La seconda vita dell’Anoeta: la Reale Arena di San Sebastián

Il club basco ha riammodernato completamente lo storico impianto casalingo, rendendo moderno e funzionale quello che era un impianto assai scomodo e vetusto

Un cambiamento radicale per tuffarsi nella modalità. La Real Sociedad ha investito tantissimo, negli ultimi anni, sulla propria casa, oggetto di una profonda trasformazione concettuale e strutturale. Il club basco ha letteralmente ricostruito da zero quello che era il vecchio Estadio Municipal de Anoeta, fra gli impianti più iconici ma anche vetusti de LaLiga.

La casa dei Txuri-urdin era stata costruita in tempi anche abbastanza recenti: l’inaugurazione risaliva al 1993. Ma che, come tanti stadi costruiti in quell’epoca fra Italia e Spagna, si è ben presto dimostrata inadatta al calcio moderno.

Esagerato nelle dimensioni ma, sopratutto, scomodo in quanto dotato di una pista d’atletica extra large, l’Anoeta già dopo vent’anni è diventato obsoleto, un problema piuttosto che una risorsa. Per questo, nel 2017, la Real Sociedad ha dato il via alla ristrutturazione dell’impianto.



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Il club basco ha investito ben 47 milioni di euro, con un piano di lavoro biennale (2017-2019), che ha visto l’eliminazione della pista e l’aumento della capienza (dai 32.000 posti originari ai quasi 40.000 attuali), con l’avvicinamento delle gradinate al campo e adeguando la struttura a tutte le normative d’uso contemporanee, oltre a migliorarne anche l’accessibilità.

I lavori si sono susseguiti con un ritmo frenetico, dettato dall’ottimo plan redatto dallo studio di architettura incaricato dai baschi, guidato da Izaskun Larzabal.



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I punti chiave del restyling, come detto, sono stati diversi: l’avvicinamento delle gradinate al terreno di gioco, trasformando uno spazio ovale in uno a pianta rettangolare principale, ma anche il generare nuovi spazi interni da poter destinare a un uso extra-sportivo e il potenziamento il valore simbolico dello stadio, integrato in maniera molto stretta nel contesto urbano di San Sebastián.

Durante la ristrutturazione, che si è svolta in due fasi, la squadra ha continuato a giocare all’Anoeta, in modo analogo a quanto fatto in Italia da Atalanta e Udinese. La nuova casa dei bianco-blu è uno stadio categoria UEFA 3, dotato anche di spazi commerciali da destinare ad attività chiaramente extracalcistiche, come per esempio lo store e il museo del club.

A generare ulteriori introiti è la cessione dei naming rights dello stadio alla compagnia Reale Seguros, che garantirà ai baschi 2 milioni di euro a stagione fino al 2025.



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