I dati Sponsor Value di StageUp e Doxa fotografano il tifo in Italia: Juve in vetta, ma salgono donne, giovani e la passione nei club di provincia.
I tifosi del FC Internazionale (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Il calcio italiano continua a trasformarsi, a sperimentare nuovi canali di comunicazione e ad adottare linguaggi inediti, confermandosi al contempo la grande passione viscerale degli italiani. La ventiseiesima edizione della ricerca Sponsor Value, realizzata da StageUp in partnership con Doxa e riportata con grande evidenza del Corriere dello Sport del 19 agosto 2026 scatta una fotografia dettagliata e aggiornata del fenomeno: i tifosi dei club di Serie A raggiungono quota 25,6 milioni, registrando un bacino sostanzialmente stabile rispetto alla stagione precedente con un incremento dello 0,32%. Il dato riflette una penetrazione straordinaria, capace di coinvolgere ben il 68,5% della popolazione nazionale. Ancora più emblematico appare il livello di attaccamento dimostrato da chi segue la massima serie: l’87,2% delle persone interessate al campionato dichiara apertamente di tifare per una squadra specifica, a testimonianza di un legame emotivo estremamente profondo.
L'appartenenza ai colori sociali si conferma un fattore cardine dell'identità culturale e sociale del Paese, superando i confini della semplice fruizione di intrattenimento sportivo. Il profilo demografico dei sostenitori mostra una disciplina sempre più trasversale e lontana dallo stereotipo del passato. Gli uomini costituiscono oggi il 55% della base complessiva dei fan, mentre la quota femminile ha raggiunto un significativo 45%, consolidando un trend di inclusività strutturale. Dal punto di vista anagrafico, il nocciolo duro della passione si colloca nella fascia compresa tra i 35 e i 54 anni, che rappresenta il 47% del totale, ma rimane rilevante la presenza delle nuove generazioni, con gli under 24 che valgono il 16% dei tifosi. Territorialmente la distribuzione rispecchia la demografia del Paese: il Sud e le Isole guidano la graduatoria con il 39% degli appassionati, seguiti dal Nord Ovest al 26%. Inoltre, il 59% appartiene al ceto medio, evidenziando come il calcio rappresenti un elemento di coesione interclassista capace di unire contesti sociali ed economici differenti.
All'interno di un perimetro di pubblico complessivamente stabile, si osservano rilevanti mutamenti nelle preferenze e nei pesi specifici dei singoli club. La Juventus mantiene il primato assoluto con 7,741 milioni di sostenitori, pur registrando una flessione dell'1,6% per il secondo anno consecutivo. Alle sue spalle si conferma l'Inter, Campione d'Italia, con 4,275 milioni di tifosi e un incremento del 2,3%, posizionandosi davanti al Milan per il quarto anno consecutivo. Il club rossonero evidenzia tuttavia un trend molto positivo, crescendo del 4,2% e toccando quota 3,976 milioni. Segue il Napoli a 3,079 milioni (+1,4%), mentre la Roma si attesta in quinta posizione con 1,790 milioni (-0,7%).
Le variazioni più dinamiche ed entusiasmanti si concentrano tuttavia alle spalle delle grandi tradizionali. Sono i club di media e piccola dimensione a mostrare i balzi percentuali più elevati, guidati dal caso virtuoso del Cagliari, che sale del 10,1% passando da 583mila a 642mila tifosi e superando la Lazio, scesa del 2,5% a quota 633mila. Ottima la performance del Parma, che cresce del 9,5% raggiungendo 139mila supporter, seguito dai segnali positivi di Lecce (+4,1%), Udinese (+3,1%) e Como (+2,2%). Questa progressione non deriva soltanto dalla facilità matematica di ottenere percentuali elevate su volumi contenuti, ma è la diretta conseguenza di solide progettualità societarie, identità territoriali radicate e risultati sul campo capaci di generare una narrazione coinvolgente e un attaccamento duraturo.
La consistenza numerica e la partecipazione attiva della propria community costituiscono un asset economico imprescindibile per i bilanci societari, determinando le entrate da merchandising, biglietteria, diritti digitali e sponsorizzazioni. Come sottolineato da Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, la dimensione del bacino di tifo non è un semplice indicatore di immagine, ma si traduce in un valore aziendale concreto, garantendo un potere contrattuale superiore nelle trattative commerciali. Secondo le stime elaborate da Football Sponsor 360, la piattaforma sviluppata da StageUp e basata su Intelligenza Artificiale, un'ottimizzazione strategica delle partnership tra i brand commerciali e le società sportive potrebbe sbloccare oltre 60 milioni di euro di ricavi aggiuntivi sul mercato italiano. Ciò corrisponderebbe a un potenziale incremento del 10% del fatturato complessivo da sponsorizzazioni della Serie A, una risorsa economica strategica che oggi il massimo campionato deve imparare a valorizzare ed intercettare appieno per garantire la sostenibilità futura del movimento.