Chi sono i calciatori che stanno investendo negli eSports?

Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2020 una nuova classe di fondatori è entrata nel mondo degli eSport: i calciatori.

Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2020 una nuova classe di fondatori è entrata nel mondo degli eSport: i calciatori.

La lista è lunghissima, da Totti a De Rossi, da Gullit a Piquet, tutti hanno fondato dei team che competono non solo nei simulatori calcistici come Fifa o Pes ma anche negli eSport ormai classici come League of Legends o Counter Strike Global Offensive.

L’ultimo della lista è Gareth Bale, attaccante del Real Madrid, che ha appena fondato gli Ellevens eSport in partnership con i 38Eentertainment: un progetto che si specializzerà nei simulatori calcistici e in Rocket League.

C’è poi Antoine Griezmann attaccante del Barcellona che ha appena inaugurato i Grizi Esport che competeranno in Fortnite, League of Legends, Rainbow Six Siege, FIFA e CS: GO. La squadra è gestita dal fratello Theo e si fonda sullo stesso modello di business inaugurato da Christian Fuchs, difensore del Leicester City e primo giocatore della Premier League ad aver fondato un team, seguito poi a ruota da Mesut Ozil.

I calciatori italiani che investono negli eSport

In Italia hanno fatto scuola i romani Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi che hanno investito nei Mkers, una squadra italiana già blasonata che può vantare una partnership con Armani Exchange e delle vittorie nei circuiti di Pro Evolution Soccer e Rainbow Six Siege.

Il difensore 24enne dell'AC Milan Alessio Romagnoli ha avviato una collaborazione con Pro2Be, una società di gestione di eSport, lanciando il marchio "AR13", destinato a competere su FIFA.

Marco Amelia, campione del mondo con la nazionale di calcio nel 2006, giocatore per team importanti come la Roma, Milan, Chelsea e della nazionale italiana, vuole invece rivoluzionare il modo di giocare a Fifa e Pes. Undici videogiocatori, con ogni player che controlla i movimenti del proprio giocatore sullo schermo: uno a testa, come se fosse una vera partita di calcio. Uno schema che potrebbe cambiare radicalmente il volto degli esport calcistici e portarli sempre più vicino agli FPS (First-person shooter, il mondo dei videogiochi sparatutto in prima persona) in cui ogni giocatore è responsabile di un personaggio.

Di un altro livello è l’iniziativa voluta e fondata da Gerard Piqué: grazie a lui è nato eFootball Pro, il campionato di Pro Evolution Soccer in cui partecipano alcune delle migliori squadre europee tra cui la Juventus. Piqué è presidente di eFootball Pro e ha affermato che “l'obiettivo è quello di trasporre tutto ciò che rende il calcio tradizionale il re dello sport, nel calcio elettronico, verso gli eSport. Vogliamo che le qualità positive di entrambi i mondi diventino intimamente connesse in modo da dare al pubblico un nuovo modello di intrattenimento che possano amare sin dal primo giorno”.

Ruud Gullit infine, leggenda del Milan e del calcio olandese, guarda già in avanti e ha fondato la Team Gullit Academy, una scuola per “creare i talenti esportivi del futuro” e “investire sulla nuova frontiera dello sport mondiale”.

Anche Ronaldinho è entrato negli eSports. Nel 2018 è nata la eLigaSul, una lega per ospitare competizioni in 26 paesi del gioco Pro Evolution Soccer. Ha in cantiere anche un nuovo progetto, chiamato "team R10" che dovrà competere su FIFA e includere solo talenti di eSport brasiliani.

Come agli albori di tutti i grandi sport professionistici, i campioni del passato, grazie alla loro eredità di esperienze, guidano il percorso dei campioni del futuro. Dalle squadre alle accademie fino ad arrivare a interi campionati, grazie allo spirito imprenditoriale di molti sportivi “tradizionali”, gli eSport si stanno costruendo un futuro ogni giorno più brillante.

Riccardo Lichene di Sport Digital House

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