La nuova Italia di Roberto Mancini riparte dalla competizione UEFA: centrare almeno la terza posizione è fondamentale per essere teste di serie al sorteggio ed evitare le big.
Roberto Mancini (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)
La Nations League rappresenta il primo snodo cruciale per la nuova Italia, un'occasione che non sarebbe neanche da buttare per rilanciarsi. Dopo la figuraccia del 2024 in Germania che non possiamo assolutamente ripetere, la competizione offre l'opportunità di migliorare il morale e il ranking, gettando le basi per le prossime qualificazioni. Il Mondiale 2030 in Spagna, Portogallo e Marocco è ancora lontano, ma per l'Europeo manca meno di due anni e il tempo stringe. Il regolamento del torneo attuale prevede 4 gruppi composti da 4 squadre ciascuno: le 4 vincenti e le 4 seconde in classifica si qualificano direttamente ai quarti di finale.
Per l'Italia, la vera importanza strategica risiede nel non scivolare in fondo, rendendo il terzo posto l'obiettivo minimo per guardare con fiducia al futuro. I criteri stabiliti parlano chiaro: le prime tre classificate dei gironi saranno teste di serie al sorteggio europeo, in programma il prossimo 6 dicembre a Belfast. Essere testa di serie a Belfast significa poter ritrovare nel proprio gruppo di qualificazione squadre dai nomi meno altisonanti, come ad esempio Bosnia, Svezia o Nord Macedonia, evitando le corazzate del continente.
Andare al prossimo Europeo, che si svolgerà in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda, richiederà un percorso matematico preciso. Le 54 nazionali europee saranno divise in 12 gruppi (nello specifico 6 gironi da 4 squadre e 6 gironi da 5 squadre). In palio ci sono i pass per la fase finale a 24 squadre: si qualificheranno direttamente le 12 vincenti dei gironi e le 8 "migliori seconde". Da notare che almeno due delle nazioni ospitanti avranno due posti di diritto qualora non riuscissero a qualificarsi tramite i rispettivi gruppi.
Al contrario, chiudere la Nations al quarto posto è un'eventualità da sfuggire come la peste. L'ultima posizione significa quasi certamente trovare una "big" sulla strada che porta al torneo continentale, con il rischio di incontrare favorite come Olanda, Germania, Spagna, Inghilterra, Norvegia, Portogallo e Francia. A questo si aggiunge la delicata questione dei playout e delle retrocessioni: se le due "migliori terze" restano in Lega A, le due "peggiori terze" dovranno giocare i playout per salvarsi sfidando le squadre della Lega B. Per le due "peggiori quarte", invece, scatta l'allarme rosso, poiché precipitano direttamente nella serie inferiore.