Argentina – Paesi Bassi, un grande classico dei Mondiali

Uno dei quarti di finale della FIFA World Cup Qatar 2022 metterà di fronte Albiceleste e Orange. In palio un posto tra le 4 Nazionali più forti del pianeta ed un nuovo capitolo di una sfida che è diventata un must dagli anni ’70 ad oggi.

I Mondiali sono una competizione davvero speciale perché sono uno dei pochi eventi, sportivi e non, in grado di unire una Nazione, portando un popolo a sostenere una squadra e a far sentire i 26 giocatori convocati responsabili della felicità della propria gente.

Percezioni che non possono essere vissute con distacco e freddezza e che rappresentano il lato più romantico ed intenso dello sport, tale da rendere il calcio una questione popolare di primaria importanza.

Ne scaturiscono approcci talmente intensi da poter sembrare addirittura puerili, ma dannatamente veri. Conditi da urla, lacrime e occhi spiritati. La corsa di Fabio Grosso, l’esultanza di Maradona ad USA ’94, l’espressione piena di una gioia quasi isterica di Messi dopo il gol al Messico in Qatar.

Una competizione che è sempre stata qualcosa di più e che alimenta il senso d’appartenenza, svelando anche l’altra faccia di questa esplosione emotiva: quella delle rivalità.

Da tanto amore deriva infatti anche tanto “odio”, ovviamente sportivo, nei confronti delle Nazionali che più di tutte possono rappresentare un ostacolo ad una vittoria finale così preziosa.

Italia vs Germania, Brasile vs Argentina, Francia vs Inghilterra ne sono esempi lampanti e celebri, innervandosi anche di ragioni storiche e culturali che nascono fuori dal calcio ma che finiscono inesorabilmente per influenzarlo.

Mentre, tra quelle meno menzionate e dal sapore prettamente sportivo, nate con la Coppa del Mondo e aventi solamente nella volontà feroce di vincere il torneo la propria ratio esistenziale vi è sicuramente quella tra Argentina e Paesi Bassi.

Due Paesi distanti per storia e geografia, mai davvero in conflitto, ma ormai avversarie designate durante quasi ogni edizione della FIFA World Cup: 1974, 1978, 1998, 2006, 2014 e, ora, 2022.

Albiceleste da un lato, Orange dall’altro, due tra le due scuole calcio più importanti del mondo, madri di fenomeni che hanno cambiato per sempre le sorti del gioco la cui sola menzione provoca un brivido anche al tifoso più freddo e contenuto. Perché Maradona, Crujiff, Messi e Van Basten, solo per citarne alcuni, non saranno mai nomi banali.

La connessione tra Argentina ’78 e Qatar 2022

I precedenti tra queste due Nazionali sono ormai abbastanza numerosi da poter definire questa partita come un grande classico della Coppa del Mondo.

Una sfida che non si consuma solamente sul campo, essendo in grado di ampliare la propria portata e di creare un circolo storico che finisce con unire due Mondiali ambientati in Paesi ed epoche differenti, ma per certi versi paragonabili. Uniti da un comune denominatore tale da renderli due edizioni tra le più discusse di sempre della competizione.

Sia il Mondiale di Argentina ’78 che la FIFA World Cup Qatar 2022 sono infatti stati avvolti da una foltissima coltre di critiche ed attacchi aventi nelle condotte dei governi locali la propria ratio esistenziale, portando l’opinione pubblica a calcare spesso la mano su questo aspetto per puntare il dito contro l’organizzazione qatarina.

Un rimando che ora viene ulteriormente alimentato proprio dalla rivalità tra Albiceleste ed Orange, considerando come le due realtà si siano affrontate durante la finale del 1978, vinta dall’Argentina, e siano ora in procinto di giocarsi l’approdo alla semifinale del torneo qatariota.

Ma cosa giustifica questa connessione?

Il confronto tra queste due edizioni è totalmente figlio del cosiddetto fenomeno dello sportwashing, ovvero la strategia improntata sullo sfruttare un evento sportivo di enorme importanza, come può esserlo un Mondiale, per ripulire la propria reputazione.



LEGGI ANCHE:

LA PRATICA DELLO SPORTWASHING È VECCHIA QUANTO LA STORIA DEL CALCIO



L’idea, quindi, di un governo di millantare l'immagine di sé, fornendo a tutti la fotografia gioiosa e festante dello sport nella speranza che questa possa occultare condotte violente o liberticide.

Il Qatar se ne è servito per sminuire o addirittura nascondere le proprie leggi omofobe e le 6.500 morti bianche avvenute per costruire tutti gli impianti necessari per ospitare la FIFA World Cup. Per porre così sotto al tappeto lucente di un Mondiale acquistato a suon di petroldollari la propria distanza da principi e diritti inalienabili.



SCARICA GRATIS LA GUIDA A QATAR2022



Atteggiamento che non ha sorpreso gli storici del calcio e che è stato fortemente criticato, considerando come il tutto si sia già visto proprio durante Argentina 1978, edizione ambientata in una Nazione soffocata dalla dittatura di Jorge Videla, primo colpevole del dramma dei Desaparecidos, nome comunemente utilizzato per definire le 30.000 persone sparite ed uccise dal comandante per motivi politici.

Ferita senza tempo per l’Argentina, ma in quel mese nascosta dal presidente con la scusa della Coppa del Mondo.



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER di socialmediasoccer.com

Napoli, obiettivo nuovo stadio: l'ex area Q8 a San Giovanni a Teduccio e il piano da 70mila posti di De Laurentiis

Pronto l'accordo per l'ex raffineria da 60 milioni: il club azzurro sfida le big del Nord e attacca la UEFA per riscrivere il proprio futuro finanziario

Maldini e Leonardo al Club Italia: la rivoluzione aziendale che cambia gli Azzurri

Il modello Milan sbarca a Coverciano: Giovanni Malagò affida la gestione tecnica delle Nazionali a due manager internazionali per ritrovare la rotta Mondiale.

Report annuale Deloitte 2026: luci e ombre del calcio europeo, tra ricavi record, disparità e nuova sostenibilità

Il calcio europeo non è mai stato così in salute sotto il piano dei ricavi. Eppure, dietro questo incremento, si nascondono alcune ombre. Il rapporto Deloitte ha tracciato un ritratto di un sistema in continua crescita, ma immerso in una serie di fragilità

La Serie B 2026-2027 tra svolta tv in chiaro, governance e rilancio ESG

Dal raddoppio di LaB Channel al pacchetto free-to-air, l'Assemblea di Milano ridisegna il business del campionato cadetto puntando su media e sostenibilità.

Mondiale 2026, l'attesa dei quarti e spese esorbitanti: quanto costa assistere ad una delle quattro sfide

Il Mondiale giunge al momento cruciale. Da domani si scenderà in campo per i quarti di finale. Tanti i tifosi al seguito, come dimostrano i numeri; ma quanto costa assistere ad una delle quattro gare?

Ad ogni Superman la propria kryptonite: il rapporto conflittuale tra Cristiano Ronaldo e la Coppa del Mondo

Il rapporto tra Cristiano Ronaldo e il Mondiale è sempre stato complesso, anche quando le cose sarebbero dovute andare diversamente. Nella notte di Dallas si è chiuso il sipario del palcoscenico più importante su uno dei più grandi calciatori della storia di questo sport. In questo articolo andremo a ripercorrere le sue sei competizioni iridate, tra numeri, sogni e delusioni

L’asse Trump-Infantino sotto la lente: quando il calcio sposa la geopolitica

Dagli uffici nella Trump Tower ai biglietti VIP per la Casa Bianca: il legame tra il Presidente USA e il numero uno della FIFA riaccende il dibattito sull'articolo 15 del Codice Etico e sui confini commerciali dello sport system.

Make the Difference, la campagna Juventus Membership 2026-2027: tra Card Wallet digitale e il mito di Zidane

Il club bianconero lancia la nuova campagna di fan engagement unendo digitalizzazione dei servizi, l'effetto amarcord e le iniziative di solidarietà con ELA.

Dai campi di calcio al ghiaccio della NHL: il piano da 3,5 miliardi del Gruppo Friedkin

L’impero dei Friedkin si allarga: dopo Roma, Everton e Cannes, la holding texana investe 3,5 miliardi per portare una nuova franchigia di hockey in NHL.

Il trionfo commerciale della FIFA World Cup: un brand da 5,2 miliardi di dollari

Tra sponsor e tv, la Coppa del Mondo in Nord America segna dei record assoluti: ++244% dal 2010

Euro 2032, la corsa alle venue tra scadenze UEFA e project financing

Il restyling dell'Artemio Franchi di Firenze accelera: entro il 31 luglio attesa la proposta della Fiorentina per blindare la candidatura

Il Milan di Cardinale tra data intelligence e modello Liverpool: come sarà il nuovo organigramma rossonero

Gerry Cardinale cambia strategia e assume un ruolo operativo: un comitato tecnico snello basato su algoritmi e intelligenza artificiale guiderà il calciomercato

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi