Cinquant'anni dopo, Roma e Lazio dominano la Serie A ribaltando ogni pronostico. E dietro le grandi, stupisce l'audacia del Frosinone di Alvini.
Roma e Inter a centrocampo prima della sfida (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Il lungo e insopportabile digiuno imposto dalle pause per le nazionali, utile forse per rodare il nuovo ciclo azzurro ma nemico dello spettacolo settimanale, ci ha restituito un campionato dai connotati affascinanti e storici. A dettare il passo non è il consueto asse nordico, bensì una Capitale che si risveglia padrona assoluta. Trovare Roma e Lazio appaiate in vetta dopo cinque giornate è un evento che costringe a sfogliare gli almanacchi fino al 5 novembre 1972. All'epoca, nell'era dei due punti a vittoria, il campionato viveva di un incredibile equilibrio iniziale: le due squadre romane guidavano il gruppo a quota 8 punti, condividendo il primato esattamente con Inter e Milan. Quella stagione si sviluppò poi in modo diametralmente opposto per le due anime della città, con la Lazio che chiuse terza ponendo le basi per lo scudetto dell'anno successivo, e la Roma che scivolò fino all'undicesima posizione. Oggi, con 13 punti a testa in un'era calcistica profondamente diversa, le due sponde del Tevere tornano a guardare tutti dall'alto in basso. Non si tratta di una semplice fiammata emotiva, ma della certificazione di due progetti tecnici tanto distanti nella genesi quanto efficaci nella resa.
La situazione della Lazio ha i contorni dell'impresa sportiva. In estate, avvolto in un clima ambientale a dir poco complesso e carico di scetticismo, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul primato di Rino Gattuso. Il tecnico calabrese ha invece saputo isolare la squadra, compattando il gruppo e rigenerando elementi preziosi per proporre un calcio estremamente concreto ed efficace. Ma il vero asso nella manica dei biancocelesti per il prosieguo della stagione rischia di essere il calendario. Fuori dall'Europa e prematuramente eliminata dalla Coppa Italia, la Lazio avrà il lusso rarissimo di poter preparare ogni sfida con settimane intere di lavoro. In un calcio moderno compresso e logorante, la freschezza atletica e la lucidità tattica potrebbero trasformare una partenza a sorpresa in una cavalcata costante.
Se il percorso laziale è figlio dell'abnegazione, quello della Roma nasce da una programmazione certosina che sta dando i suoi frutti attraverso il bel gioco. Insieme al Como, la formazione di Gasperini è attualmente la realtà più appagante dal punto di vista estetico. Il recente scontro ad altissima intensità contro l'Inter campione in carica non ha portato i tre punti, ma ha infuso nello spogliatoio una consapevolezza cruciale: la Roma è ormai una corazzata in grado di lottare apertamente per il tricolore. Gasperini ha tra le mani una macchina quasi perfetta, capace di unire una tenuta difensiva invidiabile a una manovra offensiva letale, esaltata dall'estro di Dybala e dal cinismo di Malen. Soprattutto, si respira un'aria nuova a Trigoria: le storiche, logoranti faide interne che hanno spesso sabotato le passate gestioni hanno lasciato il posto a una compattezza societaria assoluta.
Mentre l'Inter si conferma una potenza assoluta trascinata da uno straripante Lautaro Martinez, il resto del campionato offre una netta spaccatura tra sorprese e delusioni. L'entusiasmo vero arriva dalla provincia: il Frosinone di Alvini gioca con l'audacia e la spensieratezza di un gruppo di amici, mettendo in mostra talenti purissimi, mentre il Cagliari di Pisacane colpisce per il temperamento e l'organizzazione. Di contro, si respira un'aria pesante in diverse piazze blasonate. Il Napoli di Allegri sembra lo specchio delle proprie paure, frenato da una rosa in là con gli anni e da un'infermeria perennemente affollata, mentre l'Atalanta di Sarri appare lontanissima dalle proprie potenzialità. Spicca in negativo anche il Bologna, imploso in un vero e proprio rigetto tattico nei confronti di Tedesco. Menzione a parte per il Venezia di Stroppa: una squadra condannata a un impietoso zero in classifica che non rende minimamente giustizia alla qualità del calcio espresso in campo.