Five Sisters+1: il Genoa è tornato a volare con 777 Partners

Dopo un primo anno di adattamento e una cocente retrocessione, la proprietà americana rossoblu ha rilanciato alla grande il progetto dei liguri, che hanno nel mirino anche il nuovo centro sportivo

La Genova rossoblù è in preda all’entusiasmo. In casa Genoa sono tanti i motivi per essere contenti, con una squadra e un popolo tornati a brillare dopo alcuni anni assai complicati. Il ritorno in Serie A ha dato una grande spinta all’ambiente, che dopo l’iniziale scetticismo sta iniziando a vedere i frutti del lavoro di 777 Partners, proprietà americana dei liguri.

Una storia iniziata il 15 novembre 2021 e che, dopo una prima stagione di apprendistato e una retrocessione amara, sta procedendo a gonfie vele, sia dentro che fuori dal campo. Dopo aver fatto una panoramica su quello che le proprietà americane stanno facendo in generale in Italia e in particolare al Milan, andiamo a vedere cosa sta succedendo dalle parti di Marassi.



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Lo scetticismo iniziale verso 777 Partners

Fondato a Miami nel 2015 da Steven Passo e Josh Wander, 777 Partners rilevò il Genoa nel 2021, in un’operazione facente parte di un quadro più complesso e globale. Il fondo americano aveva deciso da tempo di creare un universo calcistico, sulla scorta di quanto fatto dal City Football Group.

La galassia della holding americana era già ampia prima dell’ingresso del Genoa, con interessi soprattutto nel mondo dello sport e dell’intrattenimento, ma anche nella Fintech, nella sostenibilità e addirittura nell’aviazione. L’acquisto del club da Enrico Preziosi, ormai completamente in rotta di collisione con l’ambiente genoano, arriva dopo quelle del 6% del Siviglia, del 70% del Vasco da Gama e del 100% di Standard Liegi e Red Star di Parigi.

Inizialmente, però, l’operazione non venne ben vista da un popolo saturo e stanco di stagioni di lotta sul filo di lana per non retrocedere, nonostante l’inserimento nei quadri dirigenziali di Alberto Zangrillo come figura linkata al territorio e ai colori rossoblu.

La retrocessione e la ripartenza

Il grosso problema dell’approccio di 777 Partners al Genoa è proprio l’aspetto sportivo. A novembre, mese in cui gli americani attraccarono nel porto rossoblù, la formazione ligure è già attardata nella lotta salvezza in Serie A. Le primissime mosse americane non basteranno a evitare la drammatica retrocessione in Serie B, che riporta il Genoa in B a distanza di quindici anni dall’ultima volta.

777 Partners è però stata brava a sfruttarla, quasi, la retrocessione. Il fondo ha “utilizzato” la caduta in B come controprova del proprio impegno, che non solo è stato confermato ma rafforzato. La gente rossoblu è rimasta colpita dalla dedizione del fondo, che ha subito costruito una rosa che tentasse l’immediato ritorno in A.

Il risultato è stato raggiunto ed è stato fatto percorrendo un sentiero che ha paradossalmente riacceso una fiammella di un entusiasmo sopito da diverso tempo.

Comprensione degli errori

Il fondo ha completamente ristrutturato il club. Non stiamo parlando solo dell’aspetto sportivo, compreso ma non centrale in quest’analisi. I rossoblù si sono rilanciati: Marassi è tornato a traboccare d’entusiasmo, le progettualità extra sportive hanno restituito ai genovesi genoani quel legame che si era sfilacciato negli ultimi anni dell’era Preziosi. Il nuovo board, insomma, è stato bravo a capire dove poter ripulire e sistemare, operando per un anno e mezzo senza sosta.

Il dietrofront sullo sponsor tecnico

Certo, qualche errore è stato fatto, ma l’esempio del cambio di sponsor tecnico certifica anche l’umiltà con cui la diligence sta lavorando. Nell’estate del 2022 il Genoa passò da Kappa a Castore come sponsorizzazione tecnica. Uno switch che non è piaciuto ai tifosi, che spesso hanno riscontrato problemi nel reperire le forniture di materiale tecnico rossoblù. E allora il contro cambiamento è servito, con il ritorno di Kappa nel 2023 e l’ideazione di una maglia speciale per i 130 anni molto apprezzata dal tifo.



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Freschezza sui social network

ualsiasi mossa, poi, viene accompagnata da un grande lavoro che il Genoa sta portando avanti sui social network. Dai contenuti per la presentazione dei calciatori, fra i più originali del panorama italiani ed europeo, a campagne mirate in grado di riscuotere un grosso successo.

La crescita è palpabile: attualmente sono 1.431.700 i follower complessivi sulle varie piattaforme, con il club che mira a entrare presto nella top-10 della Serie A.

Il record di abbonamenti

A colpire tanto, poi, è l’aspetto legato al botteghino. Quest’estate il Genoa ha staccato 27.777 abbonamenti (neanche a farlo di proposito): record assoluto per il club genovese che mai nella sua storia aveva registrato una simile fidelizzazione. Un primato che ha visto i rossoblu scaricare i rivali cittadini della Sampdoria, che neanche nell’anno dello Scudetto erano arrivati a tante tessere.

Sempre snocciolando un po’ di numeri: nella stagione in Serie B il Genoa ha avuto una media pubblico da 26mila spettatori, il 25% in più dell’ultima stagione non condizionata dal covid dell’era Preziosi (2018/19, 21.632 presenze di media in Serie A).

Un respiro internazionale

Ad innalzare l’attenzione a livello sportivo ci hanno pensato alcuni colpi “esotici” messi a segno dal Genoa in sede di calciomercato. Mateo Retegui ha fatto impazzire il popolo rossoblu, esaltato anche dalla bella presentazione social ideata dal team del club ligure. Ma anche Ruslan Malinovskyi ha creato grande hype, dando al Genoa una visibilità e un respiro internazionale anche a livello prettamente sportivo.

Il bond per il centro sportivo

In questi giorni, inoltre, il Genoa è stato grande protagonista di due iniziative di livello. La prima è legata al bond lanciato dai rossoblù: un prestito obbligazionario per un importo minimo di 5 milioni di Euro, destinato al finanziamento del nuovo Centro Sportivo del club, destinato alle giovanili e all’area femminile. L’iniziativa è letteralmente stata presa d’assalto: in appena 36 ore di apertura, sono stati raccolti oltre due milioni di euro, con oltre 1400 pre-registrazioni.

La tifoseria ha dimostrato di essere coinvolta nel progetto e ha dato massima fiducia a 777 Partners.

I 130 anni del Genoa CFC

Del resto, il fondo ha anche saputo dimostrare di saper coccolare la gente genoana. Le iniziative per i 130 anni hanno colorato di rossoblu la città e reso omaggio a uno dei motivi di maggior orgoglio dell’ambiente, ovvero la longevità della società, la più antica d’Italia.

Oltre a una poderosa campagna social e una maglia interamente dedicata alla ricorrenza, 777 Partners ha organizzato una vera e propria festa al Porto Antico, scatenando un entusiasmo senza precedenti.

Anima americana

Insomma, anche a Genova l’impatto degli americani è stato più che positivo, nonostante delle fisiologiche difficoltà iniziali. La città ha visto trasformare lo scetticismo iniziale in estrema fiducia e l’anima USA oggi è evidente. Dalla volontà di aggregazione al mescolamento fra calcio e intrattenimento, con le celebrazioni per i 130 anni, il modo di lavorare sui social e il docufilm sul club che uscirà a breve in collaborazione con Amazon Prime.

Del resto l’investimento che 777 Partners ha fatto fin qui è stato importante: il bilancio 2022 si è chiuso con l’iniezione di oltre 105 milioni di euro da parte del fondo che, adesso, mira a rendere il club virtuoso e capace di generare utili. Il piano di risanamento sarà completato in tre o quattro anni, garantendo al club una nuova vita anche sotto l’aspetto finanziario.

Genova e Genoa hanno scoperto l’America e l’America ha scoperto il mondo rossoblu: un altro binomio vincente a stelle e strisce della Serie A.



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