Qualche curiosità sull'elezione del Presidente della Lega Pro

Il campionato di Serie C si appresta ad eleggere il proprio nuovo vertice dopo le dimissioni presentate dall’ormai ex presidente Francesco Ghirelli.

Il calcio italiano sta vivendo un periodo di forti cambiamenti, toccando quasi tutte le sfumature del gioco. Dall’applicazione del fuorigioco semiautomatico ad incidere sull’operato della terna arbitrale durante i match di campionato, sino alle modifiche della Legge Melandri per quanto concerne i diritti tv e, soprattutto, la sfera istituzionale.

La Lega Pro si appresta infatti a cambiare il proprio presidente con delle elezioni che avranno inizio domani, come conseguenza delle dimissioni, presentate ed accettate, del vertice uscente Francesco Ghirelli, al comando della “Serie C” dal 2018. Partendo dalla consapevolezza di come i due profili più accreditati a raccoglierne il testimone siano, come disposto dalla stessa Lega, il giornalista Matteo Marani e Marcel Vulpis.

Il tutto a pochi mesi dalla nomina del nuovo Ministro dello Sport Andrea Abodi per un’Italia che pian piano sta voltando pagina, aprendo un nuovo decorso dirigenziale.

Il motivo delle dimissioni di Ghirelli

Lo step iniziale dell’iter burocratico volto ad eleggere il nuovo presidente della terza lega professionistica italiana è sicuramente rappresentato dall’uscita di scena di Francesco Ghirelli dopo quattro anni di operato.

Una presa di posizione che ha stupito per i tempi ed il rapido cambiamento di scena per il campionato di Serie C, considerando come in appena 50 giorni l’imprenditore di Gubbio sia passato dal proporre una riforma piuttosto profonda del torneo a lasciare vacante la carica di vertice.

Ed è proprio questa paventata volontà di rivoluzione la scocca iniziale del tutto, o meglio la sua bocciatura. Secondo quanto riportato da Sky Sport, infatti, il numero di voti insufficienti ottenuti dalla proposta (34 contro i 40 necessari) avrebbe indotto Ghirelli a farsi da parte.

In cosa consisteva la proposta

Il disegno di riforma partiva dalla volontà di cambiare drasticamente il format della competizione, passando dai 3 gironi a 20 squadre attualmente in vigore, a 6 giorni da 10 organizzati su base territoriale per dare risalto a derby e rivalità locali e portando ogni club iscritto a disputare 18 partite.

Una volta terminata questa prima fase del torneo, le prime 5 classificate dei 6 gruppi così organizzati si sarebbero dovute affrontare in un secondo step del campionato rappresentato da una fase promozione, accompagnata, secondo il medesimo principio logico, da una poule retrocessione per le ultime 5.

Il tutto come fase prodromica di una terza ed ultima fase, quella finale, ad appannaggio delle prime 3 classificate della seconda fase e della vincitrice della Coppa Italia Serie C. Con le altre squadre impegnate invece nei playoff.

Una proposta intrigante e sicuramente innovativa che non è stata però capace di raccogliere un plebiscito di consensi, dipingendo una situazione ben diversa da quella auspicata dal presidente.

Come funzionano le elezioni

Il sistema elettivo della Lega Pro è regolato e gestito dal Regolamento Elettorale del campionato, in combinato con gli Articoli 18 e 19 dello Statuto Ufficiale, vertenti, rispettivamente, sulla figura del Presidente e su “Requisiti e modalità di elezione del Presidente e durata del mandato”.

L’articolo 3 del Regolamento dispone infatti che ad occuparsi della questione debba essere l’Assemblea Elettiva, convocata mediante pubblicazione con
comunicato ufficiale. Per poi comunicare l’avviso alle società, le quali dispongono del diritto di partecipare all’assemblea.

Accompagnando il tutto con il previo e necessario controllo da parte dell’Ufficio del Giudice Sportivo del rispetto di tutti i requisiti di candidabilità, previsti dallo stesso Statuto.

Una volta appurati questi, applicati tutti i dettami dello svolgimento delle operazioni di voto, a scrutinio segreto e con appello nominale come disposto dall’Articolo 6 del regolamento, e verificata la validità del procedimento, si giunge allo step fondamentale e finale dato dall’elezione del presidente.

Per mano dell’assemblea delle società associate alla Lega Pro al momento di svolgimento delle elezioni, le quali votano su candidature ufficialmente presentate e, quindi, per quanto concerne per questo bando 2023, l’attuale vicepresidente Marcel Vulpis e il giornalista Matteo Marani.

Marcel Vulpis

Una delle due candidature ufficialmente depositate è quella di una figura professionale che a tutti gli effetti giocherà in casa durante queste elezioni.

Stiamo infatti parlando di Marcel Vulpis, attuale vicepresidente “vicario” della Lega Pro e con alle spalle una carriera molto ricca, da lui stesso descritta sul proprio profilo Linkedin ufficiale.

Vulpis, esattamente come l’avversario Marani, è un giornalista professionista specializzato in economia e politica dello sport, analista del settore per emittenti come Sky Sport 24, Sky Tg 24, Rai News24, AP, BloombergTv e Omnibus/La7 e, tra le altre cose, anche ex capo ufficio stampa di "Casa Italia" durante le Olimpiadi di Nagano 1998 e Sydney 2000.

Matteo Marani

Matteo Marani è uno dei volti più noti del giornalismo sportivo italiano, con una forte predilezione verso il calcio.

Una visibilità garantita da collaborazioni con testate ed emittenti di primo livello come Il Messaggero, il Corriere dello Sport e Il Sole 24 Ore, oltre che la rivista Guerin Sportivo, per un’esperienza nata nel 1992 e culminata in una direzione di ben 8 anni, dal 2008 al 2016, durante la quale la realtà inaugura il proprio primo sito internet.



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Da menzionare anche i trascorsi televisivi, aventi come apice la carica di vicedirettore di Sky Sport Italia e quella di direttore di Sky Sport 24, fino a diventare responsabile dell’area eventi calcio di Sky Calcio Italia.



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