Le operazioni di calciomercato tra le squadre Red Bull

La Red Bull è proprietaria di quattro squadre in giro per il mondo. E sono proprio Salisburgo, Lipsia, New York e Bragança Paulista ad essere protagoniste di trasferimenti incrociati.

La Red Bull ha iniziato la sua avventura nel mondo del calcio nell’aprile 2005, quando ha acquistato il club austriaco SV Austria Salzburg e lo ha rinominato Red Bull Salzburg.

L'azienda austriaca attiva nel settore delle bevande energetiche negli anni ha diversificato i propri investimenti, soprattutto nel settore sportivo.

Dapprima l’attenzione del management era solo per quei tipi di sport considerati “estremi”, successivamente però dopo aver sponsorizzato sport a motori, come team di automobilismo e motociclismo, si è deciso di puntare anche sul calcio andando a creare un vero e proprio modello di business, ancor prima dell’avvento del City Football Group.



LEGGI ANCHE:

 

CHI È DOMENICO TEDESCO, L'ALLENATORE "ITALIANO" DEL RB LIPSIA

 



Il brand fin da subito ha deciso di posizionarsi in maniera forte all’interno dei club dopo un primo insediamento iniziale: rebrandig, investimenti tecnici ed infrastrutturali, sono i primi step obbligatori che la Red Bull si è imposta una volta acquisiti i rispettivi club, che al momento tra collaborazioni e proprietà sono cinque:

  • Red Bull Salisburgo (Bundesliga - Austria) - dal 2005 proprietario;
  • New York Red Bull (MLS - USA) - dal 2006 proprietario;
  • Red Bull Brasil - dal 2007 proprietario (club satellite del RB Bragantino);
  • Red Bull Lipsia (Bundesliga - Germania) - dal 2009 proprietario con il nome RasenBallsport Leipzig per regolamenti federali;
  • Red Bull Bragantino (Serie A - Brasile) - dal 2019 collaborazione.

Attraverso il calcio il marchio Red Bull cerca profitti. Il modus operandi, infatti, è totalmente diverso da quello di altre realtà: la rete di club generata dal colosso austriaco genera profitti grazie alla gestione, lo sviluppo e la vendita di calciatori.

Senza analizzare i trasferimenti avvenuti con i top club europei (Keita e Haaland su tutti) vediamo come si intrecciano le relazioni dei club marchiati Red Bull in fase di calciomercato.

L’asse Lipsia-Salisburgo

Per quanto riguarda il calciomercato l’asse Lipsia-Salisburgo è quello più attivo.

Analizzando i dati forniti da Transfermarkt sulle ultime dieci stagioni sembrerebbe che il management Red Bull stia cercando di portare alla ribalta il team tedesco di Lipsia per tentare di entrare tra i top club della Bundesliga e centrare un titolo continentale.

Il RB Lipsia con i soli trasferimenti tra club Red Bull ha speso in 10 anni circa 154 milioni di euro, movimentando un totale di 33 calciatori tra trasferimenti definitivi, onerosi e non, e vari prestiti.

Uno dei primi trasferimenti rilevanti è stato quello di Naby Keita passato dal Salisburgo al Lipsia nella stagione 16/17 per 29,75 milioni di euro, venduto poi due stagioni più tardi al Liverpool per 60 milioni di euro.

Altro trasferimento importante è stato quello di Dominik Szoboszlai, stagione sportiva 20/21, per il quale sono stati versati circa 22 milioni di euro per il passaggio Salisburgo-Lipsia.

L'ultimo riguarda il trasferimento ufficializzato ma effettivo dalla prossima stagione di Benjamin Sesko, uno dei profili più interessanti del Salisburgo che si trasferirà a Lipsia per una cifra vicina ai 24 milioni di euro.



LEGGI ANCHE:

 

GUIDA ALLA RED BULL ARENA, LO STADIO DEL LIPSIA

 



Il RB Salisburgo, analizzando le ultime 10 stagioni è quello che ha realizzato più profitti negli affari conclusi tra club del marchio Red Bull.

La squadra austriaca ha generato ricavi da questo tipo di trasferimenti per circa 157 milioni euro. Registrando una serie di plusvalenze notevoli come l’affare Szoboszlai, acquistato dal FC Liefering, squadra a cui il club austriaco attinge molto, e rivenduto per oltre venti milioni di euro.

Oppure quello riguardante l’affare “futuro” Sesko, acquistato nella stagione 19/20 dagli sloveni del NK Domzale e rivenduto al Lipsia per la stagione 23/24 a 24 milioni di euro.

Alla conquista delle due Americhe

Nel 2006 l’azienda austriaca sbarca nel soccer USA.

Infatti in quell’anno venne completato l’acquisto dei New York MetroStars e come parte dell’accordo venne annunciata la sponsorizzazione con cambio di nome e di identità visiva in New York Red Bulls.

Nel frattempo iniziarono anche i lavori per il nuovo impianto sportivo da 25 mila posti inaugurato nel 2010 e denominato, ovviamente, Red Bull Arena.

Per il calciomercato il club della MLS della Red Bull è una sorta di appoggio, analizzando i vari affari infatti si nota come numerosi sono i presti di vari calciatori che di anno in anno partono o da Lipsia o da Salisburgo per approdare nella Grande Mela.

Il club da questo tipo di trasferimenti secondo i dati Transfermarkt, ha generato circa 3,8 milioni di euro di utili. La vendita più importante è stata quella di Tyler Adams passato da NY al Lipsia nella stagione 18/19 per circa 2,6 milioni di euro.

In America però la Red Bull non ha solo sede a New York.

L’azienda austriaca infatti nel 2007 ha fondato un club in Brasile nello stato di San Paolo denominandolo Red Bull Brasil.



LEGGI ANCHE:

 

RED BULL, STORIA DI COME UN BRAND PUÒ IMPORSI NEL MONDO DEL CALCIO

 



L’intento del management, nell’investimento nel calcio verdeoro, è quello di scovare i talenti migliori per portarli nel calcio europeo e trarne profitto dalle vendite.

Inoltre nel RB Brasil l’azienda aveva degli obiettivi strategici fondamentali, come quello di arrivare in Serie A nel medio e lungo termine.

Il club però non è riuscito a mantenere queste aspettative e non essendo riuscito a raggiungere la Série A, dal 2019 la Red Bull Brasil è stata declassata a squadra satellite del gruppo.

Ma gli investimenti in Brasile non sono finiti qui, nel 2019 infatti la Red Bull ha rilevato il Clube Atlético Bragantino, neopromosso in Serie A brasiliana, rinominandolo in Red Bull Bragantino, concentrandovi i propri sforzi per stabilizzarsi ai vertici del calcio professionistico brasiliano.

Analizzando gli affari di calciomercato si possono vedere che per lo più ci sono trasferimenti, in prestito o gratuiti, tra calciatori del Brasil e del Bragantino.

L’ultimo club Red Bull, in ordine cronologico, ha all’attivo un solo trasferimento oneroso con il Lipsia dal quale ha acquistato la scorsa stagione Luan Candido per circa 1,5 milioni di euro, dopo alcuni prestiti dello stesso calciatore tra le due società.

Prestiti e trasferimenti gratuiti

Come detto oltre ai trasferimenti definitivi, in denaro o gratuiti, tra i club Red Bull, numerosi sono quelli in prestito.

In totale Lipsia, Salisburgo, Bragantino e New York hanno movimentato in prestito nelle ultime 10 stagioni 27 calciatori in prestito gratuito, in alcuni casi gli atleti rientravano alla società di appartenenza Red Bull da uno degli altri club della rete per finire ad un altro.

Come il caso di Carlos Coronel acquistato gratuitamente dal Salisburgo (16/17) dal RB Brasil, ceduto in prestito ai RB New York (20/21) per poi trasferirsi nella Grande Mela definitivamente la scorsa stagione per circa 580 mila euro (trasferimento oneroso).



ISCRIVITI AL SOCIAL FOOTBALL SUMMIT - 27/28 SETTEMBRE ALLO STADIO OLIMPICO (ROMA)

 

 

Azzurro Mancini, il nuovo corso porterà la firma del tecnico di Jesi: i numeri della precedente esperienza sulla panchina della Nazionale

Malagò ha designato il nuovo commissario tecnico: Roberto Mancini. Il tecnico di Jesi, a distanza di tre anni quasi dall'addio, torna sulla panchina della nazionale italiana

Leicester, era King Power al capolinea: si cercano acquirenti per le Foxes

Un declino incredibile che, in appena un decennio, ha portato le Foxes a passare dal trionfo in Premier League alla retrocessione in terza serie. Una crisi che ha, di conseguenza, introdotto riflessioni per i proprietari, pronti a cedere il club

La "bolla" Premier League spacca il calciomercato: 1,5 miliardi spesi e l’inflazione della classe media

L'analisi sulle dinamiche finanziarie dell'estate 2026: i club inglesi dominano 15 dei 20 colpi più cari al mondo. Tra diritti TV, brand value e ingaggi d'oro, la Serie A e l'Europa restano a guardare

Mondiali 2026, come la FIFA ha trasformato la World Cup in un bancomat da 15 miliardi

Tra biglietti a 4mila euro, zolle di campo da 2.200 e sogni a 64 squadre: la FIFA raddoppia i ricavi, ma a che prezzo per i tifosi e l'anima del calcio?

Mondiali 2026, affluenza da record: 6,8 milioni di spettatori e riempimento superiore al 99%

Un Mondiale da record, anche per quanto riguarda le presenze negli stadi. Affluenza raddoppiata rispetto alle recenti edizioni di Russia e Qatar

Napoli, obiettivo nuovo stadio: l'ex area Q8 a San Giovanni a Teduccio e il piano da 70mila posti di De Laurentiis

Pronto l'accordo per l'ex raffineria da 60 milioni: il club azzurro sfida le big del Nord e attacca la UEFA per riscrivere il proprio futuro finanziario

Maldini e Leonardo al Club Italia: la rivoluzione aziendale che cambia gli Azzurri

Il modello Milan sbarca a Coverciano: Giovanni Malagò affida la gestione tecnica delle Nazionali a due manager internazionali per ritrovare la rotta Mondiale.

Report annuale Deloitte 2026: luci e ombre del calcio europeo, tra ricavi record, disparità e nuova sostenibilità

Il calcio europeo non è mai stato così in salute sotto il piano dei ricavi. Eppure, dietro questo incremento, si nascondono alcune ombre. Il rapporto Deloitte ha tracciato un ritratto di un sistema in continua crescita, ma immerso in una serie di fragilità

La Serie B 2026-2027 tra svolta tv in chiaro, governance e rilancio ESG

Dal raddoppio di LaB Channel al pacchetto free-to-air, l'Assemblea di Milano ridisegna il business del campionato cadetto puntando su media e sostenibilità.

Mondiale 2026, l'attesa dei quarti e spese esorbitanti: quanto costa assistere ad una delle quattro sfide

Il Mondiale giunge al momento cruciale. Da domani si scenderà in campo per i quarti di finale. Tanti i tifosi al seguito, come dimostrano i numeri; ma quanto costa assistere ad una delle quattro gare?

Ad ogni Superman la propria kryptonite: il rapporto conflittuale tra Cristiano Ronaldo e la Coppa del Mondo

Il rapporto tra Cristiano Ronaldo e il Mondiale è sempre stato complesso, anche quando le cose sarebbero dovute andare diversamente. Nella notte di Dallas si è chiuso il sipario del palcoscenico più importante su uno dei più grandi calciatori della storia di questo sport. In questo articolo andremo a ripercorrere le sue sei competizioni iridate, tra numeri, sogni e delusioni

L’asse Trump-Infantino sotto la lente: quando il calcio sposa la geopolitica

Dagli uffici nella Trump Tower ai biglietti VIP per la Casa Bianca: il legame tra il Presidente USA e il numero uno della FIFA riaccende il dibattito sull'articolo 15 del Codice Etico e sui confini commerciali dello sport system.

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi