Leicester, il dramma della retrocessione tra perdite e futuro: i numeri del disastro delle Foxes

Appena 10 anni fa il mondo guardava con ammirazione la grande impresa del Leicester di Claudio Ranieri. A 10 anni da quel giorno, le Foxes sono tornate, per la seconda volta nella propria storia, in League One, con tutti le conseguenze del caso sotto il piano economico

A soli 10 anni dalla vittoria della Premier League, sotto la guida di Claudio Ranieri, il Leicester è tornato in terza serie per la seconda volta nei propri 142 anni di storia, con una retrocessione a sorpresa dalla Championship. Una condizione sicuramente non prevista che, alla luce delle perdite da 71 milioni di sterline (81,5 milioni di euro) del 2025, potrebbe portare a rinnovati guai finanziari al termine dei pagamenti di solidarietà provenienti dalla Premier League.

Violazioni e penalizzazioni: Championship amara

Una delle cause del crollo verticale del Leicester City è, senza dubbio, la sanzione di sei punti arrivata per la violazione di alcune regole sul Profitto e la Sostenibilità (PSR) da parte della EFL, riguardante il triennio concluso nel 2023/2024. 

Il motivo della decisione federale è causata dal superamento della spesa di circa 20 milioni di dollari sulla soglia consentita di 83 milioni per l’arco di tempo indicato. Una penalizzazione pesante, che ha compromesso enormemente la stagione già difficile delle Foxes. 

Retrocessione in League One: la proiezione del disastro

Un crollo verticale quello derivante dal doppio salto di categoria, che porterà conseguenze funeste sotto il piano finanziario per il club inglese. I numeri sono preoccupanti e proiettano una diminuzione di 10 milioni di sterline, da 12 a 2, per i soli diritti televisivi. In linea con lo scenario, l’esperto di finanziamenti calcistici Kieran Maguire avrebbe stimato le perdite del Leicester, a partire dal 2018, a circa 400 milioni di sterline. 

In linea, la diminuzione del valore di rosa progressiva per la caduta in terza serie potrebbe ammontare a 110 milioni di sterline, con passaggio dai 150 circa attuali a 40 per il prossimo campionato. Inoltre, sono previste ulteriori perdite per il settore della sponsorizzazione per una cifra non dissimile ai 20 milioni di sterline. Ricadute importanti potrebbe anche arrivare dal matchday su cui si proietta un calo di ulteriori 8 milioni di sterline. 

Il mercato come fonte di sostentamento necessario

Per sopravvivere ad un dramma sportivo di tale portata, dunque, sarà necessario un netto dimensionamento dei salari, a tutte le aree e altezze della struttura gerarchica societaria, partendo dai calciatori e arrivando ad altri settori. Con il monte ingaggi più alto del campionato di Championship, il Leicester sarà costretto a cedere i propri elementi migliori – come ad esempio Harry Winks, Jannik Vestergaard e Stephy Mavididi – e giovani di prospettiva positiva per provare a limitare i danni facendo cassa dal mercato. 

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