Nuovo stadio Roma: l'ordinanza del Commissario Sessa taglia i tempi a 90 giorni. Svolta burocratica decisiva per Pietralata in ottica Euro 2032
Lo Stadio della Roma a Pietralata
Il cammino per la realizzazione del nuovo stadio dell'AS Roma a Pietralata ha subito un’accelerazione decisiva. L'ingegner Massimo Sessa, Commissario Straordinario per gli stadi di Euro 2032 nominato dal Ministro Abodi, ha emanato la sua prima ordinanza ufficiale focalizzata proprio sull'impianto capitolino. Il provvedimento rappresenta un vero e proprio spartiacque burocratico: riduce i tempi del percorso autorizzativo a soli 90 giorni complessivi, all'interno dei quali è inclusa anche la complessa Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Si tratta di una sforbiciata netta rispetto alle procedure ordinarie del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (P.A.U.R.), che solitamente richiedono oltre sei mesi di tempo. Questa mossa punta a blindare le scadenze imposte dalla UEFA, inserendo ufficialmente l'opera tra quelle dichiarate di interesse strategico nazionale.
Il cronoprogramma introdotto dall'ordinanza stabilisce una tabella di marcia serratissima. L'iter si apre con una prima fase di cinque giorni dedicati alla verifica della completezza documentale, a cui seguono altri cinque giorni concessi all'AS Roma per presentare eventuali integrazioni. Successivamente si apre una finestra di trenta giorni riservata alle osservazioni delle parti pubbliche e alle necessarie verifiche tecniche, seguita da ulteriori trenta giorni che il club proponente ha a disposizione per le controdeduzioni e nuove integrazioni. Gli ultimi venti giorni del percorso vengono infine ripartiti tra la convocazione della seduta conclusiva della Conferenza di Servizi decisoria e la fase finale di armonizzazione dei provvedimenti gestita direttamente dal Commissario.
L'intervento del Commissario Sessa risponde a una stringente necessità di tempistiche dettate dall'agenda internazionale. L'avvio immediato della Conferenza dei Servizi è fondamentale per consentire il rispetto della scadenza di metà settembre, momento in cui l'intero dossier italiano dovrà essere inviato a Nyon per dimostrare la reale "cantierabilità" degli impianti entro il termine tassativo di marzo 2027. Il traguardo prefissato dalle istituzioni è quello di chiudere formalmente la partita amministrativa entro la metà di settembre, anche se si respira un cauto ottimismo sulla possibilità di anticipare i tempi e siglare l'accordo definitivo già entro la fine di agosto. Una volta superato questo step, la palla passerà alla nuova Federcalcio che, nel mese di ottobre, dovrà indicare formalmente al Comitato Esecutivo UEFA almeno cinque stadi italiani in grado di ospitare la manifestazione in co-hosting con la Turchia.
Il raggio d'azione del Commissario Straordinario finirà per incidere profondamente sulle scelte della FIGC, che spera di poter candidare una platea più ampia di impianti, idealmente tra gli otto e i nove. In questo scenario, Torino rappresenta l'unica certezza granitica del dossier. Roma ambisce invece a un suggestivo raddoppio delle sedi schierando sia lo Stadio Olimpico sia il futuro impianto di Pietralata, replicando un modello a più stadi cittadini già previsto per la città di Istanbul. Sul fronte delle altre metropoli, Milano presidia lo slot con i progetti legati al nuovo impianto di Inter e Milan, mentre Firenze e Napoli restano in prima linea per accaparrarsi i restanti posti disponibili.
All'interno di questa mappa infrastrutturale, il progetto di Pietralata e la ristrutturazione del "Renzo Barbera" di Palermo – quest'ultimo sostenuto dalle risorse del City Football Group – vengono considerati i due veri motori del cambiamento, i soli impianti su cui l'azione commissariale può imprimere una svolta reale e immediata. Più defilate, ma comunque pienamente inserite nel novero delle strutture candidabili, rimangono le piazze di Cagliari, Genova e Salerno, le quali scontano una minore capienza complessiva che riduce, almeno sulla carta, le loro chance di ospitare i match ufficiali dell'Europeo.
La svolta burocratica ha incassato l'immediato plauso delle istituzioni politiche. Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha evidenziato come questo provvedimento garantisca procedure più snelle, trasparenza e tempi certi, definendolo un modello di semplificazione amministrativa che il Governo metterà a disposizione di tutti i promotori delle opere legate a Euro 2032. Sulla stessa linea si è espresso il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il quale ha ribadito che l'apertura della Conferenza dei Servizi rappresenta un passo cruciale per dotare la Capitale di un'infrastruttura moderna, sostenibile e perfettamente integrata nel tessuto urbano, coronando il lavoro svolto dall'Assemblea Capitolina nel corso degli ultimi anni.