Analisi delle ultime decisioni UEFA: Inter e Milan escono dal Settlement Agreement e liberano il proprio potenziale di brand, mentre i giallorossi pagano dazio insieme al Marsiglia.
Il logo della UEFA (Photo by Daniela Porcelli/Getty Images)
Il calcio europeo sta vivendo una fase di profonda transizione in cui la sostenibilità economico-finanziaria non è più solo un obbligo burocratico, ma il pilastro fondamentale su cui costruire la competitività sportiva e l'attrattività commerciale dei club. Le ultime comunicazioni della Prima Sezione dell’Organismo di Controllo Finanziario dei Club dell’UEFA ne sono la dimostrazione plastica, tracciando un solco netto tra chi ha completato il percorso di risanamento e chi si trova ancora a dover rincorrere i rigidi parametri di Nyon.
La notizia più rilevante per il calcio italiano è senza dubbio il definitivo "via libera" concesso a Inter e Milan. Entrambi i club milanesi sono ufficialmente fuori dal regime di settlement agreement. Avendo raggiunto gli obiettivi fissati dagli accordi transattivi e rispettato le regole sui ricavi nella stagione appena conclusa, le due società si riappropriano di una totale libertà strategica.
Se dal punto di vista sportivo questo si traduce nell'addio alle limitazioni sulle liste UEFA o sui saldi di mercato, dal punto di vista del social media marketing e del business development rappresenta un boost reputazionale straordinario. Presentarsi a tavoli di negoziazione con sponsor globali, investitori internazionali e partner commerciali potendo certificare la massima virtuosità finanziaria UEFA permette ad Inter e Milan di posizionarsi come brand solidi, stabili e in forte espansione. La fine dell'era delle "restrizioni" segna l'inizio di una nuova narrazione digital e corporate orientata alla crescita organica e ai grandi investimenti strategici.
Insieme alle milanesi, festeggiano lo stesso traguardo anche club del calibro di Paris Saint-Germain, Monaco, Besiktas, Anversa e Trabzonspor.
Di segno opposto, seppur non drammatica, è la situazione in casa Roma. Il club giallorosso ha leggermente superato l’obiettivo intermedio fissato negli accordi del 2022 per l’esercizio finanziario 2025. Una deviazione contenuta, che è costata una prima sanzione da 2 milioni di euro. A questa, tuttavia, si sono aggiunti altri 4 milioni di multa per il mancato rispetto della "soglia del 70%" nel rapporto tra costi della rosa (ingaggi e ammortamenti) e ricavi nell'anno solare 2025.
Un totale di 6 milioni di euro che non spaventa le casse del Gruppo Friedkin, ma che lancia un segnale chiaro: la strada verso la totale stabilità richiede ancora rigore. Per la Roma, la sfida social e di business nei prossimi mesi sarà quella di continuare a spingere sulla monetizzazione del brand, sulla crescita dei ricavi commerciali e digitali e sull'ottimizzazione dei costi, per far sì che la crescita della community globale e l'entusiasmo della piazza vadano di pari passo con i fogli di calcolo di Nyon.
Se la sanzione della Roma può essere considerata un "cartellino giallo", la vera scure dell'UEFA si è abbattuta sull'Olympique Marsiglia. Il club francese, avendo fallito il rispetto delle regole sui ricavi per ben tre anni consecutivi (2023, 2024, 2025), ha incassato una multa monstre da 10 milioni di euro, il blocco del mercato (restrizioni nella registrazione di nuovi giocatori in Lista A per la stagione 2026/27) e una squalifica condizionata dalle coppe europee per le prossime tre stagioni, qualora non dovesse centrare gli obiettivi nel 2026/27.
Un danno d'immagine ed economico devastante che testimonia come l'UEFA, pur avendo mitigato l'approccio punitivo immediato a favore di un percorso transattivo, sia pronta a usare il pugno di ferro contro la recidività.
L'era dei "mecenati a fondo perduto" è definitivamente tramontata, sostituita da una gestione in cui l'efficienza aziendale determina i successi sul campo. Oggi, comunicare ai propri tifosi e agli stakeholder di essere "in regola con l'UEFA" è diventato un asset di posizionamento comunicativo fondamentale, quasi quanto l'annuncio di un top player. Inter e Milan hanno vinto la loro partita più importante fuori dal campo; la Roma sa di dover ancora lottare per chiudere definitivamente i conti con il passato.