Marotta, Zanetti e Ricci celebrano l'accordo con il colosso bancario spagnolo. Oaktree valuta l'ingresso nelle multiproprietà con 40 milioni di budget.
Giuseppe Marotta celebra la Coppa Italia 2026 (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
Prosegue a ritmo serrato, anche al di fuori del terreno di gioco, il lavoro della dirigenza dell'Inter per garantire alla società un futuro sempre più solido, globale e ambizioso. Una fondamentale conferma di questo percorso strategico è arrivata nel pomeriggio di ieri presso la sede di Viale della Liberazione a Milano, dove il club nerazzurro e il colosso bancario multinazionale spagnolo BBVA si sono ritrovati per promuovere ufficialmente la partnership siglata lo scorso ventotto luglio.
L'intesa consolida la presenza del brand bancario nel mondo Inter a trecentosessanta gradi. BBVA è infatti il nuovo Official Sleeve Partner per la Prima Squadra maschile, per la formazione femminile Inter Women, per l'Under 23, l'Under 20 e la selezione Inter Legends. La vera novità emersa durante l'incontro riguarda il forte investimento del gruppo bancario nel settore giovanile, dato che BBVA diventerà anche il Main Sponsor di maglia di tutte le squadre giovanili nerazzurre, sia maschili che femminili, dall'Under 18 a scendere, a testimonianza di un supporto concreto alle nuove generazioni e alla crescita dei campioni di domani.
A fare gli onori di casa è stato il Presidente dell'Inter, Beppe Marotta, che ha sottolineato come questo binomio non possa che essere vincente per andare lontano insieme, ricordando che sognare non costa niente e auspicando di raccogliere qualcosa di bello, prestigioso e straordinario. All'incontro era presente anche il Vice Presidente Javier Zanetti, che ha salutato i media e i presenti al termine della presentazione. Dal punto di vista commerciale e strategico, l'operazione porta la firma di Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer nerazzurro, che ha evidenziato come BBVA condivida una visione di crescita e innovazione pienamente in linea con quella del club. Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso Walter Rizzi, Head of Digital Banking di BBVA Italia, definendo la presenza del proprio logo sulla maglia dell'Inter un momento di grande importanza.
L'espansione del brand e la valorizzazione degli asset societari non si fermano qui. Tra i dossier più rilevanti sul tavolo di Giorgio Ricci c'è la partnership per la denominazione del centro d'allenamento ad Appiano Gentile. Lo stesso Ricci ha rivelato che il centro sportivo sta cambiando volto e che sta per nascere qualcosa di completamente nuovo, preannunciando imminenti novità sull'assegnazione dei naming rights della Pinetina per proseguire nell'opera di ammodernamento e monetizzazione delle infrastrutture.
L'ambizione del club si proietta anche oltre i confini commerciali, spingendosi verso il modello della multiproprietà calcistica, una frontiera strategica già ampiamente esplorata dai grandi fondi internazionali ma finora inedita per il club su scala estera, sebbene già accarezzata in passato sotto la gestione Suning. Se in Italia le multiproprietà sono soggette a stringenti divieti normativi, all'estero il panorama offre enormi opportunità. Più che l'Inter direttamente, sarà la controllante Oaktree, di recente confluita nel gruppo Brookfield, ad acquisire un club satellite operando in totale coordinamento con l'area sportiva guidata dal Presidente Beppe Marotta e dal Direttore Sportivo Dario Baccin.
Con un budget stanziato tra i trenta e i quaranta milioni di euro, l'attenzione si sta concentrando su campionati strategici come quello belga, portoghese, olandese o, con maggiore probabilità, sulla seconda divisione spagnola. Un'operazione che andrebbe a integrare perfettamente il progetto domestico dell'Under 23. I vantaggi di questa strategia sono sia economici sia sportivi, garantendo una posizione di forza sul mercato di riferimento e un canale privilegiato per la crescita dei giovani talenti.
Questa scelta inserisce l'Inter all'interno di un trend globale ben consolidato, guidato da modelli come il City Football Group, che controlla realtà come il Palermo, e il gruppo Red Bull con il Lipsia al vertice. Il fenomeno riguarda da vicino anche diverse proprietà della Serie A, come il Gruppo Friedkin con la Roma, l'Everton e il Cannes, RedBird Capital con Milan e Tolosa, o la famiglia Krause con Parma e Casa Pia, senza dimenticare altre realtà internazionali quali BlueCo con Chelsea e Strasburgo o Ineos con Manchester United e Nizza.
Sul piano normativo la FIFA non pone grandi ostacoli, ad eccezione del divieto di simultanea partecipazione al Mondiale per Club, mentre la UEFA vieta la presenza di società con lo stesso controllante all'interno della medesima competizione europea, consentendo però la coesistenza in tornei distinti e regolando i trasferimenti tra parti correlate per garantire la massima trasparenza finanziaria.