Five sisters+1: Europa e infrastrutture, la Fiorentina rilanciata da Rocco Commisso

Il patron di Mediacom sta facendo ritornare grande la Viola: dal ritorno in Europa al Viola Park, passando per gli investimenti anche sul settore giovanile

Rinascimento americano. Nella Serie A dell’epoca attuale, infatti, sono tanti i club italiani la cui proprietà è statunitense, come abbiamo avuto modo di analizzare in queste settimane. Milan, Genoa e Atalanta hanno beneficiato degli investimenti e del management USA, raggiungendo importanti risultati sportivi, economici e, per certi versi, anche sociali. A loro si aggiunge anche la Fiorentina che, dal 2019, è passata a Rocco Commisso.



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Lo scetticismo iniziale

All’epoca dell’acquisto del club, nel 2019, intorno a Rocco Commisso, americano ma originario di Marina di Gioiosa (RC), c’era un po’ di scetticismo sulle rive dell’Arno. Contestualizziamo: la Fiorentina è reduce da anni difficili, l’epoca Della Valle si chiude con una salvezza striminzita che lascia scontenta l’esigente piazza gigliata.

L’ultima qualificazione in Europa è data 2017, una forbice ampia se si considerano gli anni d’oro in ambito continentale fra il secondo lustro degli anni duemila e il primo dei duemiladieci. Insomma, in casa Fiorentina c’è bisogno di aria nuova ma l’arrivo di Commisso non scalda i cuori di Firenze, sebbene le Istituzioni lo accolgano con tutti gli onori del caso.

La presentazione e i primi cambiamenti

“Lotterò al massimo per la Fiorentina e per realizzare gli introiti necessari. La nostra realtà non ha niente di meno rispetto a Napoli, Roma, Milen e Inter. Datemi tempo”. Commisso si presenta così. Con ambizione ma con concretezza, con un business plan preciso e alcuni uomini fidati che entrano nella Fiorentina. Al fianco del Presidente, infatti, si insedia come Direttore Generale anche Joe Barone, che con Commisso aveva già condiviso l’esperienza ai New York Cosmos. Il piano di Commisso e Barone è chiaro: riportare la Fiorentina ai successi calcistici, dotando anche il club di asset che esulino dal mero rettangolo di gioco.

La questione stadio

Fra questi, senza dubbio, vi è lo stadio. Sin da subito, Commisso ha messo il Franchi fra i punti principali del suo business fiorentini. Prima ha provato a realizzarne un restyling, poi la seconda opzione presa in considerazione è stata la demolizione e la successiva ricostruzione, per poi arrivare a mettere nel mirino la realizzazione di un’arena tutta nuova in un’altra zona di Firenze. Nulla di tutto questo si è mai concretizzato.

Non è mai arrivata un’apertura da parte del Comune alla realizzazione dello stadio di proprietà tanto auspicato, ne tantomeno l’ipotesi di vendere il Franchi che verrà sì ristrutturato, ma con soldi pubblici, rimanendo di proprietà della città di Firenze. Commisso ha commentato la cosa in maniera laconica: “La questione stadio è il primo fallimento della mia vita. Non metteremo soldi”.

Il ritorno in Europa

E Commisso, in realtà, ha ragione. Al netto della querelle stadio, la Fiorentina con l’italo-americano è davvero tornata grande. A partire dai risultati calcistici. I viola hanno ottenuto un settimo posto nella Serie A 2021/22, unita alla semifinale di Coppa Italia. Poi è arrivata l’annata scorsa, quella del tanto atteso ritorno in Europa, con la squadra di Italiano giunta addirittura in Finale di UEFA Conference League e a quella di Coppa Italia. Ai toscani, a livello sportivo, è mancato solo un trofeo per chiudere un cerchio che, negli ultimi anni, ha visto i viola splendere come negli anni migliori del nuovo millennio.



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Gli investimenti

In questo il club è stato aiutato da una policy molto americana. Realizzare plusvalenze e reinvestire parte del ricavato su talenti giovani e di prospettiva. Dalla viola sono andati via giocatori come Chiesa e Vlahovic, venduti per cifre record alla Juventus, ma sono arrivati tanti elementi: da Nico Gonzalez (pagato 27 milioni compresi i bonus), ad Amrabat (anche lui poi rivenduto bene).

Dal 2019 la Fiorentina ha incassato circa 220 milioni di euro e speso, sul calciomercato, 176, con un saldo positivo di 44 milioni e un trend in crescendo a livello di risultati. Da notare l’anima americana anche dei numeri: Commisso ha chiuso in passivo la sua prima sessione di calciomercato (-43 milioni), andando poi in attivo nelle successive tre.

Il rebranding e la comunicazione

Fra le componenti più interessanti che si sono viste nel club negli ultimi anni, poi, vi è il rebranding deciso dalla proprietà americana. Nel marzo del 2022 la società ha coinvolto tutta la città nella presentazione del nuovo logo del club.

Un rinnovato marchio che, in parte, non ha mancato di scatenare critiche, ma che si è imposto per semplicità e armonia fra passato, presente e futuro. Interessante anche la modifica dei toni e dei modi con cui la Fiorentina si sta comunicando. Dagli scherzosi annunci social a un racconto quotidiano e sempre puntuale, la viola ha deciso di riallacciarsi fortemente con i suoi tifosi, nonostante alcune tensioni fra lo stesso Commisso e la stampa locale.

Il Viola Park

Ma, senza dubbio, il fiore all’occhiello della gestione Commisso è la realizzazione del Viola Park, il nuovissimo centro sportivo del club toscano a Bagno a Ripoli. Una struttura imponente, costata 110 milioni di euro, che si erge su 29 mila metri quadrati, progettata da Archea Associati. Troveranno posto le 20 squadre dei gigliati nei 12 campi regolamentari presenti: 5 naturali, 5 ibridi, 2 mini campi di scuola calcio e 1 campo destinato esclusivamente all’allenamento dei portieri.

Ci sono due stadi, dentro i quali giocheranno le partite a squadra femminile e la Primavera: il Fiesole da 3mila il Davide Astori da 1500 spettatori. Ci sono anche quattro palestre, dodici padiglioni per eventi, una foresteria da 75 camere per 116 posti letto. E in più un Media center, un centro medico e wellness con piscina da 25 metri e due piscine vascolari, crioterapia, sauna e bagno turco.

All'imponente evento di inaugurazione, erano presenti il presidente della Uefa Aleksander Ceferin e quello della Figc Gabriele Gravina. Il primo ha elogiato in maniera convinta l’intuizione della Fiorentina e la sua nuova casa: “Il Viola Park è il centro sportivo più bello che ho mai visto, e ne ho visti tanti".

Bilanci e prospettive

Il Viola Park, come detto, diventerà un asset importantissimo per la Fiorentina, sia a livello sportivo che economico. Sarà un punto fondamentale anche per incrementare i ricavi e migliorare quello che, comunque, è già un ottimo bilancio. Il sodalizio di Rocco Commisso ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2022 con un utile pari a 46,8 milioni di euro, con oltre 100 milioni di plusvalenze derivate dalle cessioni alla Juventus.

Due di queste, quelle appunto relative a Chiesa e Vlahovic, derivano peraltro da calciatori usciti dal settore giovanile, altro grande motivo d’orgoglio per il club. Kayode è l’ultima gemma di un’organizzazione che, nei soli ultimi quattro anni, ha portato a casa tre Coppe Italia di categoria. Commisso ben conosce l’importanza di investire anche nei giovani che, insieme a strutture e continuità sportive, saranno tasselli fondamentali del futuro viola. Con un tocco, immancabile, di stelle e di strisce.



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