Festival della Serie A 2026, un viaggio nella memoria tra i Derby d’Italia e il mito del Grande Torino

Seconda edizione al via: la Lega dei Collezionisti e il Museo Ballarin portano in piazza oltre 100 cimeli unici per raccontare la storia del nostro calcio

Festival Serie A 2026

La maglia del Torino in ricordo di Superga (Foto AC Torino)

Il grande calcio italiano si dà appuntamento a Parma per la seconda edizione del Festival della Serie A. Da venerdì 5 a domenica 7 giugno, la città emiliana si trasformerà nel cuore pulsante del racconto calcistico nazionale, grazie a un evento di respiro istituzionale e culturale organizzato dalla Lega Calcio in stretta sinergia con la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Parma. Un palcoscenico che unisce dibattiti sul futuro del movimento alla celebrazione della sua memoria storica più pura.

La Lega dei Collezionisti e la mostra sui Derby d'Italia

Sulla scia dello straordinario successo riscontrato un anno fa, il Festival torna a fare leva sul fascino intramontabile del collezionismo d'autore. Un contributo fondamentale sarà garantito dalla Lega dei Collezionisti, che guiderà appassionati, tifosi e curiosi in un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso l'evoluzione materiale del gioco.

In Piazza Battisti, su un'area espositiva ad accesso libero di oltre 150 metri quadrati, saranno messi in mostra più di 100 cimeli storici: maglie d'epoca, palloni che hanno fatto la storia, scarpini consumati dai campioni del passato, gagliardetti ufficiali, giornali storici, tute e borsoni. Quest'anno il filo conduttore che impreziosirà l'esposizione sarà dedicato al fascino e alla rivalità dei grandi "Derby d’Italia", tracciando un percorso visivo che va dai primi decenni del campionato di Serie A fino ai giorni nostri.

Uno spazio speciale per gli "Invincibili": il mito del Grande Torino

All'interno della kermesse parmense troverà spazio un'area dal profondo valore storico e valoriale, interamente dedicata all'epopea del Grande Torino. Questa sezione speciale è stata curata con profonda devozione e senza alcun fine di lucro dal Museo Aldo e Dino Ballarin di Chioggia, una realtà nata e gestita da Nicoletta Perini (nipote dei due celebri fratelli e campioni granata), insieme al marito Davide Bovolenta e ad Aldo Cappon.

La famiglia Perini-Bovolenta porta avanti da anni un'incessante attività di ricerca, recupero e salvaguardia dei cimeli legati agli "Invincibili", con l'obiettivo di sottrarre all'oblio i frammenti di una leggenda interrotta a Superga. Se una parte di questo immenso patrimonio è custodita permanentemente presso le sale del Museo Civico di Chioggia, l'intero archivio storico è stato digitalizzato ed è liberamente consultabile online all'indirizzo museoballarinchioggia.it, rappresentando un perfetto esempio di conservazione della memoria storica applicata al web.

Intrecci di storia: dal Museo di Villa Claretta a Umberto Motto

La presenza del Museo Ballarin a Parma, spiega l'edizione oggi in edicola di Tuttosport, evidenzia inoltre una fitta rete di relazioni sentimentali che unisce i custodi della memoria granata. Esiste infatti un forte legame storico con il Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata di Villa Claretta (Grugliasco), a testimonianza di una comunione d'intenti nel nome del mito.

A dare ulteriore spessore umano a questa narrazione è il profondo legame di amicizia tra i fondatori del museo di Chioggia e Umberto Motto. Oggi splendido novantacinquenne, Motto è stato lo storico capitano dei "Ragazzi" delle giovanili granata che, dopo la tragedia di Superga, scesero in campo con coraggio per disputare le ultime quattro partite di quel drammatico campionato del 1949. 

La sua traiettoria nel club è poi proseguita come apprezzato dirigente, fino alla conquista dello storico scudetto del Torino di esattamente cinquant'anni fa. Un filo rosso che unisce il passato più glorioso alla memoria vivente del nostro calcio.

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