Arbitri, quanto hanno guadagnato nel 2025-2026 e come funziona la riforma dell'AIA

I compensi della Serie A e Serie B tra quote fisse, gettoni VAR e la svolta del modello inglese PGMOL per superare le tensioni istituzionali della FIGC

Marco Guida

Marco Guida (Foto x.com/MichelFCBerix)

Il calcio italiano si trova dinanzi a un bivio epocale che investe direttamente la governance e la sostenibilità economica del comparto arbitrale. Mentre l'Associazione Italiana Arbitri (AIA) attraversa una fase di profonda transizione istituzionale, segnata dall'inibizione di 13 mesi comminata all'ex presidente Antonio Zappi e dalle recenti dimissioni del designatore Gianluca Rocchi e del suo vice Andrea Gervasoni a seguito dell'inchiesta della Procura di Perugia, il tema della riforma del professionismo per i direttori di gara torna prepotentemente al centro del dibattito settoriale.

La spinta riformatrice, temporaneamente frenata dall'onda d'urto della mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali e dalle conseguenti dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina, attende il prossimo 22 giugno per ritrovare slancio. 

Sarà infatti il nuovo corso della FIGC, conteso tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, a dover ridisegnare gli assetti del settore. Il modello di riferimento resta quello inglese della PGMOL (Professional Game Match Officials Limited): un ente autonomo rispetto alla federazione, deputato alla gestione industriale, tecnica e commerciale degli ufficiali di gara di Serie A e Serie B.

L'Impatto finanziario della stagione: i numeri generali

In attesa di un quadro normativo che sancisca il professionismo formale, l'edizione oggi in edicola di Tuttosport, spiega come gli arbitri italiani operano già oggi con ritmi, carichi di lavoro e vincoli di performance equivalenti a quelli degli atleti professionisti. 

Questa condizione si specchia in un sistema retributivo strutturato che, per l'ultimo campionato, ha generato un costo complessivo pari a 3,7 milioni di euro lordi per l'intero corpo degli ufficiali di gara, compresi assistenti, quarti uomini e specialisti della sala video.

La scomposizione dei redditi mette in luce una forbice di quasi 45.000 euro tra il vertice e la base della top 20 dei direttori di gara, una distanza economica dettata principalmente dalla frequenza di impiego nei big match stagionali e dallo status internazionale dei singoli profili.

La struttura del compenso: Quota fissa e variabile

L'attuale architettura retributiva degli arbitri di Serie A e B si fonda su un modello misto. Il primo pilastro è la quota fissa legata al contratto d'opera, determinata sulla base dell'esperienza e dello status internazionale e suddivisa in tre scaglioni progressivi: 30.000 euro per gli arbitri con meno di 50 direzioni di gara in massima serie; 60.000 euro per chi ha superato le 50 presenze tra Serie A e B; 90.000 euro per i direttori di gara internazionali o di consolidata esperienza ex-internazionale.

A questo fisso si aggiunge la quota variabile dei gettoni di presenza, che premia l'effettivo impiego nelle singole giornate di campionato. Il sistema prevede un'importante differenziazione in base al ruolo ricoperto all'interno del team arbitrale durante il match: il gettone per l'arbitro centrale è di 4.000 euro, quello per il responsabile VAR è di 1.700 euro, mentre gli assistenti di linea percepiscono 1.400 euro. Chiudono il quadro gli assistenti al monitor (AVAR) con 800 euro e il quarto ufficiale con 500 euro.

Questa forte incidenza del gettone rappresenta uno dei nodi centrali della transizione verso il professionismo. La vecchia proposta Gravina mirava infatti ad azzerare il pagamento legato alla singola partita, introducendo uno stipendio fisso onnicomprensivo, finalizzato a sottrarre i direttori di gara dalle logiche di "produttività quantitativa" e ad attenuare le pressioni psicologiche ed economiche connesse a possibili sospensioni tecniche dopo un errore macroscopico.

La Top 5 dei guadagni nell'ultimo Campionato

L'incrocio tra la massima quota fissa contrattuale e l'alto tasso di impiego nelle sfide di cartello definisce la mappa dei guadagni d’élite dell’ultima stagione calcistica. Al vertice dei compensi complessivi lordi troviamo:

  1. Marco Guida (sezione di Torre Annunziata), che si attesta al comando con un totale di 181.500 euro lordi (90.000 euro di quota fissa e 91.500 euro accumulati in gettoni sul campo).
  2. Daniele Chiffi, che lo segue a breve distanza a quota 175.700 euro lordi.
  3. Davide Massa, che occupa il terzo gradino del podio con competenze complessive pari a 171.600 euro lordi.
  4. Luca Zufferli, inserito in quarta posizione con un bilancio lordo di 168.000 euro.
  5. Simone Sozza, che chiude la top 5 d'élite totalizzando un compenso stagionale di 167.700 euro lordi.

Grandi storici del nostro calcio come Daniele Doveri (161.900 euro complessivi) e Marco Di Bello (155.800 euro), pur avendo una quota fissa contrattuale inferiore per i meccanismi di anzianità interna, hanno compensato ampiamente grazie all'altissimo utilizzo e alla specializzazione all'interno delle stanze tecnologiche del VAR.

Verso il modello inglese (PGMOL): Il core della Riforma

Il passaggio al modello PGMOL prevede lo scorporo della gestione arbitrale dall'AIA tradizionale per istituire una vera e propria società o associazione terza, compartecipata in modo paritetico da FIGC e Lega Serie A. Gli obiettivi strutturali della riforma possono essere riassunti in tre punti cardine:

  • Autonomia di impresa: Gestione diretta delle sponsorizzazioni e dei diritti d'immagine della classe arbitrale, creando nuove linee di ricavo indipendenti dai sussidi federali.
  • Contrattualizzazione d'élite: Superamento definitivo della figura del lavoratore autonomo occasionale sportivo in favore di contratti di lavoro dipendente a tutele piene, comprensivi di previdenza e tutele post-carriera.
  • Trasparenza e flussi comunicativi: Unificazione della formazione tecnica e centralizzazione della comunicazione, inclusa la pubblicazione immediata dei dialoghi audio VAR per ridurre la distanza mediatica tra il pubblico e i direttori di gara.

L'introduzione del professionismo sul modello Premier League non rappresenta una panacea per l'azzeramento istantaneo degli errori sul terreno di gioco o delle polemiche post-partita. 

Tuttavia, costituisce lo step fondamentale per allineare l'industria arbitrale alla complessità economica, manageriale e comunicativa del calcio moderno, trasformando i direttori di gara in asset integrati e strutturalmente protetti del sistema entertainment.

Addio fornelli, ora si ordina: la Gen Z trasforma il calcio in TV in uno show da asporto

Pizza, divano e smartphone alla mano: il sondaggio SWG per Deliveroo svela la rivoluzione culinaria del 29% dei tifosi italiani durante i match.

Napoli: la storia di Carlo Iuliano, primo addetto stampa del calcio italiano

Amico di Maradona, fedele scudiero comunicativo di Ferlaino. Sagace cronista per Il Roma e l'ANSA. Creò dal nulla il primo ufficio nella storia del calcio

Calciomercato estivo 2026: Italia seconda in classifica, trionfa la Premier League

Si chiude un altro calciomercato estivo e si tirano le somme. Domina nuovamente la Premier League, da anni ormai nel consolidato primo posto. Italia seconda per uscite. Saldo positivo per Ligue1 e Bundesliga

Serie BKT 2026/2027: parte la stagione dei record tra giovani, brand e innovazione

Un campionato che punta forte sul made in Italy e sul talento under 23, registrando numeri storici nelle sottoscrizioni e nel valore commerciale

Serie A e arbitri, vertice sulle novità regolamentari: tempi stretti, VAR e nuove regole

Dirigenti e allenatori a confronto con AIA e Lega per analizzare le direttive e gli stravolgimenti della nuova stagione

Rivoluzione al Chelsea: Boehly e Walter pronti alla cessione delle quote azionarie a Clearlake

Le divergenze nella governance e le perdite record spingono i due soci a valutare l'addio allo Stamford Bridge in favore del fondo di maggioranza.

Allianz Stadium: la Juventus rinnova la sua casa tra 5G, app e record di incassi

Dall'accesso 100% digitale tramite app e NFC alla nuova Tribuna Autorità: l'impianto bianconero punta su tecnologia ed hospitality per il 2026-27.

La Serie BKT sbarca su Fantacalcio: una svolta strategica per il fan engagement italiano

Lega Serie B e Fantacalcio ufficializzano una partnership storica per la stagione 2026/2027, unendo gamification e valorizzazione del territorio.

La Champions League 2026-2027 al via tra ricordi amari e nuove ambizioni: chi c'è e chi manca

Con l'inizio del terzo turno preliminare prende forma la massima competizione europea: analisi del tabellone, delle sfide chiave e del momento storico del calcio italiano

LaLiga presenta “Tech Powerhouse 2026”: dati, IA e innovazione al centro della nuova era del calcio

Dati, IA e impianti intelligenti: LaLiga lancia l'osservatorio "Tech Powerhouse 2026" per guidare la digital transformation e la nuova era del football business

Euro 2032, la grande corsa delle infrastrutture: 16 stadi in gara per soli 5 posti

Tredici città presentano la documentazione alla FIGC tra sogni di nuovi impianti, investimenti privati da 4,5 miliardi e riforme burocratiche.

Roma, scatta l'era John Galantic: un profilo internazionale alla guida del club tra Champions e Centenario

Un manager con un passato nel luxury e in Ferrari assume poteri esecutivi a Trigoria per guidare la Roma

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi