Uefa, Concacaf e Afc firmano una dura lettera aperta contro il presidente, mentre emergono indiscrezioni su presunte irregolarità e nuove minacce di scissione.
Il Quartier Generale della FIFA (Fédération Internationale de Football Association) a Zurigo (Photo by Robert Hradil/Getty Images)
Il mandato di Gianni Infantino sta attraversando il momento più critico dalla sua elezione alla guida della Fifa nel 2016. La scintilla che ha scatenato l'attuale tempesta politica è legata al controverso progetto di privatizzazione e cessione di una quota dei diritti commerciali della Coppa del Mondo a fondi d'investimento privati. Nonostante il repentino dietrofront e le scuse ufficiali presentate dalla governance di Zurigo, la reazione delle principali istituzioni continentali non si è fatta attendere.
Uefa, Concacaf e Afc hanno pubblicato un'inedita lettera aperta congiunta, intitolata "Lettera aperta alla famiglia del calcio", sottoscritta sia dai rispettivi presidenti sia dai segretari generali. Nel documento si contesta radicalmente l'operato del numero uno del pallone mondiale, affermando con decisione che la leadership nello sport deve rappresentare un dovere di servizio verso la collettività e non un esercizio di potere individuale.
Il testo accusa apertamente Infantino di aver tradito la fiducia delle federazioni, anteponendo gli interessi personali alla tutela del movimento e creando un solco profondo dove invece si sarebbe dovuta garantire massima trasparenza e responsabilità.
Le conseguenze di questo strappo hanno assunto rapidamente proporzioni enormi, trasformando una contestazione interna in una vera e propria crisi di sistema. Secondo indiscrezioni filtrate sulla stampa britannica, le tre confederazioni ribelli starebbero persino valutando l'ipotesi di creare competizioni internazionali autonome e alternative a quelle ufficiali organizzate dalla Fifa. Sebbene l'idea di una scissione appaia complessa da realizzare nell'immediato, il semplice fatto che entità rappresentative di oltre la metà delle federazioni affiliate ventilino scenari simili testimonia la gravità della situazione.
Il fronte politico appare tuttavia sfaccettato: mentre le federazioni di Stati Uniti e Canada hanno appoggiato la dura presa di posizione della Concacaf chiedendo riforme strutturali, il Messico ha preferito smarcarsi confermando il proprio appoggio a Infantino. Sul fronte opposto, la Confederazione Africana ha rinnovato la propria vicinanza al presidente, difendendo la necessità di una gestione globale del calcio capace di redistribuire le risorse e superare quello che viene definito il tradizionale monopolio economico dei club e dei tornei europei.
A rendere ancora più incandescente il clima attorno al presidente della Fifa sono intervenute recenti rivelazioni giornalistiche focalizzate sul suo passato da segretario generale della Uefa. Il quotidiano inglese Telegraph ha svelato dettagli su una consistente buonuscita, pari a oltre 175 mila euro, concessa a un'ex dipendente dell'organo di Nyon con cui Infantino avrebbe avuto una relazione sentimentale.
A tale somma si sarebbero aggiunte la copertura finanziaria per un Master in Business Administration e il ricollocamento della donna presso un'altra primaria organizzazione sportiva internazionale. La Fifa ha smentito categoricamente ogni addebito confermando la posizione di Infantino, ma dalla sede della Uefa è giunta la conferma che sono in corso valutazioni interne per fare piena luce sulle autorizzazioni concesse all'epoca.
La concomitanza tra le accuse di cattiva gestione politica e gli accertamenti di carattere amministrativo rende il quadro complessivo estremamente fragile, proiettando pesanti ombre sul futuro della governance del calcio globale in vista delle prossime scadenze elettorali.