Il progetto del Südtirol che vale la Serie B

Il club altoatesino protagonista del girone A di LegaPro. Il modello Sudtirol basato su azionariato popolare e salary cap: la ricetta vincente per una stagione da record.

Quando si parla del calcio italiano tutti i fari sono puntati sulla Serie A e sulla Nazionale, rappresentando entrambe gli apici di questo sport per il nostro Paese.

Cosiì facendo, però, si commette spesso l’errore di dimenticare altre realtà brillanti e all’avanguardia, militanti nelle categorie professionistiche minori. Dalla serie cadetta alla Lega Pro.

Tra queste spicca e brilla il Fussball Club Südtirol, società con sede a Bolzano, dai chiari legami austriaci, che ha conquistato la promozione in Serie B per la prima volta nella sua storia.

I Biancorossi o, per rispettarne tutte le origini, i Rot-Weiß, hanno conquistato il girone A di Lega Pro, piazzandosi davanti al Padova secondo e a club storici come Triestina, Pro Vercelli, Piacenza e la rappresentativa Under 23 della Juventus.

Nonostante un girone così ricco di contendenti, la squadra più settentrionale d’Italia si è resa protagonista di un campionato 21-22 strepitoso, mantenendo salda la vetta della classifica e conservando il record di difesa meno battuta d'europa con sole 9 reti subite.

Insomma, una società in piena salute e quasi inusuale nel palcoscenico del pallone nostrano.

La nascita del club

La società altoatesina è nata molto di recente, nel 1995, grazie alla decisione di un gruppo di imprenditori di rilevare un sodalizio calcistico locale, lo Sport Verein Milland.

L’intento alla base dell’acquisto era quello di unire le due realtà pallonare del bolzanino, l’Fc Bolzano e, appunto, il club dal chiaro nome d’origine austriaco. Fallendo però nell’intento.

Huber di Casies diventa il primo presidente della neo società, partendo dalla volontà dichiarata a più riprese di volersi rendere il comune montano brillante e attivo anche nel calcio, oltre che negli sport invernali, fino a quel momento molto più gettonati sul territorio.

Il progetto rivela sin da subito i connotati dell’eccellenza e della futuribilità, conquistando due promozioni consecutive e arrivando, in soli due anni, in Serie D, partendo dalla Promozione. Subendo appena due sconfitte in un biennio.

Dopo un inizio così scatta la fisiologica ambizione di alzare ancora l’asticella, eleggendo come presidente Leopold Goller, stella polare per questa realtà.

Questi, infatti, attribuisce al club i connotati dell’azienda, modificandone la vision, la comunicazione, il marketing e la visibilità.

Permettendo quindi l’approdo tra i Professionisti, in quella che un tempo era la C2, nel 1999.

Dopo Goller, si alterneranno un valzer di presidenti diversi, senza però ridimensionarne l’importanza per le sorti del club.

L’assetto societario e la nuova presidenza

Il FCS rappresenta, dal punto di vista della struttura societaria, un caso piuttosto raro nel nostro paese. Il club è infatti costituito da una public company, ovvero è dotato di un pacchetto azionario composto per circa il 90% da 30 soci.

La percentuale più alta è di proprietà di Hans Kramps, titolare della Duka, mentre il restante 10% appartiene alla società dilettantistica FCD Alto Adige, legata al vivaio dell’FCS e aperto all’affiliazione di comuni cittadini.

Questa struttura rende la società un azionariato popolare, con circa un migliaio di azionisti locali.

Inoltre, il club rispetta una regola interna per quanto riguarda il salary cap, definendo un tetto massimo (80 mila euro all’anno) per lo stipendio da corrispondere ai giocatori.

Il budget complessivo è tra i più bassi dell’intero campionato, volendo investire sui giovani del territorio e creando un’identità che possa innescare anche politiche di fan engagement in una zona dove, prima di 27 anni fa, nessuno seguiva il calcio.

La progettualità al potere, contro le spese inutili e favore del rafforzamento dello sport a Bolzano e in tutta la regione.

Ora, per dare seguito alle ambizioni e regalare ai tifosi altre soddisfazioni, è stato eletto, a fine 2021, Gerhard Comper, direttore amministrativo della Forst, come nuovo presidente per i prossimi 3 anni.

Un cambio al vertice dopo che Walter Baumgartner era stato per 13 anni al comando della società.

Il consiglio di amministrazione è poi composto dai vice presidente Walter Pardatscher e Carlo Costa e dai membri Hans Krapf, Federico Merola, Werner Gamper, Dietmar Pfeifer e Reinhold Eisenstecken.

La conquista della Serie B e il possibile sogno Serie A. Superando anche le fratture culturali locali, alimentate dalla rivalità tra filo italiani e filo austriaci, con sullo sfondo un legame con il Sudtiroler Volkspartei.

Una realtà che non smette di sognare e che adesso vuole godersi l'approdo nella categoria cadetta dopo un campionato storico.

Copertina credit to @https://twitter.com/fclubsuedtirol

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