La crescita dei ricavi da diritti tv da parte del Napoli

Dalla Lega Pro allo Scudetto. La scalata vertiginosa del Napoli ha comportato la crescita di molte voci a bilancio, tra le quali anche quella legata ai diritti televisivi.

Quella riguardante i diritti televisivi è una delle questioni più dibattute degli ultimi anni, complice il mercato sempre più inflazionato di competitor volenterosi di aggiudicarsi la possibilità di trasmettere le partite di Serie A e il successivo riflesso prodotto sui tifosi/consumatori, costretti a legarsi a più OTT contemporaneamente per godere dello spettacolo del calcio italiano e di quello europeo.

Insomma, una tematica davvero caldissima, arricchitasi anche dell’ultima decisione assunta dalla AGCOM di rendere visibile a tutti, in chiaro, il derby di Champions League tra Inter e Milan.

Per una questione che, oltre ad interessare il privato appassionato di calcio, è prima di tutto una voce fondamentale per il bilancio dei club, rappresentando una grande opportunità a livello di introiti e sostenibilità.

È quindi interessante porre sul focus su come venga regolata l’assegnazione dei diritti tv nel nostro Paese rileggendo questo articolo di Social Media Soccer e quest’altro sulle modifiche alla norma di riferimento, la Legge Melandri.

Per poi entrare nello specifico della realtà azzurra, sottolineando come il Napoli, vicino a laurearsi campione d’Italia, abbia visto aumentare i propri ricavi dal 2006, anno di militanza in Lega Pro e primo dell’era De Laurentiis, ad oggi con lo scudetto cucito sulla casacca azzurra.

L’evoluzione dei ricavi da diritti tv del Napoli

Analizzando il bilancio dell’SSC Napoli sotto la voce “ricavi da diritti tv” anche un occhio non esperto nota immediatamente una crescita palpabile delle entrate dal 2006 al 2022, con cifre passata da 2.701.983 a 73.299.928 di euro.

Un abisso del valore di 70.697.945 di euro che più di tutti spiega e certifica l’evoluzione negli anni del club campano e del suo avvicinamento costante ai vertici raggiunti oggi. Queste, infatti, le cifre ufficiali (milioni di euro):

  • 2006: 2.701.983;
  • 2007: 8.685.558;
  • 2008: 43.152.090;
  • 2009: 49.270.509;
  • 2010: 41.613.274;
  • 2011: 54.475.648;
  • 2012: 56.682.687;
  • 2013: 58.524.843;
  • 2014: 64.736.448;
  • 2015: 64.810.180;
  • 2016: 80.179.166;
  • 2017: 76.479.776;
  • 2018: 78.491.127;
  • 2019: 86.750.195;
  • 2020: 60.160.594;
  • 2021: 105.898.469;
  • 2022: 73.299.928.

L’impennata in questa escalation ha nel 2008 il proprio anno di riferimento, essendo questa la stagione del ritorno del Napoli nella massima serie e, quindi, tra le fila del calcio che conta. Per poi conoscere una crescita graduale nel corso degli anni, sino ai picchi raggiunti nel 2021.

Il confronto con le big nel 2022

Inter, Milan e Juventus rappresentano da sempre le realtà economicamente più forti della Serie A, rendendo quindi molto interessante l’analisi di quale sia stato l’impatto dei diritti televisivi sulle casse di queste tre società, creando poi un termine di paragone con il Napoli.

Al termine della stagione vinta dal Milan di Stefano Pioli, i numeri registrati dalle 3 sono stati i seguenti:

  • Inter: 84.2 milioni;
  • Juventus: 77.95 milioni;
  • Milan 77.81 milioni.

In un’annata sportiva in cui la Lega Serie A ha distribuito un totale di 939 milioni di euro, il Napoli si è fermato a quota 73.299.928, alle spalle delle rivali del nord e quindi dando ancor più valore, se possibile, al dominio di quest’anno sul campo.



LEGGI ANCHE:

NAPOLI, L'EVOLUZIONE DELL'UTILE E DEI RICAVI DAL 2006 AD OGGI



Appare infatti chiaro come i campani non primeggino affatto per fatturato e di come voci essenziali come i diritti televisivi li vedano indietro rispetto ad altre, portando così ad un disequilibrio economico che, tuttavia, non ha impedito alla squadra di Spalletti di portarsi a casa il titolo con una manciata di giornate d'anticipo.



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