La storia dell’All Star Game dell’MLS

L’All Star Game è l’evento che forse più di tutti rappresenta la volontà americana di combinare sport e intrattenimento. Ma come nasce per poi abbracciare anche il mondo del calcio?

Una delle notizie più curiose lette nelle ultime settimane riguarda la presenza dell’Arsenal all’All Star Game della MLS di questa estate, con i Gunners designati come avversari della squadra composta dai migliori giocatori del massimo campionato calcistico americano.

Una contaminazione tra il torneo oltreoceano, in forte rampa di lancio a livello di visibilità internazionale, e la capolista della Premier League, ormai capitale del calcio mondiale e dominatrice assoluta del gioco.

Una sfida, quindi, molto affascinante per quanto amichevole che porta a porsi un quesito che probabilmente ci saremmo già posti decine di volte, ammirando lo sport a stelle e strisce: ma come nasce il concetto di All Star Game nello sport americano? E come finisce col toccare anche il soccer?

Una domanda non banale che porta in seno una risposta molto più strutturata e storica di quanto si possa pensare. Perché tutto nasce molto prima dell’exploit del calcio negli Stati Uniti e del suo legame con l’intrattenimento avente avuto il proprio apice al Mondiale di USA’94.

Affonda le proprie radici negli anni ’30, grazie al baseball e ad una trovata geniale per esaltare tutte le caratteristiche di una metropoli locale.

Il primo All Star Game della storia

Se si vuole tracciare una cronistoria circa l’avvento dell’All Star Game negli Stati Uniti bisogna necessariamente partire dal 1933, anno durante il quale Chicago, metropoli dell’Illinois, decise di organizzare un’esposizione universale per celebrare il proprio centenario, scegliendo come tema centrale dell’evento l’innovazione tecnologica, impreziosendo il tutto con il claim: "La scienza scopre, l'industria applica, l'uomo si adatta".

Per una città che in quel periodo era ufficialmente diventata una meta d’attrazione per gli amanti del baseball, da sempre uno degli sport più amati dagli americani, e quindi spesso sotto le luci dei riflettori. Il tutto grazie ai successi raggiunti dalla franchigia dei Chicago White Sox.

Dettaglio, questo, di importanza capillare rappresentando la scocca per la nascita dell’All Star Game grazie ad un’idea geniale di Arch Ward, redattore sportivo del Chicago Tribune, di ospitare una partita d’esibizione tra i migliori giocatori della lega per aumentare la vetrina di Chicago durante l’esibizione.

Nasce così il primo All Star Game della storia statunitense, ora a tutti gli effetti un must della tradizione sportiva locale e capace di espandersi e coinvolgere anche altre discipline, basket su tutte, e di regalare momenti indimenticabili, come la schiacciata dalla linea del tiro libero di Micheal Jordan.

Un giocatore dei Chicago Bulls capace di regalare, nel 1988, una fotografia iconica dell’evento nato proprio a Chicago 55 anni prima.

Il coinvolgimento della MLS

La crescita esponenziale degli ultimi anni rischia di far dimenticare quanto il calcio sia, da sempre, uno sport molto poco seguito oltreoceano.

Troppa la distanza da colossi americani come lo stesso baseball con la sua MLB, la NBA e la NFL, solo per citare le leghe più importanti.

Visto da sempre come un gioco ad appannaggio europeo, vive ora un presente estremamente florido e attrattivo, per un passato, invece, piuttosto sterile, confermato anche dallo stesso All Star Game.

Il format nato negli anni ’30, infatti, finisce col coinvolgere la Major League Soccer appena nel 1996, quasi 40 anni dopo tutte le altre, nella cornice del Giants Stadium nel New Jersey, per una sfida tra i migliori giocatori della Eastern Conference contro quelli della Western.



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La classica organizzazione locale tra le due coste del Paese che, tuttavia, è stata ben presto abbandonata nel tentativo di allargare l’espansione di un torneo, la MLS, dannatamente bisognoso di visibilità per scalare la classifica delle gerarchie e abbracciare una fanbase americana sempre più ricca.

A tal scopo, infatti, l’evento ha iniziato a coinvolgere non solo i migliori giocatori del campionato, ma anche, come proprio nel caso dell’Arsenal, club internazionali o i migliori atleti della vicina della Liga MX.

Ospitando, tra il 2005 e il 2019, molte squadre europee, tra le quali anche la Juventus nel 2018 e l’Atletico Madrid l’anno successivo.

L’edizione del 2023

Il format scelto per il 2023 ha deciso di far innamorare i tifosi nostalgici europei, mettendo di fronte un colosso del calcio inglese e continentale come la squadra di Arteta e una leggenda all time del Regno Unito come Wayne Rooney.

L’ex storico attaccante del Manchester United, ora coach del DC United, guiderà infatti la miglior rosa della MLS contro l’Arsenal, per un incredibile ritorno al passato al sapore di classico della Premier League.

L’ambientazione non sarà però l’Old Trafford, né l’Emirates Stadium di Londra, ma l’Audi Field di Washington, anticipando il match con la MLS All-Star Skills Challenge per testare le abilità degli atleti e una settimana intera di eventi quali un concerto, iniziative al servizio della comunità della capitale federale e una festa dedicata ai fan.



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