Tredici città presentano la documentazione alla FIGC tra sogni di nuovi impianti, investimenti privati da 4,5 miliardi e riforme burocratiche.
Lo Stadio Olimpico di Roma (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
La scadenza del 31 luglio ha segnato un punto di svolta per il sistema calcistico italiano. Entro la mezzanotte di venerdì, ben tredici città hanno depositato presso gli uffici della FIGC la documentazione ufficiale con sedici progetti complessivi relativi agli impianti candidati a ospitare le gare di Euro 2032, la competizione che l'Italia organizzerà in collaborazione con la Turchia. L'alta partecipazione dimostra come la rassegna continentale sia percepita dalle amministrazioni locali e dai club come una leva irripetibile per superare lo stallo infrastrutturale che caratterizza il Paese.
La geografia dei dossier riflette dinamiche urbane molto articolate, a partire dalle sfide interne alle grandi metropoli. A Roma la corsa riguarda ben tre strutture: il rinnovato Stadio Olimpico, per il quale sono già stati stanziati 140 milioni di euro, il nascente impianto della Roma nel quartiere Pietralata e il progetto sul Flaminio proposto dalla Lazio. Situazione analoga a Napoli, dove alla riqualificazione del Maradona sostenuta dal Comune e dalla Regione Campania si affianca il progetto di un impianto di proprietà promosso dal presidente Aurelio De Laurentiis.
Tra le novità principali spicca il progetto del Bologna, che ha scelto di puntare non sul restyling del Dall'Ara ma sulla costruzione di un nuovo impianto multifunzionale con capienza superiore ai 30.000 spettatori, frutto della collaborazione tra la società guidata da Joey Saputo e BolognaFiere. A Milano si conferma il dossier per il nuovo San Siro condiviso da Inter e Milan, mentre Cagliari propone una struttura ex novo. In corsa vi sono anche Torino con l'Allianz Stadium, Firenze con il Franchi riqualificato, oltre a Palermo, Salerno, Verona, Genova, Bari e Lecce con i rispettivi piani di ammodernamento degli stadi storici.
L'impatto economico della candidatura raggiunge cifre rilevanti. Come confermato dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, i sedici progetti sul tavolo mobilitano circa 4,5 miliardi di euro di investimenti privati. Questo sforzo finanziario sarà supportato da interventi legislativi volti a migliorare la norma stadi, dall'operatività della piattaforma commissariale guidata dal commissario Sessa e da un portafoglio di opportunità finanziarie definite insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La tabella di marcia entra ora nella sua fase decisiva. La Federcalcio avvierà l'istruttoria tecnica per accertare il rispetto dei requisiti infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi pretesi dalla UEFA. Entro il 1° ottobre la FIGC dovrà selezionare i cinque impianti ufficiali, unitamente ad alcune riserve pronte a subentrare in caso di criticità, prima di inviare la documentazione finale a Nyon per l'approvazione definitiva.