Elezioni FIGC, Malagò è il nuovo Presidente: i punti del programma per cambiare il calcio italiano

Giovanni Malagò guida la FIGC con il 68,58% dei voti. Sostenibilità, infrastrutture e filiera del talento al centro del piano per il rilancio azzurro.

Giovanni Malagò Presidente FIGC

Giovanni Malagò Presidente FIGC (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

L’Assemblea elettiva della FIGC ha espresso un verdetto netto: Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federcalcio, eletto con il 68,58% dei voti (343.084 preferenze) contro il 29,17% dello sfidante Giancarlo Abete. Una svolta che arriva dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, seguite alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026.

Visibilmente emozionato, Malagò ha subito invocato la fine delle contrapposizioni interne: “Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso questa nuova epoca del calcio italiano”. Un appello all'unità che poggia sulla credibilità dei suoi successi passati, dal record di medaglie con il CONI a Parigi fino alla presidenza di Milano-Cortina 2026.

Ma quale sarà la rotta strategica della nuova FIGC? Il programma ufficiale di Malagò si sviluppa su 5 macro-obiettivi misurabili, delineando una chiara discontinuità metodologica fondata su ascolto, sintesi, esecuzione e rendicontazione.  Ecco i pilastri fondamentali per cambiare il calcio italiano:

Nazionali e Competitività: la ricostruzione della filiera tecnica

La Nazionale maggiore non deve più essere un tentativo isolato di risolvere a valle i problemi strutturali generati a monte. Con un Club Italia che nella stagione 2023-2024 ha generato 226 partite e un'audience mondiale stimata in 2,2 miliardi di spettatori, le rappresentative azzurre sono un asset strategico del Paese. 

Il piano prevede di trasformare Coverciano nel fulcro dell'elaborazione metodologica (dalla match analysis ai dati) e di creare sistemi premiali reali collaudati con le Leghe per proteggere il talento italiano nel passaggio critico dai settori giovanili al calcio professionistico, valorizzando il minutaggio ed evitando quote demagogiche. 

Serie A come Brand Globale e asset industriale

La massima divisione rappresenta il primo motore economico del sistema. Forte di un bacino stimato in 710 milioni di fan nel mondo, la Serie A deve consolidarsi come icona del Made in Italy. La FIGC agirà come garante affinché questa crescita internazionale si traduca in benefici per l'intera piramide , sostenendo i club in battaglie cruciali come lo sviluppo della data strategy, la valorizzazione commerciale del prodotto e il contrasto serrato alla pirateria. 

Sostenibilità finanziaria e Riforma dei Campionati

I numeri del ReportCalcio parlano chiaro: un debito aggregato del professionismo pari a 5,5 miliardi di euro e perdite per 731 milioni nell'ultimo esercizio testimoniano uno squilibrio strutturale. L'approccio di Malagò prevede di superare la logica dei controlli puramente punitivi : le licenze nazionali diventeranno uno strumento di accompagnamento preventivo alla qualità gestionale. Per la Serie B e la Lega Pro, l'obiettivo è la stabilizzazione economica, riducendo i rischi di shock da retrocessione e prevenendo tempestivamente le crisi finanziarie. 

Piano Nazionale Infrastrutture: Stadi e centri sportivi

L'impiantistica viene finalmente trattata come una priorità industriale e sociale. Con appena 6 nuovi stadi realizzati in Italia tra il 2007 e il 2024 (contro i 225 nel resto d’Europa) e un'età media degli stadi di Serie A e B rispettivamente di 56 e 74 anni, il gap è drammatico. Malagò punta a sbloccare un potenziale di investimenti stimato in 5,1 miliardi di euro su 31 progetti, capaci di generare un impatto aggiuntivo sul PIL nazionale di 6,1 miliardi, migliorando radicalmente sicurezza, ricavi da matchday e fan experience. 

Semplificazione per la LND e Valore Sociale

La Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta la base sociale del movimento con quasi 1,5 milioni di tesserati complessivi della Federazione, verrà alleggerita dai gravosi pesi amministrativi introdotti dalla riforma del lavoro sportivo. La svolta avverrà tramite la creazione di uno Sportello Unico Digitale (CRM federale), progettato per centralizzare e semplificare adempimenti, tesseramenti e coperture assicurative. Spazio anche al consolidamento del professionismo nel calcio femminile e all'integrazione strutturale della Divisione Calcio Paralimpico. 

La sfida di Giovanni Malagò si preannuncia complessa ed è stretta nelle tempistiche della legislatura sportiva. Tuttavia, l'applicazione del metodo manageriale basato su dati e programmazione preventiva, unito a una forte autorevolezza nei tavoli istituzionali con il Governo, rappresenta la fiche più importante che il calcio italiano potesse calare per uscire dallo stato di crisi e proiettarsi verso una nuova epoca industriale e sportiva.

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