Quali sono le Nazionali con lo sponsor tecnico più longevo?

In applicazione di uno specifico divieto posto dalla FIFA, le squadre nazionali non possono apporre sponsorizzazioni sulla superficie delle proprie divise, fatta eccezione, però, per gli sponsor tecnici. Scopriamo quali sono i rapporti di sponsorship più duraturi.

Il mondo del calcio si costruisce da sempre su due pilastri uniti, ma al tempo stesso profondamente diversi, rappresentati, da un lato, dalle Nazionali e dall’altro dalle squadre di club. Due facce dello stesso universo, aventi in comune atleti e sport praticato, ma distanti per valori e principi.

Per quanto il gioco ci abbia insegnato come possa esistere il concetto di fedeltà anche tra le fila delle società regalandoci esempi solenni come i vari Javier Zanetti, Paolo Maldini e Francesco Totti, infatti, l’indossare la casacca del proprio Paese non sarà mai il risultato di una spesa sul calciomercato, ma una scelta precisa di elevare il proprio senso d’appartenenza.



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Una sorta di conflitto tra il calcio dei soldi e quello del sentimento, risultante essere davvero palese durante le competizioni internazionali, che si parli di Mondiali o Europei. Un principio ereditato dal passato, per certi versi quasi anacronistico, ma capace di preservare questo aspetto doubleface del calcio.

Gelosamente salvaguardato dalle sue istituzioni apicali, FIFA su tutte, anche attraverso appositi interventi normativi.

La Federazione Internazionale oggi presieduta da Gianni Infantino, infatti, pone uno specifico divieto, ex articolo 57.1 del proprio regolamento, contro la possibilità, tipicamente legata alle squadre di club, di apporre sulla casacca delle Nazionali “qualsiasi pubblicità di sponsor, prodotti, fabbricanti di attrezzature, fornitori o terzi”.



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Una presa di posizione avente come ratio quella data dal non voler “sporcare” la sacralità dei kit con le sponsorizzazioni figlie delle attività commerciali, relegando queste alle sole attrezzatture destinate ad un utilizzo distante dal campo da gioco.

Ma, tuttavia, non si oppone alla possibilità di rendere visibile la casa produttrice degli stessi, quelli che in gergo vengono definiti sponsor tecnici. Al punto da permettere a questi di diventare per certi versi iconici e capaci di legarsi indelebilmente al design di casacche passate alla storia.

Nessun italiano dimenticherà mai, per esempio, il marchio dorato della Puma sul petto dei campioni del Mondo del 2006, così come i brasiliani quello della Nike sulla camiseta verde-amarela di Ronaldo il fenomeno o i tedeschi quello di adidas addosso a Miro Klose.

Una curiosa eccezione che funge da deroga della lapidaria decisione della FIFA e che porta a chiedersi quali siano i rapporti di sponsorship più longevi della storia del calcio.

Gli sponsor tecnici più longevi

Come appreso, quindi, le Federazioni Nazionali godono della possibilità di muoversi sul mercato alla ricerca del partner commerciale più conveniente possibile, in termini di entrate, per produrre le divise dei calciatori.

Una libertà che, esattamente come accade con le società, può portare anche a cambiamenti di brand e, che non essi, dell’estetica dei kit essendo ogni azienda diversa per approccio e design.

Ne sono un esempio perfetto gli Azzurri, legati a Puma da ben 19 anni, dal 2003, ed in procinto di passare ai competitor di adidas a partire da gennaio 2023.

Un passaggio da un marchio tedesco ad un altro che rappresenta forse uno schiaffo alla sentitissima rivalità con i teutonici, ma che sottolinea al tempo stesso il perpetuo consolidamento della football industry e della sua costante ricerca della sostenibilità economica. Non è infatti obbligatorio legarsi a marchi connazionali anche se i rapporti improntati sulla territorialità sono, numeri alla mano, tra i più longevi in assoluto.

Si pensi, per esempio, alla Nike, americana, sulla casacca degli statunitensi o alla stessa adidas su quella dei tedeschi. Sodalizi duraturi e profondamente sentiti ma che, al contrario di quanto si possa pensare, non primeggiano in questa speciale classifica, avente in realtà queste fattezze:

  1. Austria – Puma (1976 – 2022, 46 anni);
  2. Germania – adidas (1980 – 2022, 42 anni);
  3. Spagna – adidas (1991 – 2022, 31 anni);
  4. Repubblica Ceca – Puma (1994 – 2022, 28 anni);
  5. Ecuador – Marathon (1995 – 2022, 27 anni);
  6. USA – Nike (1995 – 2022, 27 anni);
  7. Ungheria – adidas (1995 – 2022, 27 anni);
  8. Paesi Bassi – Nike (1996 – 2022, 27 anni);
  9. Corea del Sud – Nike (1996 – 2022, 27 anni);
  10. Brasile – Nike (1997 – 2022, 25 anni);
  11. Portogallo – Nike (1997 – 2022, 25 anni);
  12. Honduras – Joma (1998 – 2022, 24 anni);
  13. Svizzera – Puma (1998 – 2022, 24 anni);
  14. Giappone – adidas (1999 – 2022, 23 anni);
  15. Estonia – Nike (2000 – 2022, 22 anni);
  16. Moldavia – Jako (2000 – 2022, 22 anni);
  17. Argentina – adidas (2001 – 2022, 21 anni);
  18. Croazia – Nike (2001 – 2022, 21 anni);
  19. Lettonia – adidas (2002 – 2022, 20 anni);
  20. Italia – Puma (2003 – 2022, 19 anni).

Austria

L’Austria è a tutti gli effetti la protagonista che non ti aspetti e il vertice di questa classifica di fedeltà commerciale. Risultato ottenuto grazie ad un sodalizio tra OFB e Puma iniziato ufficialmente nel 1974, ma entrato ufficialmente in gioco due anni più tardi.

Un dato sorprendente vedere l’Austria superare la Germania grazie ad un marchio tedesco.

Germania

Qualsiasi persona si sarebbe aspettato la Germania prima in solitaria e mai avrebbe pensato ad un secondo posto, tantomeno dietro all’Austria.

Anche se, in realtà, i 4 anni di gap con la OFB vanno analizzati partendo dal presupposto che quello con adidas rappresenta, in realtà, il contratto più longevo della storia a livello di squadre nazionali, a partire dai Mondiali del 1954.

Un record tuttavia condizionato dal fatto che, fino al 1980, la Die Mannschaft aveva come fornitore tecnico la Erima, azienda sempre tedesca e di proprietà proprio di adidas. Quindi, volendo essere precisi, l’inizio reale del rapporto tra DFB e il marchio di Herzogenaurach va fatto risalire agli anni ’80.

Spagna

La Spagna chiude il podio con un terzo posto che segna il dominio storico delle aziende tedesche, essendo legata ad adidas dal 1991, nonostante nella top 20 la più presente sia la Nike con 7 squadre.

Una partnership che ha raggiunto il picco di apprezzamenti da parte di tifosi con i pattern proposti in occasione dei Mondiali di USA ’94 e di Euro 1996.

Classifica dei brand

  1. Nike: 7 squadre;
  2. adidas: 5 squadre;
  3. Puma: 4 squadre;
  4. Jako: 1 squadra;
  5. Marathon: 1 squadra;
  6. Joma: 1 squadra.


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