Panchine roventi: il 75% degli allenatori delle big dura meno di un anno

Il calcio mondiale è senza freni: il 75,3% degli allenatori delle top leghe, dalla Serie A alla Premier, non supera i 12 mesi in panchina. In Italia, solo Gian Piero Gasperini e Simone Inzaghi resistono al valzer dei tecnici. Il CIES Football Observatory svela i numeri di una crisi globale

Esonero Allenatori analisi CIES Football Observatory

Esonero Allenatori analisi CIES Football Observatory

È un calcio senza tregua, dove le panchine scottano e la pazienza è un lusso raro. Una ricerca choc del CIES Football Observatory squarcia il velo sulla crisi delle panchine mondiali: il 75,3% degli allenatori delle massime serie è in sella da meno di un anno! In 65 campionati sparsi per il globo, tre tecnici su quattro sono “di passaggio”, vittime di un sistema che divora progetti e speranze in nome dei risultati immediati.

 

La Premier League e la Serie A

In Premier League, il regno del calcio spettacolo, la metà degli allenatori è un volto nuovo, con solo un misero 25% che resiste oltre i tre anni.

Ma è la nostra Serie A a vincere il poco invidiabile primato di instabilità tra i top campionati europei: 18 club su 20 hanno cambiato tecnico nell’ultimo anno. Gli unici “sopravvissuti”? Gian Piero Gasperini e Simone Inzaghi saldo sulla rispettive panchina dal 2016 e dell’Inter dal 2021. Eccezioni che brillano in un mare di esoneri.

 

La Bundesliga

La Bundesliga, invece, si conferma un’oasi di stabilità: “solo” il 44,4% dei tecnici è in carica da meno di 12 mesi, e la media di permanenza sfiora i 797 giorni. Merito di storie come quella di Frank Schmidt, che guida l’Heidenheim da quasi 18 anni, un vero highlander delle panchine.

Ma altrove il panorama è desolante: in Costa Rica un allenatore dura in media 88 giorni, e in campionati come la Liga MX messicana o la Liga Pro ecuadoriana il turnover è del 100%. Roba da far girare la testa!

 

Eredivisie modello di continuità

Persino l’Eredivisie olandese, con sette tecnici su diciotto in carica da oltre un anno, sembra un modello di continuità rispetto al caos globale. Il verdetto del CIES è chiaro: il calcio moderno è una giostra impazzita, dove la pressione per vincere subito schiaccia ogni idea di costruzione a lungo termine.

E la domanda sorge spontanea: fino a quando i club continueranno a puntare sul “tutto e subito”, sacrificando allenatori sull’altare dei risultati? In questo gioco al massacro, a perdere è il calcio stesso.

(Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

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