Guida alla Red Bull Arena, lo stadio del Lipsia

Il Lipsia è il fiore all'occhiello del progetto Red Bull nel calcio. E non stupisce che lo stadio dei biancorossi sia uno degli impianti più all'avanguardia di Germania.

Sette club calcistici, due team di Formula Uno, uno di MotoGP, due squadre di Hockey, tre team di mountain-bike.

Il panorama degli sport in cui la Red Bull ha investito negli anni ha del clamoroso, siano esse proprietà dirette o semplici sponsorizzazioni.

Fra queste vi è quella del Lipsia, prossimo avversario europeo dell’Atalanta, con la gara d'andata in casa dei tedeschi.

Dove? In una delle due Red Bull Arena del mondo, quella ubicata nella città tedesca (l’altra è la casa dei New York RB). Uno stadio ricostruito per i mondiali del 2006 sulle ceneri e letteralmente dentro il fossato che conteneva l’impianto precedente, il Zentralstadion.

Una caratteristica molto particolare, resa ancor più affascinante dalla scelta in sede di progettazione di lasciar vivere alcune delle panche dello stadio antico, visibili durante l’accesso alla Red Bull Arena.

Come una fenice

Sul finire del vecchio millennio, nel 1997, Lipsia decise di rifare uno stadio ormai vetusto e antiquato, visti i quarant’anni appena compiuti da una struttura mal pensata sin dall’origine. La strada intrapresa fu quella di abbattere l’Arena esistente per farla risorgere sulle proprie ceneri, nello stesso sito, conservando perfino il fossato che la ospitava.

Dopo quattro anni di lavori, il 16 luglio il nuovo impianto venne inaugurato con un torneo amichevole fra l’allora principale squadra locale, il Fußball-Club Sachsen Leipzig 1990, Werder Brema, Club Brugge e la Stella Rossa.

Dopo i Mondiali di Germania però, ben presto il rinato Zentralstadion passò dall’essere una straordinaria risorsa all’essere un problema. Il Sachsen, infatti, preferì giocare all’Alfred-Kunze-Sportpark che, visti i circa diecimila posti, era un impianto decisamente più adatto per un club militante nelle serie inferiori come quello biancoverde.

Fu allora che Michael Kölmel, uno degli imprenditori che finanziarono la ricostruzione della struttura, iniziò a cercare dei soggetti che potessero investire nel calcio, donando funzionalità e profitto ad un’opera da circa 120 milioni di euro.

Destini incrociati

Gli interessi di Kölmel finirono presto per convergere con quelli della Red Bull. L’azienda del famoso energy drink nello stesso periodo era intenzionata a investire massicciamente nel mondo del calcio.

Già nel 2006 il colosso austriaco aveva tentato di acquistare il Sachsen, trovando però l’opposizione dei tifosi. La Red Bull allora dirottò i suoi interessi sul SSV Markranstädt, club dell’omonima città limitrofa, all’epoca militante in NOFV-Oberliga, quinta divisione del pallone tedesco.

In poche settimane la società venne acquistata e trasferita in blocco a Lipsia. Dovendo rispettare regole diverse sulle denominazioni rispetto a quanto accaduto con Salisburgo e New York, il club non potè inglobare Red Bull nel nuovo nome del sodalizio.

La multinazionale ripiegò su RasenBallsport - letteralmente "sport della palla sul prato” - Leipzig, accontentandosi di far coincidere solo le iniziali RB. Destino diverso invece per il Zentralstadion, che nel 2010 divenne Red Bull Arena, grazie all’acquisto dei diritti di gestione, sfruttamento e naming rights.

Sotto la gestione Red Bull, la squadra scalò le categorie del calcio tedesco, arrivando fino alla Bundesliga e divenendo assoluta protagonista del torneo.

La ciliegina sulla torta fu rappresentata dall’acquisto, con finalità di ristrutturazione, dell’impianto da parte del club per una cifra di 70 milioni. Michael Kölmel, che come detto ne finanziò di tasca sua 7 per la ristrutturazione dei primi anni 2000, mise a segno una plusvalenza imprenditoriale da 63 milioni. Mica male.

Rinnovamento e ricostruzione

Dopo l’acquisto, il Lipsia ha iniziato a cambiare volto all’Arena. A cominciare dal colore dello stadio: parrà strano, ma i seggiolini di colore azzurro sono spesso stati oggetti di scherno, chiamati dispregiativamente ‘swimming pool’ seats.

Il club ha deciso di sostituirli diversi mesi fa, puntando su nuove sedute di colore rosso e iniziandone gradualmente la sostituzione, che dovrebbe completarsi nel 2023. Il materiali utilizzati saranno per l’80% costituiti da plastica riciclata, per ridurre l’impatto ambientale.

Inoltre, la scorsa estate la RB ha rimosso tutti i posti a sedere dalla tribuna sud (Sektor B), lasciando alla porzione più calda del tifo locale un settore con soli posti in piedi, sulla falsariga di quanto accade in altri stadi di Germania come il Signal Iduna Park e l’Olympiastadion di Berlino. Chiaramente, per le gare UEFA vengono posizionate le sedute temporanee obbligatorie.

Attorno allo stadio, poi, è stato installato un rivestimento in vetro nei lati nord e sud, per una copertura totale da 3.600 metri quadrati. Non si tratta di mera estetica, ma piuttosto di aumentare il comfort dei tifosi e di coloro che vivono nei pressi della Red Bull Arena.

Il beneficio sarà la riduzione delle correnti d'aria e la protezione dalla pioggia in tutti gli atri pubblici. Per la comunità circostante, invece, il vetro servirà come isolamento acustico: l’obiettivo è soddisfare le restrizioni sul livello di rumore di 70 decibel di giorno e 55 decibel di sera.

Fra gli interventi più importanti c’è stata, infine, la creazione di un nuovo punto di ingresso allo stadio nella zona sud. In precedenza lì sorgeva un terrapieno, lasciato intatto in ricordo del vecchio stadio, che sarà ricreato quasi nella sua interezza con l’aggiunta di un ponte pedonale.

Il nuovo accesso avrà anche un ruolo strategico, accogliendo il fanshop del RB e fungendo da punto di aggregazione, con all’interno una zona commerciale dedicata ai tifosi che lì si possono intrattenere prima e dopo le partite.

Fra l’ingresso e gli spalti, sono stati creati due livelli di atri pubblici con una varietà di negozi e servizi igienici, accessibili sia dal terreno che dal terrapieno attraverso ponti pedonali aggiuntivi.

In totale, entro la fine del 2022, RB avrà speso 60 milioni di euro (73 milioni di dollari) per tutti questi aggiornamenti, aiutando lo stadio a soddisfare i più alti criteri della UEFA.

Un intervento fondamentale, sia per aumentare i ricavi per il club di proprietà della Red Bull, sia in vista dell’Europeo 2024, assegnato alla Germania. Dopo i lavori si stima che la Red Bull arena possa passare da una capienza iniziale di 42.959 posti ad una di circa 48mila.

Scheda

  • Nome stadio: Red Bull Arena;
  • Proprietario: RasenBallsport Leipzig GmbH;
  • Inaugurazione: 16 luglio 2004;
  • Ristrutturazione: in corso;
  • Capienza: 42.959;
  • Beneficiari: RB Lipsia (2010-oggi), Sachsen Lipsia (2004-2008), Hallescher (2010-2011).

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