Il Milan di Cardinale tra data intelligence e modello Liverpool: come sarà il nuovo organigramma rossonero

Gerry Cardinale cambia strategia e assume un ruolo operativo: un comitato tecnico snello basato su algoritmi e intelligenza artificiale guiderà il calciomercato

Organigramma Milan

Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

L'estate del Milan segna una svolta radicale nella gestione strategica del club. Archiviata la ricerca di un "Head of Football" di respiro internazionale dopo i mancati accordi con Rangnick e la coppia Krösche-Hardung dell'Eintracht Francoforte, il proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, ha scelto di cambiare rotta. Non ci sarà un uomo solo al comando, bensì una struttura snella, collaborativa e fortemente guidata dall'analisi dei dati, con un modello di riferimento chiaro e dichiarato: il Liverpool del Fenway Sports Group, di cui RedBird è azionista di minoranza. L'obiettivo è far coesistere sostenibilità finanziaria, intrattenimento e competitività sportiva, partendo da una forte centralizzazione operativa dello stesso Cardinale e dal coinvolgimento diretto del nuovo allenatore, Ruben Amorim, nel ruolo di manager all'inglese con un peso specifico fondamentale nelle decisioni di mercato.

La struttura societaria: il post-Furlani e la linea RedBird

Al vertice della gestione quotidiana del club si consuma il cambio della guardia. Giorgio Furlani lascia il ruolo di amministratore delegato a Massimo Calvelli, manager toscano di 51 anni con un passato nel tennis professionistico e una solida carriera internazionale come top executive, culminata nella carica di CEO dell'ATP tra il 2020 e il 2025. Calvelli, già nel CdA rossonero, assume le deleghe operative con potere di firma per transazioni fino a 10 milioni di euro.

Al suo fianco, a monitorare i flussi di investimento e la gestione del business legato ai media e all'intrattenimento sportivo, ci sarà David Castelblanco, partner di RedBird, membro del consiglio e uomo di stretta fiducia di Cardinale sin dai tempi di Goldman Sachs. Se Paolo Scaroni viene confermato nel ruolo di Presidente istituzionale, Zlatan Ibrahimovic continuerà a operare come consulente strategico della proprietà, garantendo una forte influenza sulle scelte più delicate.

L'Area Tecnica: algoritmi, competenze e dinamiche di campo

Il vero cuore della rivoluzione di RedBird risiede nell'organizzazione dell'area tecnica, che si strutturerà come un comitato complementare e privo di una singola figura dominante. La profilazione dei calciatori e la gestione del budget di mercato passeranno sotto la lente di Hendrik Almstadt, nominato direttore del player trading. Forte di una laurea alla London School of Economics e di un MBA ad Harvard, il dirigente tedesco — già uomo di fiducia di Ivan Gazidis — utilizzerà la sua esperienza per analizzare i profili ideali combinando l'aspetto puramente tecnico a quello economico-finanziario.

La vera novità tecnologica è però rappresentata dalla promozione del trentunenne britannico Bobby Gardiner a direttore della Football Intelligence. Geniale analista cresciuto studiando Filosofia, Economia e Politica a Durham, Gardiner metterà computer, algoritmi e intelligenza artificiale al servizio dello scouting globale, con il compito di individuare sul piano statistico i rinforzi più adatti al gioco moderno di Amorim.

A fare da fondamentale collante con il campo e a garantire la necessaria conoscenza calcistica tradizionale ci sarà Donato Lomonte, promosso a capo dell'intera area scouting. In rossonero dal 2017 e forte di un passato da allenatore e collaboratore tecnico, Lomonte è l'unico membro del gruppo a possedere l'abilitazione ufficiale della FIGC come Direttore Sportivo, ruolo che ricoprirà formalmente nei registri federali per la gestione burocratica delle trattative. Sotto la sua guida opererà una rete di otto osservatori divisi geograficamente tra Italia, Inghilterra, Francia, Argentina, Paesi Bassi e Belgio, supportati da una nuova figura specializzata nella video-analisi, l'Head of Recruitment Analysis.

Il mercato e l'asse strategico con Jorge Mendes

Nonostante la mancata qualificazione in Champions League riduca i ricavi da botteghino e diritti TV, la linea della proprietà è chiara: trattenere i big — a partire da Maignan, passando per il rinnovo di Rabiot insidiato dal Napoli di Allegri, fino a Modric, per il quale si attenderà il verdetto post-Mondiale — e investire in profili funzionali al progetto tattico.

Nelle dinamiche di mercato un peso specifico importante lo avranno i rapporti con l'agente portoghese Jorge Mendes, facilitatore di canali di mercato legati all'area lusitana. Tra gli obiettivi caldi monitorati dal club figurano infatti Gonçalo Ramos del PSG e Morten Hjulmand dello Sporting Lisbona, operazioni complessive da circa 60 milioni di euro che potrebbero vedere la collaborazione strategica di Domenico Teti, manager reduce dall'esperienza al Wolverhampton e da sempre vicino all'asse portoghese.

Milan Futuro e lo sviluppo del vivaio

Nessun ridimensionamento, invece, per il progetto della seconda squadra, denominato Milan Futuro, che prenderà parte al campionato dilettanti. Jovan Kirovski, dirigente fortemente voluto da Ibrahimovic per lo sviluppo dei giovani talenti, manterrà la gestione tecnica della squadra B rossonera, lavorando in stretta sinergia e tandem con Vincenzo Vergine, confermato a capo dell'intero settore giovanile del club.

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