Il gruppo USA Gamechanger vicino alla quota di maggioranza del club ciociaro. Il trend degli investimenti in Italia
Lo Stadio Benito Stirpe (Foto Social Media Soccer)
Le dichiarazioni rilasciate dal presidente Maurizio Stirpe lo scorso 5 giugno a Parma, a margine della presentazione dei calendari di Serie A, stanno trovando una solida e concreta conferma nella realtà dei fatti. Il Frosinone Calcio, scrive l'edizione oggi in edicola di Tuttosport, si appresterebbe a vivere una fase di profondo rinnovamento strutturale che promette di ridefinire non solo le sue ambizioni sportive, ma l'intero assetto societario del club.
Le indiscrezioni del passato, che avevano accostato il club del Lazio ad alcuni consorzi canadesi, hanno lasciato spazio a una pista decisamente più concreta e di respiro internazionale. Il forte interesse per la società ciociara arriva infatti dagli Stati Uniti, nello specifico dalla “Gamechanger 20”, la holding finanziaria americana che controlla l'Ipswich Town, storico club inglese appena promosso in Premier League.
A guidare l'operazione in prima persona è l’imprenditore statunitense Brett Johnson, figura di primissimo piano nel panorama globale degli investimenti nello sport business e presidente di due importanti realtà finanziarie.
La trattativa, sarebbe (il condizionale è d'obbligo) alle sue battute conclusive e attende la definizione certa per celebrare la classica ed imminente "fumata bianca". Da un punto di vista strettamente strategico e finanziario, l'operazione si delinea con un assetto societario ben preciso: l’ipotesi più probabile e accreditata sul tavolo vede infatti il fondo statunitense pronto ad acquisire la quota di maggioranza assoluta del club, per un controvalore economico stimato che si aggira intorno ai 30 milioni di euro.
Questo imponente ingresso di capitali esteri non coinciderà tuttavia con un addio da parte della governance storica. La famiglia Stirpe, infatti, non solo non uscirebbe di scena, ma manterrebbe saldamente in mano una quota di minoranza. Una scelta cruciale per garantire sia la continuità aziendale che il profondo legame con il territorio ciociaro, salvaguardando un'eredità gestionale che dura da ben 23 anni. Un'operazione in stile Atalanta. Grazie a questo passaggio di consegne parziale, il Frosinone potrà capitalizzare al meglio la sua quarta storica promozione nella massima serie, sbloccando le risorse necessarie per avviare programmi e investimenti futuri decisamente più ambiziosi.
La notizia, si legge smempe su Tuttosport, ha già scatenato l'entusiasmo della tifoseria giallazzurra. C’è grande attesa per l’imminente apertura della campagna abbonamenti: l'obiettivo strategico e commerciale della società è ambizioso, ovvero polverizzare il record storico di 11.197 tessere stabilito nella stagione 2018-2019. Maggiori dettagli operativi e strategici verranno presumibilmente svelati nella conferenza stampa ufficiale già fissata per il 1° luglio.
Il Frosinone si appresterebbe a diventare l'ennesimo club di Serie A a trazione straniera, allungando una lista in costante crescita. Un trend che presto potrebbe abbracciare anche il Torino FC.
Negli uffici di Bank of America — l'istituto finanziario incaricato da Urbano Cairo di gestire il dossier per la vendita del club granata — sono infatti pervenute tre manifestazioni d’interesse da parte di fondi d'investimento e holding attive nel settore dello sport business. I potenziali acquirenti valutano attualmente la società torinese poco meno di 200 milioni di euro, sebbene la richiesta iniziale della presidenza Cairo rimanga superiore. Il calciomercato societario della Serie A è più vivo che mai.