FIGC, la rivoluzione Malagò-Maldini-Leonardo: la tecnica al centro per rifondare l'Italia

Un piano decennale per unificare Coverciano, vivai e Club Italia

Rivoluzione FIGC

De Siervo, Leonardo, Malagò, Maldini e Simonelli (Foto FIGC)

Non è stato un semplice vertice istituzionale né la solita passerella mediatica post-elettorale. L'incontro tra la nuova governance della FIGC presieduta da Giovanni Malagò e i club della Lega Serie A ha tracciato una linea di demarcazione netta tra il vecchio modo di gestire la crisi del calcio italiano e la nascita di un modello strategico a lungo termine. Al centro del progetto, una coppia iconica e complementare: Paolo Maldini e Leonardo.

L'unificazione del modello FIGC

Sotto il caldo asfissiante della sala stampa federale, l'immagine di Paolo Maldini visibilmente affaticato ma determinato, affiancato da un Giovanni Malagò già liberatosi del nodo della cravatta, descrive perfettamente il "giorno zero" della ristrutturazione azzurra. Più che un incarico dirigenziale classico, l'ingresso di Maldini come Direttore Sportivo della FIGC — una figura finora mai esistita nell'organigramma federale — ha la sostanza di una vera e propria chiamata alle armi.

La missione chiave affidata al duo Maldini-Leonardo è tanto ambiziosa quanto complessa: rompere i compartimenti stagni della Federazione e riunificare sotto un unico indirizzo metodologico le tre anime sportive che per decenni hanno viaggiato senza una reale sintonia. Il progetto intende legare strettamente il Settore Giovanile e Scolastico, per orientare i primi passi dei talenti sul territorio, al Settore Tecnico di Coverciano, chiamato a formare allenatori secondo una nuova filosofia propositiva, fino ad arrivare al Club Italia, che coordinerà e applicherà questa identità tecnica uniforme a tutte le selezioni Azzurre.

«La mia figura in FIGC non esisteva. Vogliamo dare un’impostazione tecnica al Club Italia. Di fronte all’azzurro fai fatica a dire no. È un progetto ambizioso, sono chiare le difficoltà e la lunghezza. Per questo ho voluto accanto Leonardo: tra noi c’è una condivisione totale di pensieri.» — Paolo Maldini, Direttore Sportivo FIGC

Ritorno alla tecnica: Il Dribbling al centro del Movimento

Nel corso degli interventi di fronte ai presidenti di Serie A, l'analisi di Leonardo ha toccato il cuore del problema tattico e formativo del nostro pallone. Negli ultimi vent'anni, la paura di sbagliare e un tatticismo esasperato fin dalle categorie esordienti hanno inaridito il talento nostrano. "Il calcio italiano è rimasto indietro," ha scandito Leonardo, evidenziando come ci si affidi troppo a un uno contro uno rigido e speculativo, rinunciando alla giocata individuale, al rischio e soprattutto al dribbling.

L'obiettivo del nuovo corso non è solo tattico, ma culturale: ridare libertà al talento e fare in modo che la metodologia tecnica contamini a cascata l'intero movimento, dalla scuola allenatori fino ai vivai locali. La Nazionale maggiore deve tornare a essere l'immagine identitaria del Paese, capace di attrarre i migliori profili internazionali per la panchina.

Sostenibilità metodologica vs fretta del risultato: Il Cortocircuito della Serie A

La vera sfida non sarà solo tecnica, ma politica e culturale. Il piano delineato da Malagò guarda all'Europeo 2032, mentre Maldini e Leonardo impostano un lavoro strutturale su 8-10 anni. Un approccio comparabile ai grandi modelli stranieri che hanno fatto la storia moderna del calcio europeo, come la Germania con il Talentförderprogramm avviato nel 2000 per vincere il Mondiale nel 2014, o la Francia con l'accademia di Clairefontaine inaugurata nel 1988 e capace di plasmare un trentennio di successi.

Il cortocircuito sistemico si è palesato subito dopo l'assemblea nelle parole di Urbano Cairo: «Hanno parlato di 8-10 anni, una roba che neanche l’Unione Sovietica... I tempi devono essere molto più corti: 2-4 anni». Questa reazione incarna perfettamente la trappola del "tutto e subito" che da vent'anni blocca il movimento italiano, incapace di superare un turno a eliminazione diretta ai Mondiali dopo il 2006.

Passione, managerialità e nuovi ingranaggi

C'è tuttavia un segnale economico ed etico di fondamentale rilevanza: la dimensione degli ingaggi messi a referto. Con 300 mila euro per Maldini e 200 mila per Leonardo (valori persino inferiori ai 250 mila percepiti da Buffon nella gestione precedente), il segnale inviato ai club è limpido: la maglia azzurra è una scelta di valore, non una speculazione finanziaria. Ad affiancare questa svolta metodologica si profilano anche volti simbolo dell'identità azzurra, con i possibili innesti di Leonardo Bonucci e Gabriele Oriali e la conferma di Gianluigi Buffon.

Sulla base economica, inoltre, la recente conferma del passaggio alla Camera del Dl Sport con lo 0,5% della mutualità dalla Riforma Zola garantisce risorse concrete che dai diritti TV fluiranno verso la formazione giovanile. La strada per unificare la Federazione e restituire l'Italia all'élite del calcio mondiale è impervia e piena di ostacoli politicamente complessi, ma l'asse Malagò-Maldini-Leonardo ha finalmente depositato la palla al centro. Ora spetta all'intero sistema avere il coraggio di giocare.

Anthony Taylor in Turchia contro i corretti: vedrà le frodi o farà come col rigore di Roma-Siviglia?

L'ex fischietto inglese è il nuovo capo degli arbitri turchi. L'obiettivo: ripulire un sistema travolto dagli scandali di corruzione.

Mondiale USA e fondi ombra: l’UEFA fa il contropiede e presenta il conto a Infantino

Quarantadue domande per fare luce sul futuro del calcio. Tra show di 27 minuti, VIP e alleanze americane, Nyon pretende chiarezza entro il 2 novembre

Celo, Manca e Modernità: Come Panini e Lega Serie A riscrivono il rituale delle figurine per il 2026-2027

Presentato l’album Panini 2026-27: tra nostalgia e innovazione, la nuova collezione unisce tradizione, Fantacalcio e sezioni speciali per tifosi e collezionisti.

Coppa d'Africa, dietrofront CAF: il torneo resta biennale per sfidare i diktat dell'UEFA

Il presidente Motsepe cede alle polemiche e fa marcia indietro sul quadriennale. Il ritorno a due anni sfida l'Europa, ma crea dubbi politici.

Messi, un’azienda da 1,6 miliardi di euro: ecco come La Pulga ha conquistato il mercato globale

Dagli abbonamenti Apple al club Eldense: la trasformazione del campione argentino da icona di Barcellona e PSG a brand e investitore planetario.

FIGC, Malagò commissario: il metodo del buon senso per salvare il calcio italiano

Tra unanimità lampo in Giunta e ratifica del Consiglio, il Coni sceglie il compromesso: Malagò guida la FIGC verso il voto del 14 dicembre.

Analisi valore rose Football Benchmark: Serie A terza, domina la Premier League. Como boom

L'analisi di Football Benchmark: la Serie A vale 6,3 miliardi con Inter al top e l'effetto Como. Premier League irraggiungibile e la Championship in top ten

Ronaldo e Messi, due modi di dire addio: la classe di Leo e il dramma social di Cristiano

Mentre la Pulce saluta l'Argentina tra gli applausi, CR7 abbandona il ritiro portoghese via Instagram.

L’Impero di Nasser: così Al-Khelaifi sta ridefinendo la mappa del potere del calcio mondiale

Dai diritti TV ai club globali, Al-Khelaifi trasforma la ex ECA nella vera padrona del gioco, lasciando a UEFA e FIFA una sovranità di facciata.

Il terremoto finanziario del Manchester City: e se la Premier League dovesse ripartire da zero?

Un verdetto shock scuote il calcio mondiale: il Manchester City è colpevole di frode finanziaria sistematica.

Il giorno che ha cambiato la Premier League: cosa resta del modello Manchester City?

Il verdetto da 114 accuse scuote il calcio inglese: tra ricorsi del club, minacce di cause dei rivali e uno spettro sanzioni che cambia la storia.

Nations League, missione Italia: il terzo posto è vitale per Euro 2028

La nuova Italia di Roberto Mancini riparte dalla competizione UEFA: centrare almeno la terza posizione è fondamentale per essere teste di serie al sorteggio ed evitare le big.

Home
Rubriche
Topic
Newsletter

Condividi