Caso Kalulu e l’urgenza IFAB: perché il VAR sui secondi gialli non può più attendere

Dal clamoroso errore su Kalulu alla rivoluzione IFAB: ecco come cambierà il protocollo VAR per correggere i secondi gialli errati già dal Mondiale 2026

Doppio giallo VAR

L'espulsione di Kalulu in Inter-Juve (Foto x.com/@SavinoZaba)

Il calcio è un gioco di centimetri, ma a volte sono i millimetri a decidere le carriere e i campionati. Il "fattaccio" che ha coinvolto Kalulu e Bastoni durante Inter-Juventus di San Valentino 2026 non è solo l’ennesimo errore da moviola della domenica; è il manifesto di un paradosso regolamentare che ha ormai i giorni contati.

La dinamica del "non-contatto" e il limite tecnologico

Al 42’ del primo tempo, la scena è quasi surreale: Kalulu cerca il recupero su un pallone di Miretti e Bastoni cade a terra in "tempo zero", simulando un colpo mai ricevuto.

 L’arbitro La Penna percepisce un impatto che le telecamere, però, smentiscono categoricamente: tra il bianconero e l'interista non c'è stato alcun contatto falloso. Nonostante le proteste feroci e la richiesta disperata del difensore di consultare il video, il secondo giallo diventa inevitabile.

Il risultato è un’espulsione che lascia la squadra in dieci e un errore macroscopico che rimane scolpito nel marmo della partita. Alla fine vince l'Inter 3-2

Qui emerge il limite frustrante del protocollo attuale: il VAR può intervenire per un rosso diretto, ma deve restare "muto" di fronte a un secondo giallo palesemente inesistente, trasformando una tecnologia d'avanguardia in un testimone impotente.

La rivoluzione IFAB: verso una nuova era della revisione

Mentre per l'arbitro La Penna si profila ora un lungo stop forzato, i vertici del calcio internazionale si sono già mossi per colmare questo vuoto normativo. Le recenti indicazioni emerse dalla riunione IFAB di Londra indicano che il protocollo è ormai prossimo a una trasformazione radicale che verrà ratificata ufficialmente nell'Assemblea Generale del 28 febbraio in Galles.

Il cambiamento non riguarderà la possibilità per il VAR di suggerire un'ammonizione — che rimarrà una competenza esclusiva del direttore di gara sul campo — ma introdurrà finalmente il potere di intervenire per revocare un secondo giallo in presenza di un errore chiaro ed evidente. 

Questa rivoluzione punta a rendere giustizia in situazioni paradossali come quella vissuta da Kalulu: se la nuova regola fosse stata già in vigore, l'arbitro sarebbe stato richiamato alla "On Field Review" per osservare le immagini. 

A quel punto, la revoca dell'espulsione sarebbe stata automatica e, per coerenza regolamentare, la sanzione sarebbe stata probabilmente trasferita a Bastoni per simulazione o condotta antisportiva.

Obiettivo Mondiale: il fattore etico

Si tratta di un passo decisivo verso la trasparenza che l'IFAB intende legiferare in via definitiva, con l'obiettivo prioritario di rendere la norma effettiva già per il prossimo Mondiale. Oltre alla questione tecnologica, però, il caso solleva un tema etico profondo legato alla simulazione. 

Se da un lato il nuovo protocollo fornirà agli arbitri uno scudo contro l'inganno, il compito del sistema calcio deve essere quello di punire quegli atteggiamenti che inducono deliberatamente all'errore 

Del resto Bastoni sta a Mertens, come Strootmann stava a Cuadrado e Bonucci, come Immobile stava a Pippo Inzaghi. La simuzione è nel DNA del Calcio italiano da decenni.

Il calcio del futuro chiede coerenza e onestà intellettuale: se il VAR ha gli strumenti per mostrare la verità, impedirgli di comunicarla è un autogol che il sistema non può più permettersi di segnare.

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