Un pezzo di coppa per i tifosi dell'Ajax: oggi le stelline, domani NFT?

Il trofeo sarà fuso per ricavare 42mila piccole stelle per gli abbonati. Un oggetto che assumerà maggior valore se questa sarà realmente l’ultima Eredivisie della storia.

L’Ajax ha conquistato a inizio maggio il suo 35esimo scudetto, cifra record per il club di Amsterdam e in generale per il calcio olandese. E siccome – purtroppo tocca scomodare Alexander Supertramp e “Into the Wild” – “la felicità è reale solo quando è condivisa”, i lanceri hanno deciso che ogni abbonato riceverà a casa un pezzo del trofeo. O “un pezzo di Ajax” come ha scritto la società per annunciare il regalo.

In che modo? L’Ajax fonderà lo scudetto e ne ricaverà 42mila piccole stelle da 3,45 grammi che saranno donate ai tifosi. Al loro interno avranno una componente (0,06 grammi) derivante proprio dal trofeo, vinto dopo aver accumulato 14 punti di distacco sul Psv Eindhoven.

Quel che ha spinto il club a fondere lo scudetto è proprio la voglia di condividerlo con la gente, dopo esser scesi in campo 30 volte in 34 gare con gli spalti deserti per il desolante panorama sanitario. Pure la Federcalcio olandese ha riconosciuto la bontà dell’iniziativa e concederà all'Ajax – in via eccezionale - una seconda coppa da tenere in bacheca.

"Nonostante l’assenza dei supporters dallo stadio – ha dichiarato il direttore generale Edwin van der Sar - abbiamo sentito il loro sostegno ogni settimana. In strada e sui social media", che adesso non saranno più l’unico modo per “condividere” lo scudetto, visto che i più affezionati se ne vedranno consegnare una piccola porzione per posta.

“Abbiamo sempre detto ‘questo titolo è per te' a ogni tifosi: fondere il trofeo è la prova definitiva che è così per davvero. Dopo un anno difficile ci stiamo assicurando che i nostri fan si sentano parte della vittoria", ha concluso van der Sar.

L’ultima Eredivise?

I tifosi potrebbero trovarsi tra le mani qualcosa di ancora più prezioso, e cioè un pezzo dell’ultimo storico trofeo della Eredivise, se il progetto di unificare i campionati belga e olandese andrà in porto.

Il nome c’è già, “BeNeLeague” (“Ne” sta per Netherlands) e i tavoli di confronto sono stati avviati ormai diversi mesi fa. La proposta è da tempo sulla scrivania dei massimi dirigenti delle due federazioni, ma questa primavera ha ripreso vigore dopo che i 25 club della Pro League belga hanno pronunciato un “sì” unanime a quello che sarebbe il primo campionato sovranazionale in Europa.

Si parla di un torneo a 18 squadre con le migliori formazioni dei due Paesi, quindi Ajax, Psv, Az e Feyeenoord da una parte e Anderlecht, Club Bruges e Standard Liegi dall'altra, per citarne alcune. L’unione creerebbe problemi soprattutto alle piccole realtà che sognano di giocare la massima serie, ma entrambe le federazioni beneficerebbero di un campionato più competitivo e livellato verso l’altro, più “allenante” in vista degli impegni europei e con risvolti positivi per quanto riguarda marketing e i diritti tv, che aumenterebbero – stando alle prime stime – di 343 milioni di euro.

Altri “pezzi” dei club in vendita

Le piccole stelle che riceveranno in regalo i tifosi dell'Ajax ricordano quelle che la Juventus ha messo in vendita per dare la possibilità ai propri sostenitori per scrivere il loro nome sull'allora nascente Juventus Stadium. In quel caso non si trattava di un regalo, ma si poteva comunque acquistare un “pezzo” del club, o insomma dell’impianto sportivo. Con qualche centinaio di euro i tifosi bianconeri potevano comprare una piastrella a forma di stella col proprio nome, che sarebbe stata inserita per dieci anni vicino a quella di una bandiera juventina a scelta.

È invece più simile al crowdfunding ciò che ha fatto il Colonia nel 2009, quando ha lanciato una colletta piuttosto creativa per riprendere una parte dei soldi utilizzati per riportare Podolski in città, circa 10 milioni di euro.

La raccolta fondi della società partiva da una grande immagine del calciatore, pubblicata sul sito ufficiale, di cui si poteva acquistare un “pixel” con un’offerta minima di 25 euro. Michael Schumacher si è assicurato 35 quadratini spendendo 875 euro.

Ecco che guardando avanti, la foto di Lukas Podolski ci porta direttamente ai Non-fungible token (NFT), i certificati “di proprietà” delle opere digitali acquistabili tramite blockchain, che sono sbarcati anche nel mondo del calcio. Arrivando al commercio delle “figurine digitali”, messe in vendita a prezzi inconcepibili per chi è estraneo a queste dinamiche. Sulla piattaforma Sorare, ad esempio, la Cristiano Ronaldo Unique 20-21 Card è stata venduta a 290.000 dollari.

Esclusive collezioni online potrebbero diventare i prossimi “pezzi” che i tifosi avranno la possibilità di acquistare dai club del loro cuore.

Il calcio è cambiato. Nella forma, nella comunicazione, nel linguaggio, nella tecnologia e nell'atletismo.

Per fortuna, come in tutti gli ambiti, anche lo sport più popolare subisce trasformazioni specchio dei tempi attuali. Non è una questione tipo "era meglio prima" o "è meglio ora": chi avvia questo tipo di discussione entra in una strada senza uscita.

Qui ad esempio, il primo storico scambio di gagliardetti virtuali: Milan e Roma per la prima volta si scambiano i token virtuali di Socios.com.

Nulla di strano, stiamo parlando solo di trasformazione digitale.

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