Calciomercato, il 67,9% della spesa della Serie A all'estero. La Premier League fa circolare 1 miliardo in casa

I dati estivi evidenziano le diverse strategie finanziarie tra Italia e Inghilterra e l'impatto sui vivai nazionali

Calciomercato Serie A vs Premier League

Federico Dimarco (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

A tre settimane dalla chiusura della sessione estiva di calciomercato, l'analisi delle transazioni finanziarie dei club di Serie A e Premier League traccia un quadro definito sulle strategie di investimento, evidenziando differenze sostanziali nella destinazione dei budget e nella valorizzazione dei vivai nazionali. Un anno fa, si legge sul Corriere dello Sport oggi in edicola, al termine della sessione estiva 2025, i club italiani avevano investito complessivamente 1,179 miliardi di euro. Di questa cifra, il 17,9% era stato destinato all'acquisto di calciatori italiani, mentre il 61,8% delle risorse era stato indirizzato verso il mercato estero. A dodici mesi di distanza, i dati provvisori del mercato estivo indicano una variazione di questo trend: su una spesa totale finora consolidata di 884,1 milioni di euro, la percentuale destinata ai calciatori italiani è scesa al 13,0%, mentre la quota di risorse investita all'estero è salita al 67,9%.

L'impatto delle singole trattative sull'ecosistema finanziario

L'eventuale conclusione delle principali trattative ancora in corso potrebbe modificare ulteriormente le percentuali di spesa complessive. La distribuzione delle risorse mostra una ridotta circolazione di liquidità tra le società della massima serie italiana, elemento che limita il trasferimento di capitale verso i club di fascia media e verso le categorie inferiori come la Serie B. Un caso emblematico è rappresentato dalla trattativa per Marco Palestra. Il possibile trasferimento del giocatore dall'Atalanta all'Inter avrebbe configurato un'operazione interna da oltre 50 milioni di euro tra due club italiani. Il successivo inserimento del Chelsea ha invece indirizzato l'investimento verso un club estero. Come conseguenza di questa e di altre operazioni, l'Inter registra attualmente il 92,7% della propria spesa destinato all'estero — legato principalmente ai riscatti di Akanji e Stankovic — a fronte di un solo innesto italiano tra gli acquisti principali.

Le principali operazioni di mercato e le strategie dei club

L'operazione finanziariamente più rilevante condotta da un club italiano nella sessione estiva è il riacquisto di Nico Paz da parte del Como per un valore nominale di 60 milioni di euro, legato agli accordi di rivendita previa maturazione delle clausole con il Real Madrid. Per quanto riguarda le transazioni interne tra società di Serie A, il passaggio più oneroso è stato il trasferimento di Santiago Castro dal Bologna alla Roma per 35 milioni di euro più bonus. L'analisi della spesa per singola società evidenzia approcci differenti. 

La Roma mantiene la quota più contenuta di acquisti esteri tra le principali squadre europee della Serie A con il 57,6%. Al contrario, la quota di spesa all'estero raggiunge il 71,7% per il Milan, l'88,0% per la Juventus e l'84,3% per il Como. Tra le eccezioni al trend prevalente figurano il Cagliari, che ha concentrato la totalità dei propri investimenti su profili italiani, l'Udinese, che registra circa la metà del budget sugli italiani a seguito del riscatto di Zaniolo, e il Lecce, i cui acquisti sono stati interamente rivolti al mercato estero.

Il modello organizzativo e la circolazione interna della Premier League

In Premier League, la spesa complessiva ha superato la soglia dei due miliardi di euro, attestandosi a 2.053,2 milioni. Il 19,0% delle risorse è stato riservato a calciatori inglesi, mentre il 51,2% è andato verso club esteri. Questo implica che circa un miliardo di euro è circolato all'interno del sistema calcistico britannico tra Premier League e Championship.

I dati relativi alle prime sette società per volume d'affari in Inghilterra (Arsenal, Aston Villa, Chelsea, Manchester City, Manchester United, Newcastle e Tottenham) mostrano un totale di 1,37 miliardi di euro investiti su un totale di 2,053 miliardi. Per questo gruppo di club, la percentuale destinata a calciatori inglesi sale al 21,3%, mentre la quota di spesa verso l'estero scende al 44,9%. Tra i trasferimenti di maggior rilievo economico della sessione figurano il passaggio di Morgan Rogers dall'Aston Villa al Chelsea per 137,3 milioni di euro, il trasferimento di Elliott Anderson dal Nottingham Forest al Manchester City per 135 milioni di euro e il passaggio di Sandro Tonali dal Newcastle al Tottenham per 108 milioni di euro, cifra che rappresenta la valutazione più alta registrata per un calciatore italiano.

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