La vita dopo il Barcellona: tutti i business di Gerard Piqué

Il difensore spagnolo del Barcellona, campione del Mondo e d’Europa con la Spagna ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Potrà ora dedicarsi interamente alle proprie vastissime attività, vertenti sullo sport e non solo.

A sorpresa, come un fulmine a ciel sereno, Gerard Piqué ha annunciato la decisione di appendere gli scarpini al chiodo, ponendo fine ad una carriera clamorosa.

Una Premier con il Manchester United, seguita dalla marea di trofei con addosso la camiseta del tanto amato Barcellona, amore imperituro ed immortale come da lui stesso dichiarato.

Otto campionati spagnoli e 4 Champions League alzate al cielo nella veste di simbolo e totem di una delle squadre migliori di ogni epoca.

Senza dimenticare, ovviamente, il mondiale del 2010, il primo della storia della Roja, e l’Europeo del 2012. Vittorie storiche capaci di rendere iconico un giocatore con la maglia della Spagna addosso, ma con un cuore catalano dentro.

Un addio, quindi, che lascia un solco, che crea un impatto sulla realtà Cules ma anche su tutto il calcio in generale. Essendo stato uno degli interpreti più ammirati e discussi della recente storia di questo sport.

Tanto per ragioni legate al campo, quanto alla vita privata, intorno alla quale è sempre stata presenta una nube di curiosità. Per via del matrimonio con la cantante Shakira ma, soprattutto, per la vita parallela di Piqué, capace di alternare le vesti di calciatore a quelle di imprenditore.



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L’ex difensore classe ’87, infatti, ha costruito negli anni un vero e proprio impero commerciale collaterale alla propria professione, spaziando di settore in settore, fino a diventare un volto importante per il business spagnolo.

Al punto da poter considerare queste esperienze extracalcistiche come una delle cause principali dietro alla decisione di abbandonare il Barcellona e il calcio senza alcun preavviso e con la squadra ancora pienamente in corsa per vincere LaLiga.

Conflitti di interesse figli di un’antinomia con i nuovi dettami del regolamento reggente il campionato iberico e che hanno aperto il vaso di pandora per quanto concerne i connotati da businessman del catalano.

Kosmos, l’azienda più in voga

Kosmos è una delle aziende più celebri dell’universo Piqué.

Creata insieme a Hiroshi Mikitani, creatore di Rakuten, nel 2017, questa attività si descrive così sul proprio sito ufficiale: “Kosmos sta reimmaginando le attività sportive e mediatiche di ieri per il pubblico di domani. Unendo l'innovazione nel campo dello sport, dei media e dell'intrattenimento, Kosmos investe in imprese di grande impatto che sfidano lo status quo”.

Una realtà dedita allo sport tech che ha rapito l’attenzione dei tifosi del Barça vantando anche Leo Messi tra i soci e che ha aumentato a dismisura la propria visibilità grazie alla volontà, poi messa in pratica, di rimodellare l’organizzazione della tennistica Coppa Davis, con un nuovo format più moderno e accattivante.

Oltre a questo, anche attività specificatamente dedite ai media e alla produzione di contenuti audiovisivi grazie ai Kosmos Studios e alla realizzazione di una serie di documentari.

Tra questi, quello di maggior successo, quello intitolato “The Decision”, incentrato sulla volontà di Antoine Griezmann, tra i tanti compagni di squadra di Piqué nell’ultima decade, di rimanere, in quel determinato periodo, in forza all’Atletico Madrid, preferendo i Colchoneros proprio al Barcellona.

Ma la cosa più affascinante è data dal fatto che i Blaugrana, vuoi o non vuoi, siano sempre un centro di gravità esistenziale per la vita dell’ex difensore, in ogni suo frangente.

La partenza di Messi dalla Catalogna per approdare al PSG, infatti, ha catturato l’interesse della stessa Kosmos, la quale ha deciso di rilevare i diritti della Ligue 1 per 3 anni.

Aggiungendo poi al campionato francese anche la Copa America, trasmessa su Twitch dall’amico Ibai Llanos, vantante 11,9 milioni di follower e figura essenziale per le trame commerciali dello spagnolo.

Kosmos Football in Andorra e Piquè presidente

L’azienda fondata a Barcellona nel 2017, inoltre, ha deciso di scommettere in un’altra ambiziosa sfida commerciale data dall’acquisto dell’FC Andorra da parte del ramo Kosmos Football.

La società andorrana ma iscritta alla Federazione Calcistica Spagnola milita attualmente nella seconda divisione locale ed è stata rilevata da Piqué, ad oggi proprietario del 99% delle azioni, in un momento di profonde difficoltà finanziarie.

Sotto la guida del giocatore e dell’allenatore Eder Sarabia ha subito una vera e propria metamorfosi sportiva che l’ha portata a colmare tutti i propri debiti in appena 4 anni e a guadagnare una promozione in Segunda Division.

KOI e il mondo degli esport

La grande forza del catalano è quella di riuscire a diversificare il proprio mercato di competenza, investendo anche in settori assolutamente attuali e futuribili. Tra questi spicca sicuramente quello degli esport, fulcro della GenZ, di cui è Piqué è grande appassionato.

Spalleggiato ancora una volta dall’amico Ibai Llanos, ha fondato una propria squadra per il mondo dei videogiochi denominata KOI, realtà nata dalle ceneri di una precedente esperienza, negativa, del difensore, la Kerad Games, chiusa in brevissimo tempo a causa degli scarsi risultati, in termini economici e di visibilità.

Questa nuova realtà, al contrario, sta regalando soddisfazioni. Il team milita infatti nella Super League di League of Legends e compete nei tornei Teamfight Tactics e Valorant.

I campionati del mondo di palloncino

Man mano che si entra nei meandri della vita professionale del duo Piquè – Llanos, si palesano idee ed attività assolutamente stravaganti. Tra queste regna incontrastata una che lascia basito chi scrive e, spero, anche chi legge: i mondiali di palloncino.

Un gioco che da bambini abbiamo fatto tutti, magari accompagnati dal più classico dei claim “the floor is lava”, con l’intento di non far cadere mai, appunto, il palloncino.

Esperienza puerile che i due hanno voluto elevare e professionalizzare organizzando una vera e propria competizione a Terragona, in Spagna. Un torneo svoltosi su un campo di 8 x 8 metri, con mobili da salotto come ostacoli e che ha incoronato il peruviano Francesco de la Cruz come primo campione.

Un’idea che ha tratto ispirazione da una serie di video pubblicati dalla famiglia americana degli Arrendondo, dedita al gioco durante la pandemia da covid – 19, realizzando poi dei contenuti ad hoc postati su TikTok.

Dagli immobili al food: tutte le altre attività

I grandi successi ottenuti sul campo, nella cornice del Camp Nou, hanno permesso a Piqué di diventare milionario e di investire laute somme di denaro in una quantità inverosimile di attività grazie ad una forma mentis fuori dal comune.

Alcuni più in vista, altri di nicchia, ma sono davvero tantissimi gli investimenti fatti in questi anni. Dalla creazione di Kypers, un marchio di occhiali da sole, fino a quella di bevande isotoniche, la Noel Alimentaria, insieme ad un’altra leggenda Cules e spagnola come Carles Puyol. O, sempre nel settore food&beverage, l’acquisizione dell’azienda locale Bas Alimentaria per la produzione di hamburger.

Ma soprattutto la Kerad Project 2006 S.L, società creata insieme al padre e incentrata nella compravendita di immobili. Capace di stringere rapporti commerciali anche con il presidente della Lega Spagnola Javier Tebas, culminati nella costruzione del "TwentyNine's", un ristorante di 1.000 metri quadrati situato nel PortAventura World. Un investimento che ha richiesto un finanziamento di oltre 100 milioni di euro.



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