Renato Curi, la dinamo del Perugia all'olandese che stupiva tutta la Serie A

Renato Curi era il prototipo del centrocampista adatto al Calcio Totale, perde la vita il 30 ottobre 1977, sull'erba fradicia di Pian di Massiano, nello stadio che oggi porta il suo nome

Renato Curi

Renato Curi segna un gol a Dino Zoff (Foto Museo AC Perugia - Carlo Giulietti)

Il 16 maggio del 1976 l’Italia calcistica concentra tutta la propria spasmodica attenzione su un giovane centrocampista di Montefiore dell'Aso, piccolo centro in Provincia di Ascoli. Si chiama Renato Curi, ha 22 anni e in quel giorno di Primavera, di quasi mezzo secolo fa, segna il gol che batte la Juventus di Zoff, Scirea e Bettega.

Quel gol, segnato nel nuovissimo Stadio Pian di Massiano, consegna lo Scudetto al Torino di Gigi Radice, Claudio Sala, Pulici e Graziani. Per i granata è il primo (e ad oggi ultimo) tricolore dopo quelli degli eroi di Superga. 

“Scusa Ameri, sono Ciotti - gracchiano le radioline che diffondono Tutto il Calcio Minuto per Minuto - il Perugia è passato in vantaggio, rete di Curi su cross da destra di Novellino, niente da fare per Zoff”.

Il centrocampista marchigiano è la “dinamo” del Perugia di Ilario Castagner, una squadra che gioca il Calcio Totale, all'olandese. Promosso in Serie A per la prima volta nella sua storia undici mesi prima, e protagonista di un campionato ragguardevole. Ottavo posto finale impreziosito dalle vittorie con Torino e Juventus e dai pareggi a San Siro con Milan e Inter.

Come accennato Renato Curi il 16 maggio 1976 ha solo 22 anni, ma ha già sei stagioni da professionista alle spalle, quattro a Giulianova (due in D e due in C), una al Como, in Serie B e quella del trionfo del Grifo, sempre in cadetteria. 

 

Un centrocampista all'olandese

Sembra la nascita di una bella e fortunata storia di calcio. Renato Curi interpreta, alla perfezione, il “Calcio totale” dei Biancorossi. Si dice che sia finito nel mirino di Fulvio Bernardini, il Commissario Tecnico della Nazionale chiamato al capezzale dell’Italia dopo il disastro di Germania 1974 e, soprattutto, piace molto proprio a Gigi Radice che lo vedrebbe benissimo accanto a Pecci, Patrizio Sala e Zaccarelli per giocare la Coppa dei Campioni, la nonna della Champions League, del 1976-1977.

Il gol a monumento come Dino Zoff è il settimo in assoluto della sua carriera. Ne ha segnati altri due in Serie A, al Torino (per par condicio) nella vittoria del 15 febbraio, al Cesena, il 14 marzo, anche questo decisivo e quattro in Serie B tra cui la doppietta a Verona a tre giornate dalla fine che, di fatto, spalanca al Perugia le porte del Paradiso.

Il gol a Zoff, però, sarà l’ultimo in Campionato della sua carriera. Quello che succede nei successivi diciassette mesi è il lento piano inclinato che porta ad una delle più grandi tragedie che il calcio italiano abbia vissuto 

Il dramma del 30 ottobre 1977

Il 30 ottobre 1977 la Juventus torna, per la seconda volta dal giorno dello scudetto perso, a Pian di Massiano. Nell’aprile del 1977 era finita 1-1. La partita si preannuncia caldissima, Juventus e Perugia si presentano appaiate in testa alla classifica della Serie A 1977-1978 in coabitazione, anche, con Milan e Genoa.

Renato Curi nella vittoriosa trasferta di Bologna del 23 ottobre, non ha giocato: è infortunato. Ma in settimana fa di tutto per recuperare e la mattina di domenica 30, nell’ultimo provino utile, risulta abile e arruolato.

Il resto è storia drammaticamente nota. La partita è bloccatissima, condizionata da una pioggia torrenziale, Curi prende un colpo da Causio, Ilario Castagner valuta la sostituzione ma il centrocampista stringe i denti e chiede di giocare ancora. 

Al 52’ Curi si accascia al suolo, cade “come corpo morto, cade”. Scirea, Benetti e Bettega capiscono subito la gravità della situazione ed urlano ai sanitari di correre, di fare presto.

“Ho un cuore matto come capitava a Bitossi (campione di ciclismo degli anni 60-70) – aveva dichiarato Curi, appena un mese prima, in un’intervista - capriccioso. Dice­vano che ero malato e mi mandarono al Centro Tecnico di Coverciano per controllare il battito irregolare. Ma è il cuore di atleta, quando corro e mi affatico i battiti sono perfetti”. 

In campo arriva subito la barella, Renato Curi è paonazzo poi la corsa affannosa verso il tunnel, il massaggio cardiaco, i tentativi di rianimazione e la volata in ambulanza verso il Policlinico che dista da Pian di Massiano meno di 4 km. 

Sette minuti di una corsa disperata ma purtroppo inutile, la Vita di Renato Curi era già volata via sull’erba fradicia dello Stadio di Perugia.  Stadio che 26 giorni dopo prenderà, per sempre, il suo nome. 


SFS25

Ottieni il tuo pass per SFS25 all’Allianz Stadium di Torino!
Scegli l’opzione che meglio si adatta a te e approfitta di questa opportunità unica di formazione e networking — pensata per te e la tua azienda.

JOIN SFS25

Non lasciartelo sfuggire. Prendi subito il tuo pass!   

La LND si rifà il look: nuova identità visiva e sito web nel segno del digital

Rebranding LND firmato con l’università di Pescara. Online il nuovo portale e l'app Play LND per unire la più grande community del calcio d'Europa

Il "patto della luna di miele" tra Abodi e Malagò: la politica e il calcio provano a fare squadra

Abodi e Malagò avviano il nuovo corso Figc. Tra riforme di sistema e ius soli sportivo, serve un’agenda industriale condivisa per modernizzare il calcio.

Elezioni FIGC, Malagò è il nuovo Presidente: i punti del programma per cambiare il calcio italiano

Giovanni Malagò guida la FIGC con il 68,58% dei voti. Sostenibilità, infrastrutture e filiera del talento al centro del piano per il rilancio azzurro.

"La mano de Dios" compie 40 anni: 5 curiosità su Maradona in Argentina-Inghilterra del 1986

Il 22 giugno 1986 Diego Armando Maradona firmava i due gol più iconici della storia del calcio tra geopolitica, furbizia e pura arte sportiva

Elezioni FIGC, l'ANAC cancella lo spettro del pantouflage: via libera alla candidatura di Malagò. I dettagli e i pesi del voto

La sfida con Giancarlo Abete può iniziare. Lunedì 22 giugno il voto decisivo a Roma. Le regole e i pesi dei club

Fair Play Finanziario UEFA: Milan e Inter respirano e guardano al futuro, la Roma rallenta ma non affonda

Analisi delle ultime decisioni UEFA: Inter e Milan escono dal Settlement Agreement e liberano il proprio potenziale di brand, mentre i giallorossi pagano dazio insieme al Marsiglia.

Frosinone, cessione in stile Atalanta: i proprietari dell'Ipswich Town pronti all'offerta

Il gruppo USA Gamechanger vicino alla quota di maggioranza del club ciociaro. Il trend degli investimenti in Italia

Stadio Flaminio-Lazio, perché il piano di Lotito rischia il fuorigioco (e qual è la vera alternativa)

Il no della Soprintendenza e i dubbi finanziari frenano il progetto Flaminio. Ecco perché per la Lazio la vera svolta è sdoppiare lo stadio e la Polisportiva

Juventus, la scelta del modello Carnevali: l’arte del timing perfetto e sostenibile

Il player trading del Sassuolo ha generato un saldo attivo di 135,8 milioni di euro. Da Scamacca a Thorstvedt, ecco la strategia finanziaria della nuova Juventus

Destinazione propaganda: se il super Mondiale 2026 diventa un enorme spot politico

Tra diplomazia geopolitica e soft power, il super Mondiale 2026 rischia di diventare una vetrina di propaganda.

Real Madrid alla svolta: la sfida elettorale tra continuità globale e identità democratica

Florentino Pérez sfida Enrique Riquelme per la presidenza del Real Madrid tra smentite di mercato, il ritorno di Mourinho e il modello azionario del club.

Dentro la Coppa dalle Grandi Orecchie: 5 cose che non sai (davvero) sulla storia della Champions League

Dai rifiuti inglesi ai segreti del trofeo "made in Italy": cinque aneddoti che ribaltano la narrazione classica sulla coppa più prestigiosa del mondo

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi