Il brand in riva al Lago sta toccando vette inimmaginabili tempo fa. La galassia manageriale degli Hartono ha trovato nel centro lariano un autentico hub che oltrepassa i confini territoriali
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Il Como ha ufficialmente strappato la qualificazione ad una delle prossime competizioni continentali. Qualche Europa per i lariani? Lo scopriremo solo vivendo al termine del campionato tra un paio di settimane. Nel frattempo la truppa guidata da Cesc Fabregas, battendo il Verona al Bentegodi, ha brindato al grande salto nel gotha del calcio internazionale.
Sette anni fa il club biancoblu stazionava in forma quasi anonima addirittura in Serie D. Oggi è a tutti gli effetti una potenza comprovata in Italia e, in ottica futura, all'estero. L'approdo della famiglia Hartono al timone del Como 1907 ha rivoluzionato i connotati economico-finaziari della società sportiva, ponendo il brand lariano al centro delle attenzioni tramite strategie di marketing che abbracciano ambiti differenziati oltre il calcio. Certo, il paesaggio del celebre Lago da solo costituisce un ottimo strumento naturale da valorizzare al meglio.
Torniamo a questioni meramente tecniche e analitiche. Come detto il Como di Fabregas grazie al successo sul terreno dell'Hellas Verona, gol di Douvikas, ha staccato il pass per uno dei tornei europei. Bisogna ora solo capire se i lariani parteciperanno alla prossima Conference League, Europa League o udite udite Champions League. I giochi sono ancora aperti a due turni dalla sirena finale.
Concentriamoci sulla rosa del Como 2025-2026. Il team biancoblu è formato nel complesso da 27 elementi, di cui ben 25 stranieri (92,6%), con un'età media di 26,3 anni. Il valore totale dei cartellini, fonte transfermarkt, ammonta a 351,7 milioni di euro con saldo di mercato negativo di 110,5 milioni (tale parametro non dovrebbe costituire un grosso problema per le possibilità ampie della proprietà indonesiana). Il collettivo è così suddiviso per reparti: 5 portieri; 10 difensori; 7 centrocampisti; 6 attaccanti. Il giocatore più prezioso è ovviamente Nico Paz con un cartellino pari a 65 milioni. Più staccati, a quota 30 milioni, Jesus Rodriguez, Assane Diao e Perrone. A 25 invece troviamo Jacobo Ramon. Collocato a 24 milioni il talento croato Baturina.
Gli unici italiani tesserati in rosa rispondono ai nomi di Mauro Vigorito (portiere, valore cartellino 150mila euro) e Edoardo Goldaniga (difensore, valore cartellino 2,5 milioni). Tale situazione però a partire dalla stagione 2026-2027 cambierà almeno in parte il suo andamento. I vertici Uefa, infatti, obbligano le squadre che partecipano alle competizioni continentali a vantare in lista una quantità precisa di calciatori autoctoni, cioè del Paese d'origine del club stesso. In sede di mercato già si vocifera di un paio di interessamenti di spessore: Cambiaso della Juventus e Cambiaghi del Bologna. Indiscrezioni da confermare chiaramente. Nel frattempo i lariani possono dare un'occhiata al vivaio del Lago che annovera più di una promessa pronta a sbocciare. Dal centrocampista 2006 Fabio Rispoli all'attaccante 2005 Federico Chinetti, passando per Francesco Andrealli (classe 2007) e il fantasista 2007 Cristian Mazzara.