Chi è Vivek Ranadivé, l'imprenditore indiano interessato all'Inter

Secondo indiscrezioni la famiglia Zhang avrebbe dato incarico a Goldman Sachs di mettere in vendita la società nerazzurra per 1,2 miliardi. E tra i possibili acquirenti vi è il businessman di origini indiane che era stato vicino anche al Milan.

Dopo anni di dominio incontrastato della Juventus, Milano si sta riprendendo la centralità del calcio italiano.

Scudetto dell’Inter 2020/21, titolo Milan nel 2021/22 e nuova stagione iniziata con tutti i favori del pronostico ruotanti intorno ad un ulteriore duello tra Nerazzurri e Rossoneri per il trono d’Italia.

Due realtà assolutamente storiche ed iconiche per il nostro Paese e per il mondo, reduci da un decennio davvero poco esaltante e conforme alla storia di ambe le piazze e ora nuovamente in rampa di lancio grazie a cambiamenti imponenti e strategie oculate. Ovviamente accompagnando il tutto con iniezioni di liquidità, aspetto mai secondario nel football moderno.

L’Inter si è rialzata grazie all’avvento della milionaria famiglia Zhang, proprietaria dell’azienda cinese Suning. Mentre il Milan si è appoggiata alle solite, sicure, spalle, questa volta dirigenziali, di Paolo Maldini con Elliott alla presidenza, sino ad arrivare all’avvento di RedBird con Gerry Cardinale.



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Un abbraccio al capitale estero con annesso graduale addio alle storiche proprietà di Moratti e Berlusconi che ha permesso alle due realtà di essere nuovamente competitive.

Percorsi quindi totalmente analoghi per due eterne rivali. Talmente simili da coinvolgere anche gli stessi possibili acquirenti. Come per esempio Vivek Ranadivè.

L’imprenditore indiano ma da anni impiantato negli Stati Uniti, infatti, aveva palesato la propria volontà di affiancare l’avvento del nuovo fondo in controllo del Milan durante le operazioni di vendita da parte di Elliot e ora, anche complice il fatto di non essere riuscito in questo intento, sta provando, secondo indiscrezioni, a mettere le mani sull’altra sponda della città meneghina.

Secondo quanto emerge, ma in attesa di conferme ufficiali, le figure di vertice della Beneamata avrebbero dato mandato a Goldman Sachs di cedere il club ad un prezzo non inferiore agli 1,2 miliardi.

Innescando un processo che sarà sicuramente impattante e catalizzante sul presente e sul futuro di Lautaro Martinez e compagni e che vede Ranadivè pronto ad un’ipotetica offerta.

In attesa di capire quanto di vero ci sia in questa notizia roboante per il calcio italiano, scopriamo chi è questa figura attratta ed ingolosita dalla Milano calcistica.

Chi è Vivek Ranadivé

Tutte queste indiscrezioni portano i tifosi nerazzurri a chiedersi, con una punta di preoccupazione e curiosità, chi sia questo magnate capace di ambire all’acquisizione di una piazza importante come l’Inter. Specie considerando che si tratterebbe della terza presidenza in pochi anni, dopo le parentesi Thohir e, appunto, Suning.

Un presente ed un futuro quindi molto diversi dal passato e dalla certezza di vedere un membro della famiglia Moratti al comando. Ma che presenta per certi aspetti delle affinità con l’esperienza, poco fortunata, di Thohir.

Esattamente come il businessman indonesiano presente nella cordata di proprietari dei Philadelphia 76ers, infatti, Ranadivè è immerso nel basket NBA, essendo diventato co-proprietario e vicepresidente dei Golden State Warriors nel 2010. Esperienza nella baia di San Francisco interrotta poi nel 2013 per disporre del capitale necessario per unirsi a Ronald Burkle e Mark Mastrov per l’acquisto dei Sacramento Kings, altra franchigia californiana militante nel campionato di basket più prestigioso al mondo.

Ma l’imprenditore non si è focalizzato solo nello sport e nella pallacanestro, avendo fatto le proprie fortune con la tecnologia. Settore che l’ha portato a trasferirsi da giovanissimi negli USA per diplomarsi al MIT, Massachusetts Institute of Technology, e proseguire gli studi ad Harvard.



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Esperienze che gli hanno garantito le competenze per lavorare con Teknekron, ma soprattutto per fondare, pochi anni più tardi, la TIBCO. Azienda che rappresenta il centro nevralgico della sua ricchezza grazie a picchi altissimi raggiunti, digitalizzando, per esempio, addirittura Wall Street. Lavoro che gli è valso il soprannome di “Mr. Real Time” per le sue capacità.

Accanto a tutto questo, spicca infine il suo aver collaborato con l’Università della California per dare vita a Bow Capital, una società di venture early-stage che unisce mondo accademico, sport ed intrattenimento.



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