Dopo il passo indietro della direzione tecnica, la Federazione cerca una svolta rapida: le opzioni in campo
Paolo Maldini e Leonardo (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Si chiude dopo appena sedici giorni l’esperienza di Paolo Maldini e Leonardo ai vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nominati lo scorso 11 luglio per guidare il rilancio del Club Italia e l'area tecnica azzurra, l'ex capitano e il dirigente brasiliano del Milan hanno rassegnato le dimissioni a seguito di insanabili divergenze di vedute sui programmi e, in particolare, sulla scelta del nuovo Commissario Tecnico.
La parabola del duo dirigenziale si è consumata tra la ricerca di un profilo di rilievo internazionale e la rigidità dei contesti federali. Dopo i sondaggi informali per Pep Guardiola e i contatti emersi con Carlo Ancelotti, la candidatura di Andrea Pirlo — caldeggiata dai due dirigenti per affinità di visione — ha riscontrato forti perplessità sul piano politico e mediatico. Il mancato intesa sulla figura del tecnico ha condotto alla rottura definitiva, prima con la rinuncia dello stesso Pirlo e poi con la risoluzione del rapporto tra la FIGC e i due direttori.
La vicenda mette in luce la complessa convivenza tra la logica gestionale tipica dei club privati, basata sulla totale autonomia decisionale, e le dinamiche istituzionali di una federazione, tenuta a bilanciare le istanze delle diverse componenti federali e della Lega di Serie A.
Con l'uscita di scena di Maldini e Leonardo, il presidente federale Giovanni Malagò riassume la gestione diretta del dossier relativo alla panchina della Nazionale, con l'obiettivo di contrarre i tempi e individuare una guida tecnica in vista dei prossimi impegni ufficiali.
In questa corsa a due per la selezione del nuovo allenatore, Roberto Mancini figura come la soluzione di più immediata praticabilità per la presidenza federale, forte di contatti già avviati e di una sostanziale convergenza di massima sul piano dell'ingaggio. Sul fronte opposto rimane viva la candidatura di Antonio Conte, profilo caldeggiato con forza da ampi settori della Lega Serie A per impostare un profondo lavoro di ricostruzione del gruppo azzurro, sebbene un'eventuale trattativa con l'ex ct presenti complessità non trascurabili legate alla sostenibilità economica dell'operazione.
In un secondo momento la Federazione dovrà inevitabilmente ridefinire anche l'assetto dirigenziale per la Direzione Tecnica e la presidenza del Club Italia — ambiti per i quali continuano a circolare i profili di Giorgio Chiellini e Claudio Ranieri — ma la priorità assoluta per la FIGC resta la formalizzazione immediata del nuovo allenatore per restituire stabilità all'intero movimento.