Dalla Serie A alla Premier League: quanto valgono i diritti TV in Europa

Le recenti strategie commerciali hanno portato LaLiga ad aumentare le proprie entrate, ma a cifre ancora molto distanti da quelle della Premier League. Ecco quanto valgono i diritti audiovisivi nei principali campionati europei.

Uno dei temi più interessanti e importanti per la football industry è diventato quello relativo alla vendita dei diritti TV e quanto le singole leghe europee riescono ad incassare a livello domestico ma soprattutto per quanto riguarda la vendita dei diritti a livello internazionale.

Una regola non scritta ormai in vigore da decenni, ma che non sembra ancora essere stata accolta dai tifosi più critici, legati ad un calcio passato, a detta loro più romantico e meno legato ad aspetti economici.

Un assioma che va in contrasto con il processo di aziendalizzazione che il calcio ha ormai intrapreso da tempo per diventare sostenibile, organizzato e industrializzato.

Affrontando la tematica forse sotto un punto di vista non attuale, e che non prende quindi atto del fatto che un gioco di tale portata ed interesse non può che diventare anche un fenomeno economico e di opportunità.

Il football è lo sport più seguito al mondo per distacco, che vanta miliardi di tifosi e migliaia di squadre professionistiche e non, catalizzando inevitabilmente l’attenzione di aziende legate a contesti differenti, ma volenterose di legarsi il veicolo fùtbol per arricchire la propria attività.

Dando così vita ad un binomio vitale tra calcio e sfera commerciale.

Portando le società a perseguire tutte le occasioni che possano celare importanti flussi di denaro nelle proprie casse. Aprendosi ad un ventaglio di possibilità, per poter sostenere le spese elevatissime che gravano ogni stagione sui club, massimizzando così le entrate per trarre benefici.

Tra queste spicca sicuramente il valore del marchio, rappresentando l’asset in assoluto più fruttuoso per le realtà calcistiche, ma portando in seno, tuttavia, un valore limitante.

Dato dal fatto che, qualsiasi attività venga svolta all’interno degli impianti, questa sarà seguita da una fetta molto ridotta di tifosi, quasi ammontante all’1%.

Considerando la presenza in larga scala del calcio in ogni angolo del globo, infatti, il 99% dei fan è impossibilitata a seguire i destini della squadra del cuore fisicamente e dal vivo.



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Specie per quanto riguarda i grandi club. Pensiamo per esempio a tutti gli appassionati asiatici della Premier League.

Per questo motivo spiccano per importanza le trasmissioni televisive, portando i diritti tv a diventare un elemento a dir poco essenziale per le squadre per generare reddito e per raggiungere tutti i propri fan.

Quanto valgono i diritti TV in Europa?

I diritti televisivi, oltre ad essere una voce ormai essenziale per il bilancio delle realtà calcistiche, sono anche capaci di fornirci un indice gerarchico del benessere dei principali campionati europei.

Evidenziando qualità distanti da quelle puramente tecniche e riscontrabili in campo, ma al tempo stesso assolutamente collegate ad esse.

Perché maggiore è l’attrattività di un torneo, più alti saranno i valori economici per le trasmissioni audiovisive dello stesso.

Analizziamo quindi la classifica attuale, figlia degli accordi già chiusi tra campionati e OTT:

  1. Premier League: 3,394 miliardi di euro;
  2. LaLiga: 2,049 miliardi di euro;
  3. Bundesliga: 1,440 miliardi di euro;
  4. Serie A: 1,313 miliardi di euro;
  5. Ligue 1: 830 milioni di euro.

Essendo tuttavia questo un settore in continuo divenire, figlio di trattative continue alla costante ricerca di un miglioramento, è fondamentale stilare anche le cifre ipotetiche date da accordi in divenire, avviati ma non conclusi. Queste:

  1. Premier League: 3,884 miliardi di euro;
  2. LaLiga: 2,059 miliardi di euro;
  3. Bundesliga: 1,380 miliardi di euro;
  4. Serie A: 1,141 miliardi di euro;
  5. Ligue 1: 735 milioni di euro.

Classifiche visibilmente dominate dalla Premier, protagonista assoluta del calcio mondiale e torneo più seguito per distacco.

Seguita a ruota da LaLiga che, grazie ad un nuovo accordo quinquennale del valore di 2,1 miliardi di euro a partire da questa stagione sta paventando una leggera crescita. Intascando 1,2 miliardi in patria grazie a Movistar e DAZN e 0,9 miliardi all’estero.

Molto indietro la Bundesliga (1,4 miliardi) e, soprattutto, la nostra Serie A, a quota 1,141 miliardi.

La situazione in Italia

Dai numeri appena analizzati si evince quindi come il calcio italiano sia completamente indietro rispetto ai competitor europei, raggiungendo cifre molto inferiori rispetto a tornei come quello spagnolo, tedesco e soprattutto inglese.

Sia in termini attuali che di crescita. Come riportato da Calcio&Finanza, infatti, le crescite maturate nell’ultimo decennio lasciano poco spazio ad interpretazioni:

  1. Premier League: +2,7 miliardi in dieci anni;
  2. LaLiga: +1,1 miliardi in dieci anni;
  3. Bundesliga: +997,8 milioni in dieci anni;
  4. Serie A: +398 milioni in dieci anni;
  5. Ligue 1: +115 milioni in dieci anni.


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Situazione dipinta in modo chiaro anche da Giampiero Mazza, managing director di CVC Capital, il quale, ospite del Social Football Summit 2022, si è espresso circa gli investimenti affrontati dal fondo di private equity per il quale lavora in Spagna e Ligue 1, ponendo il focus sul fallimento legato al coinvolgimento anche del massimo campionato italiano.

Queste le parole sul palco dello Stadio Olimpico di Roma: Il progetto era molto più industriale che finanziario. Il business plan aveva una durata di nove anni e saremmo andati a decuplicare l’organico della Serie A da 30 a 300 persone, con forti investimenti sulla piattaforma OTT, il prodotto, le infrastrutture, la marca e diretta presenza sui mercati internazionali.

Il progetto gode inizialmente di grande appoggio, per poi arenarsi a inizio 2021. Sulle ceneri di questo progetto portiamo la stessa idea in Europa e abbiamo firmato due partnership importanti con la Liga e la Ligue 1. La Liga rappresenta un esempio di successo e i nostri capitali accelerano iniziative che servono a consolidare la sua posizione di leadership, mentre il progetto francese è molto più simile a quello italiano.



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Il progetto in Francia si giustificherà solo se riusciremo a raddoppiare il valore della Ligue 1, obiettivo che ci eravamo posti anche per l’Italia. Perché la Serie A ha perso valore? Motivi di governance, di gestione e di disciplina finanziaria. In Liga tutto funziona per maggioranza evitando blocchi strumentali di poche squadre. La Lega Serie A non è gestita da una maggioranza, ma da una minoranza.

La soluzione non è una rivoluzione, ma gestire il sistema in maniera virtuosa. Il valore di ogni singolo club è in gran parte funzione del valore della qualità dell’ecosistema. Se il sistema gira bene, tutte le squadre ne possono beneficiare, grandi e piccole”.

Premier League

Il massimo campionato inglese attualmente guadagna 3,394 miliardi di euro dai diritti tv, cifra che, come visto, rende la Premier il campionato più ricco d'Europa anche sotto questo punto di vista.

Le emittenti che permettono la visione di Haaland e colleghi sono Sky Sports, BT Group e Amazon, grazie alla cessione dei diritti per il triennio 2019-2022 ad una cifra totale pari a 4.995 miliardi di sterline.

Ligue 1

Il campionato francese rappresenta il fanalino di coda di questa speciale classifica, almeno per quanto rigurda i principali tornei nazionali.

I diritti per trasmettere i match del campionato transalpino sono stati venduti per 4.688 miliardi per il quadriennio 2020-2024 a Mediapro in Francia e, considerando anche la presenza di un club monegasco, a 4.152 miliardi a BeIN Sports a Monaco.

Bundesliga

Al contrario di quanto si possa pensare, ciò che emerge dalle classifiche analizzate in precedenza è che la Bundesliga tedesca si trova appena al terzo posto. Occupando, si, uno scalino del podio, ma lasciando comunque sorpresi, considerando la perenne potenza del movimento teutonico e l'enorme fama di una piazza come il Bayern Monaco.

In Germania i diritti audiovisivi sono stati venduti per 4.64 miliardi di euro per il quadriennio 2017-2021, attraverso una distribuzione tra: Sky Deutschland, Eurosport e ZDF.

LaLiga

La Spagna è l'unica che prova a tenere il passo del benessere inglese, mantenendosi distante, ma più in alto rispetto alle altre 3 concorrenti.

A farla da padrone in questo settore sono Telefónica e Mediapro, per cifre totali pari a 3.42 miliardi per il triennio 2019-2022, valenti quindi 1.140 miliardi all'anno. Segnando un aumento del 15% rispetto alla vendita precedente.

Serie A

Nel campionato italiano la questione è molto dibattuta, considerando non poche problematiche (e polemiche) legate alla questione e alla qualità della trasmissione della Serie A.

Per la trasmissione della lotta allo Scudetto, la Lega Calcio prevede tre pacchetti per il triennio 2021-2024. I seguenti

  • Pacchetto 1: 266 partite in esclusiva su satellite e digitale terrestre e su internet;
  • Pacchetto 2: 114 partite in esclusiva su satellite e digitale terrestre e in co-esclusiva su internet con chi si è aggiudicato il Pacchetto 3;
  • Pacchetto 3: 114 partite in co-esclusiva su internet con chi si è aggiudicato il Pacchetto 2.

La "lotta" per aggiudicarseli è stata tra le due protagoniste del settore nel nostro paese: Sky e Dazn. Portando ad un'organizzazione che vede Dazn aggiudicarsi i pacchetti 1 e 3 per una cifra pari a 840 milioni riuscendo così a trasmettere 7 gare a giornata in esclusiva (pacchetto 1) e 3 gare in co-esclusiva con Sky (pacchetto 3).



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