Via alla quarta fase del Fair play finanziario: la situazione delle italiane

L'Uefa fa i conti in tasca alle società del calcio europeo e per l'Italia la situazione nel complesso è soddisfacente

Il Fair Play finanziario, come spiegava ieri la Gazzetta dello Sport, è arrivato alla sua quarta fase a 14 anni di distanza dalla nascita del sistema di controllo fortemente voluto dal Presidente Uefa dell'epoca Platini per monitorare i bilanci dei clubs dei maggiori tornei d'Europa.

Le rigide regole sui bilanci

Il concetto essenziale, soprattutto dopo il complicato periodo della pandemia Covid, si collega al motto "spendi in base a ciò che puoi permetterti". Il sistema è dominato da tre principi fondamentali: 1) Pagamento del peso debitorio entro 90 giorni. 2) Tetto massimo di deficit nell'arco di 3 anni di 60 milioni, 3) Tetto massimo di stipendi, sommando le commissioni agli agenti e i costi del mercato, fino al 70% dei ricavi in base alle regole del salary cup globale. 4) Sanzioni precise e note alle società in caso di violazione.

La situazione delle italiane

Nella speciale classifica dei conti la Serie A può tirare un bel sospiro di sollievo. La top 5 dei club virtuosi annovera il Napoli, l'Atalanta, la Fiorentina, la Lazio e il Bologna. Bene anche le due milanesi. I rossoneri di RedBird presentano conti in ordine, costi tagliati drasticamente, ricavi in crescita e parametri rispettosi del cosiddetto settlement agreement. Discorso simile per l'Inter che con il nuovo corso targato Oaktree ha rimesso in piedi una situazione preoccupante solo qualche anno fa. 

Juventus sulla strada giusta per recuperare

Chi dovrà faticare ancora un po' per riequilibrarsi è la Juventus. I bianconeri, però, stanno operando in modo oculato seguendo la strada giusta per recuperare il terreno. La meta del pareggio di bilancio nel 2025 sembra ancora difficile da toccare, considerando il deficit da 199 milioni. L'istituzione di un nuovo percorso di settlement sembra quindi naturale.

Roma in difficoltà

La questione più spinosa riguarda invece la Roma dei Friedkin. Il quadro rosso è chiaro: 600 milioni di debito e 81 di deficit. Le regole del settlement sono severe e rigide e il club giallorosso al momento non è in grado di rispettarle a pieno. Se il club dovesse presentare al prossimo round di monitoraggio un deficit oltre i 40 milioni, la cancellazione dalle competizioni europee sarà una inevitabile conseguenza.

 

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