Mondiali 2026: la FIFA elimina i limiti di prezzo, biglietti a cifre record e tifosi esclusi

La passione per il calcio rischia di diventare un lusso per pochi: biglietti rivenduti a 25.000 dollari e commissione del 15%

Photo by Anvar Ilyasov/Getty Images

La FIFA cambia le regole: per i mondiali 2026 è stato eliminato il tetto massimo per la rivendita dei biglietti e una commissione aggiuntiva. Tutto per favorire le casse dei potenti del calcio. La FIFA, dal canto suo, ha ribadito la visione che il cambio delle regole sia in linea conforme con le tendenze del settore e garantisca uno spettacolo maggiore per i tifosi. Un biglietto per la partita inaugurale degli USA a Los Angeles, originariamente venduto a 560 dollari, è all’asta per più di 3000 dollari. E si tratta della partita inaugurale.

Il balzo in avanti dei prezzi dopo Qatar 2022

Diversi esponenti del mondo del calcio e della politica hanno criticato la scelta della FIFA di eliminare il tetto
massimo ai prezzi di rivendita. Argentina – Francia, finale del mondiale in Qatar 2022, aveva ricevuto critiche per il prezzo dei biglietti, ritenuto esagerato: il prezzo minimo era di circa 176 euro. Per questo mondiale, il prezzo più basso è di 1740 euro. Un aumento esponenziale per un calcio che è sempre meno indirizzato al popolo e sempre più nell’elite. I biglietti per le partite dei gironi e della fase a eliminazione diretta saranno 10 volte più costosi dell’edizione precedente.

Querelle Trump-FIFA

Un’ulteriore polemica, aggiunta a quella dei giorni precedenti, in cui il presidente Trump ha ribadito la volontà di spostare alcune partite in città ritenute più sicure, portando allo scontro con la FIFA, che ha smentito e fermato immediatamente le volontà del tycoon affermando che la decisione spetta solo ed esclusivamente a chi organizza il torneo e non ai Paesi ospitanti.

Sarà il Mondiale delle polemiche?

La finale di New York e il torneo in 3 Paesi (il primo nella storia a svolgersi in 3 paesi contemporaneamente), rischiano di essere, fin da subito, a 9 mesi dall’inizio del torneo, il mondiale delle polemiche. E soprattutto, il mondiale dei ricchi, allontanando sempre di più uno dei valori del calcio: l’integrazione. Dalla volontà di organizzare il torneo in Paesi poveri, il Sudafrica, o in Paesi con forti tradizione calcistica, il Brasile, si è passati ai Paesi dell’elite, delle ricchezze, dei milioni. E questo rischia di peggiorare sempre più. Cambiare rotta, e alla svelta, prima che il calcio diventi sport dei ricchi e perda la sua inclusività. (articolo in collaborazione con Domenico Casciabanco).


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