Come viene eletto il presidente FIFA

Il sistema di elezione si tara su un modello che permette la speculazione politica dei candidati. Ecco come viene eletto il presidente del massimo organismo calcistico mondiale.

Il Mondiale in Qatar è già passato alla storia prima ancora di cominciare.

È considerato infatti da molti come l’edizione più discutibile da Argentina ’78, riportando sotto i riflettori il tema dell'intimità contorta dei rapporti della FIFA con poteri politici.

La FIFA World Cup Qatar 2022 gode così del pieno appoggio, emotivo e sportivo, solo da parte del paese ospitante, soffrendo al contempo dell’avversione del resto del mondo.

Più volte, come durante la coppa albiceleste, si è sentito parlare di boicottaggi, di tentativi volti ad ostacolare un torneo organizzato in una Nazione decisamente non avvezza a principi fondamentali dell’uomo e ai diritti inalienabili.

Senza però che questa contrarietà portasse di fatto ad una presa di posizione reale e concreta. I Mondiali, infatti, si faranno. Evento troppo forte e centrale per uno sport divenuto un prodotto. Troppi gli interessi in ballo.



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La sovraesposizione mediatica del Mondiale qatariota e le perplessità sulle modalità di assegnazione stanno portando a porsi delle domande anche i tifosi meno sensibili a certe tematiche.

Partendo dal vertice assoluto della FIFA, rappresentato dal presidente. Figura quantomai discussa dal 1974 ad oggi, anno che ha cambiato per sempre i destini della FIFA, e di riflesso quelli del calcio. Da Havelange a Blatter, il padre dell’idea qatariota, fino all’attuale Gianni Infantino.

Ruolo torbido da quasi 50 anni per scelte e operato e che, come tale, porta a chiedersi come venga eletta la figura d'apice della Federazione più potente del pianeta.

Come funziona l’elezione del presidente FIFA

Il ruolo di presidente della FIFA comporta responsabilità e visibilità difficilmente replicabili in altri contesti sportivi. È il punto di riferimento del gioco più apprezzato, seguito e praticato al mondo, diventando inevitabilmente un totem dello sport.

Il sistema di elezione è strettamente disciplinato dallo Statuto FIFA, documento fondamentale sul quale si regge l’intera struttura della Federazione. Dalla sua composizione alle candidature, alle elezioni e alle competenze.



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Ai sensi della fonte di riferimento, soltanto le Federazioni ufficialmente affiliate alla FIFA godono della possibilità di presentare proposte circa i candidati per la carica di presidente. Una gestione quindi “interna” volta ad eleggere una figura che possa effettivamente godere dell’appoggio dell’organizzazione stessa.

Le Federazioni affiliate

Gli aventi diritti al voto vengono distribuiti per continente e, come tali, divisi in Confederazioni. Ad oggi quelle ufficialmente riconosciute sono:

  • Confederaciòn Sudamericana de fùtbol (CONMEBOL);
  • Asian Football Confederation (AFC);
  • Union des Associations Européennes de Football (UEFA);
  • Confédération Africaine de Football (CAF);
  • Confederation of North, Central American and Carribean Association Football (CONCACAF);
  • Oceania Football Confederation (OFC).

La consegna dei nominativi

I nominativi devono essere così inviati per iscritto alla Segreteria Generale della FIFA, almeno due mesi prima della data del Congresso, ovvero l'organo legislativo della Federazione.

Il passo successivo vedrà poi la stessa Segreteria informare tutte le affiliate circa le figure proposte, anche qua con una tempistica precisa.

Stando all’Articolo 21, Capo V dello Statuto, per questo genere di elezioni, svolte a scrutini segreti, è necessario raggiungere al primo turno i due terzi dei voti. Mentre per il secondo turno ed eventuali turni successivi, è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti espressi.

Dal secondo turno in poi avviene poi una scrematura dei candidati che abbiano ottenuto il minor numero di voti.

Il calcolo dei voti e il peso dei Paesi extraeuropei

Un momento assolutamente topico per l’elezione del nuovo presidente della FIFA è dato dalla propaganda diretta del candidato agli affiliati per assicurarsi il consenso delle Confederazioni.

Un sistema organizzato sul riconoscimento di un voto ad ogni nazione appartenente alla Confederazione legata alla FIFA. Principio che sembra essere l’esaltazione della democrazia e della trasparenza, ma che in realtà cela un inghippo nell’intero meccanismo.



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Perché crea di fatto uno squilibrio che non rispecchia i valori tecnici e sportivi che vedrebbero nel Sudamerica (CONMEBOL) e nell’Europa (UEFA) i centri nevralgici.

Conta solo la quantità di nazioni e di federazioni che costituiscono un territorio. Ad esempio Argentina, Brasile e le altre sudamericane contano solamente 10 voti per la presidenza FIFA.

Mentre realtà dal minore palmares sportivo che non hanno mai vinto la competizione come la CONCACAF (con Nord e Centro America e Caraibi) ne ha il triplo con 30 voti. Derivati soprattutto dalle numerosissime isole sparse per l’oceano. Ancora più emblematico il caso dell'AFC (Asia) che può contare addirittura su 46 voti.

Un sistema che porta il candidato e successivamente il presidente a compiacere le Comfederazioni che hanno un maggior bacino di voti. Questo spiega il motivo dell'assegnazione dell'organizzazione dei Mondiali a nazioni come il Sudafrica e il Qatar, arrivate più per esigenze politiche che per innovstività della proposta.



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