Barcellona per 13 miliardi di lire, e presentato all’allora stadio San Paolo di fronte di a 75.000 tifosi, il condottiero argentino ha cambiato il corso della storia del club e della città campana. Il fatto che ora lo stesso stadio da lui calcato per la prima volta il 30 giugno 1984 porti il suo nome è sintomo, inevitabilmente, dell’enorme impatto sociale e sportivo da lui apportato alle sorti non solo della Napoli sportiva, la quale, ancora oggi, continua a venerarlo come una divinità

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