Il Qatar si è mai interessato al calcio prima dei Mondiali?

In occasione della FIFA World Cup Qatar 2022 una delle domande più frequenti è quella riguardante il rapporto del paese ospitante con il football, tale da portare la FIFA a selezionarlo come ospitante della competizione.

La FIFA World Cup 2022 è quasi un’ossessione.

Se ne è parlato talmente tanto a lungo da indurre il pensiero che i Mondiali siano già cominciati ancora prima del calcio d’inizio, tra Qatar ed Ecuador, previsto per il 20 novembre.

Mancano una manciata di settimane, ma sembra che si stia disputando da mesi.

Una percezione legittimata dal fatto che questa è, per distacco, l’edizione più contestata e discussa di sempre per una moltitudine di ragioni, tutte condivisibili e come tali capaci da indurre un quesito, ormai, quasi esistenziale: ma perché la FIFA ha scelto il Qatar come Paese ospitante?

Una domanda alimentata dall’insolita ambientazione invernale, dalle gravissime accuse rivolte ai padroni di casa circa la violazione dei diritti dei lavoratori e il mancato riconoscimento delle libertà della comunità LGBT, con l’omosessualità punita con la reclusione.

Non trovando alcuna giustificazione alla scelta della federazione internazionale, considerando anche la scarsa e quasi assente, importanza del Qatar nell’equilibrio del calcio mondiale.



LEGGI ANCHE:

L'APPROCCIO AI DIRITTI CIVILI DA PARTE DEL QATAR RISPETTA LE VOLONTÀ DI JULES RIMET?



La Nazione è infatti 50° nel Ranking FIFA dopo aver toccato posizioni molto meno nobili e vanta come miglior marcatore all time Sebastián Soria, uruguaiano natio di Paysandú e dalla nazionalità qatariota dal 2004. Esportazione sudamericana, bacino storico e culturale del futbol, in una realtà territoriale assolutamente tiepida sotto questo punto di vista.

Interessante quindi capire se l’avversione e il quasi plebiscito anti Qatar maturati dalla designazione ad oggi siano davvero giustificati o se Doha, nel suo piccolo, vanti un rapporto con il calcio tale da poter ospitare la competizione più importante in assoluto per questo sport.

L’evoluzione dello sport in Qatar

La FIFA World Cup 2022 rappresenta uno dei momenti più alti della storia sportiva qatariota, o almeno di quella calcistica.

L’evento, infatti, darà lustro ad un movimento sconosciuto ai più, permettendo inoltre alla Nazionale di partecipare ad un mondiale per la prima volta nella propria storia.

Dal 1930 ad oggi la squadra non ha mai partecipato alla fase a gironi, non essendo iscritta in occasione delle edizioni fino al 1974 e incapace di conquistare la qualificazione in tutte quelle successive.

Il fatto di essere Paese ospitante, però, permette la possibilità di partecipare automaticamente alla competizione, aspetto che non può che alimentare il malcontento dei più scettici.

Tuttavia, nonostante questo non sia il miglior biglietto da visita per un Paese alla ricerca di conquistare il benestare del mondo calcistico, lo sport in Qatar vanta anche dei momenti interessanti ed iconici per valore storico degli interpreti che ne sono stati protagonisti.

Tra questi spicca sicuramente il tour arabo di Muhammad Ali confluito nell’incontro, proprio nello Stato del Golfo, contro Joe Frazier.

Oppure, ritornando al calcio, le molteplici visite di Pelè, tra i pochi esponenti di spicco a supporto di questo mondiale.

Oltre ad aver ospitato, infine, la Coppa del Mondo FIFA Under 20 nel 1995 e i Giochi Asiatici del 2006.

Il calcio qatariota

Dal punto di vista puramente calcistico, invece, bisogna partire dal necessario presupposto dato dal fatto che la storia qatariota sia molto giovane, nascendo appena negli anni ’40 e sviluppatasi nel 1950 con partite inizialmente amatoriali.

Anticipando la nascita della Qatar Football Association avvenuta appena nel 1960, poi membro FIFA dal ’63.

Scocca di un tentativo di crescita graduale che ha portato alla costruzione di impianti dalla valenza internazionale come il Khalifa International Stadium e alla, seppure non esaltante, maturazione del movimento nel corso degli anni. Capace di regalare anche qualche soddisfazione colorandone il palmares.



LEGGI ANCHE:

QUANTO È COSTATO IL MONDIALE DI QATAR 2022



Volendo affrontare un itinerario storico dei momenti più prestigiosi per il calcio qatariota, non si può che partire dalla straordinaria vittoria contro il Brasile durante i Mondiali Under 20 del 1981.

Match che non fu seguito da un successo finale della competizione, ma che riecheggia nella memoria dei tifosi considerando la valenza che i carioca hanno da sempre nel settore calcio, ancor più brillante se messa a confronto con il piccolo Qatar.

Sintomo, inoltre, di un progetto giovanile ben impostato che ha condotto poi ad un upgrade delle soddisfazioni.

Quali per esempio la triplice vittoria della Coppa delle Nazioni del Golfo (1992, 2004, 2014), torneo a cadenza biennale ad appannaggio del sole nazionali del Golfo Persico quali Qatar, Bahrain, Arabia Saudita, Kuwait, Iraq, Oman e Emirati Arabi Uniti.

La vittoria della Coppa d’Asia

Ma il successo, in assoluto, più importante della storia calcistica del Qatar è sicuramente la vittoria della Coppa d’Asia del 2019.

Un trofeo continentale di indiscusso valore considerando la grandezza, calcistica, delle avversarie. Su tutte il Giappone sconfitto in finale per 3 reti a 1, ma anche la ben più quotata Corea del Sud.

Una coppa conquistata sotto la guida dell’allenatore spagnolo Felix Sanchez Bas, l’attuale CT, colorata dalle marcature di Almoez Ali che le ha permesso di iscrivere il proprio nome nel decorso storico del football.

Non abbastanza per zittire e placare le polemiche, ma a dimostrazione del fatto che alla fine, vuoi o non vuoi, il calcio si gioca anche nel piccolo, problematico, Qatar.



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER di socialmediasoccer.com

Milano Capitale d'Europa: Il primato di San Siro tra passione e futuro

Milano domina l'Europa del tifo: San Siro supera Madrid e Londra per presenze medie, mentre Inter e Milan accelerano sul nuovo stadio da 1,5 miliardi per il 2031

Como 1907, Il "Modello Lago" che sta riscrivendo le regole della Football Industry

Mirwan Suwarso svela al Business of Football Summit di Londra la strategia del Como 1907: un modello tra lifestyle, data-analytics e turismo di lusso per trasformare il club in un brand globale unico

Stadio della Roma a Pietralata, cosa succede adesso: iter burocratico, tempi e costi

Ok della Giunta Gualtieri al progetto da 1 miliardo di euro: tra il 10 e il 12 marzo 2026 il voto in Campidoglio. Obiettivo posa della prima pietra nel 2027 per inaugurare l'impianto nel 2032

Champions League, Juventus sfuma il tesoro da 100 milioni. L’Atalanta passa e incassa: Dea regina del business

Mentre i bianconeri si fermano a quota 64 milioni, i bergamaschi volano agli ottavi e puntano il muro dei 100 milioni di euro: ecco come l'uscita della Juventus cambia la geografia dei ricavi italiani

Profondo Rosso a San Siro: il Bodø ghiaccia l'Inter e brucia un tesoretto da 20 milioni

L'Inter cade col Bodø: addio agli ottavi e a un jackpot da 25 milioni tra premi UEFA e botteghino. Analisi dei ricavi e dell'impatto sul bilancio di Oaktree.

Il Made in Italy degli Agenti sfida i giganti internazionali: Beppe Riso e le eccellenze italiane dominano il Calciomercato invernale

Le agenzie italiane sfidano i colossi mondiali: GR Sports e TMP Soccer nella Top 20 per volume d'affari nel mercato invernale

Il Cagliari sempre più Global, Fiori e Gupta scalano il club con l’ex GM NBA Bryan Colangelo

Il gruppo Fiori-Gupta acquisisce il 49% del Cagliari Calcio e accelerano sul nuovo stadio e sulla globalizzazione del brand

Lola Romero: la "Pioniera" dell'Atlético Madrid sale ai vertici della Liga F

La storica Direttrice Generale dell'Atléti assume la vicepresidenza della Liga F per guidare la crescita commerciale e strutturale del calcio spagnolo

La Questione Meridionale del Calcio italiano: in Serie A solo il 10% dei calciatori è nato al Sud

L'inchiesta del Corriere dello Sport svela un'Italia spaccata: tra calo delle società, infrastrutture fatiscenti e investimenti minimi, il calcio al Sud arranca.

Fair Play Finanziario e conti in rosso: la Serie A alla prova del 70% per sopravvivere

L'analisi dei bilanci di Serie A rivela un debito di 4,89 miliardi, ma la nuova soglia UEFA al 70% e i modelli virtuosi di Napoli e Como tracciano la via del futuro

Rapporto Sport 2025: numeri in forte crescita

Dati molto incoraggianti giungono dallo studio eseguito in sinergia dall'Istituto per il Credito Sportivo e l'ente Sport e Salute

Champions League 25-26, il tesoretto delle italiane e la scalata al ranking: tutte le cifre e le proiezioni

Analisi dei 258 milioni di euro guadagnati dai club di Serie A dopo la Fase Campionato e l'impatto economico-sportivo della corsa verso i quarti di finale

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi