Il torneo disputato in terra elvetica migliora ogni aspetto rispetto alla quello disputato in Inghilterra, diventando il migliore della storia dei campionato europei femminili
Photo by UEFA
L’Europeo di Svizzera dello scorso luglio può considerarsi un vero e proprio spartiacque per il calcio femminile. La competizione continentale, con notevoli benefici non solo per il settore di riferimento, ha portato ad una crescita sostanziale rispetto alle precedenti edizioni, diventando la più grande edizione della storia (1984 la prima). In merito, il torneo elvetico ha avuto un impatto economico enorme di 220 milioni di euro (205 milioni di franchi svizzeri), con vantaggi verso tutti i settori afferenti. Parte di questi, a dimostrazione del valore, derivano dall’enorme incremento delle sponsorizzazioni, giunto al 150%, con 21 partner totali.
Notevole l’impatto sui tifosi, con la vendita di biglietti superiore rispetto all’edizione britannica del 2022 (574.875), già superata prima della seconda semifinale. Il totale complessivo di tagliandi ammonta a 657.291, di cui il 35% di spettatori internazionali, con sold out in 29 gare su 31 e numeri importanti anche all’esterno degli stadi. Difatti, nella sola fase a gironi – dati UEFA – sono stati staccati 461.582 biglietti che hanno costituito il tutto esaurito in 22 partite su 24 disputate. In aggiunta, la FanZone delle otto città ospitanti – Basilea, Thun, Lucerna, Ginevra, Sion, San Gallo, Berna e Zurigo – ha accolto 1,2 milioni di tifosi.
Risultato enorme anche per in termini di spettatori televisivi. L’Europeo ha raggiunto 412 milioni di fan durante le dirette televisive, per un pubblico totale di oltre 500 milioni di persone, che sottolineano la crescita esponenziale dell’intero movimento calcistico femminile.
In aggiunta, per il torneo, la UEFA ha disposto un incremento dei premi in denaro. Tutte le partecipanti hanno percepito 1,8 milioni di euro, contro i 600.000 euro del 2022, aumentato di 50.000 euro per ogni pareggio e 100.000 per vittoria già dalla fase a gruppi, oltre al compenso per l’eventuale passaggio del turno. L’Inghilterra, vincitrice di entrambe le edizioni, ha guadagnato 5,1 milioni di euro, il 39,22% rispetto alla vittoria precedente (2 milioni). Dunque, al riguardo, la UEFA ha stabilito una base di 41 milioni di euro, più che raddoppiata in confronto ai 16 di spesa per l’edizione disputata in terra inglese, a dimostrazione della volontà delle ambizioni di crescita attuate dalla massima federazione continentale.
Positivo anche il risultato raggiunto della Svizzera, nazione ospitante, che ha aumentato del 9% il proprio dati sul turismo - ingressi alberghieri - rispetto al luglio dell’anno antecedente. L’impatto ha colpito anche la Super League elvetica, come obiettivo predisposto dalla UEFA inizialmente, che ha ampliato del 42% le presenze allo stadio nel weekend di apertura del campionato.
I volontari, provenienti ben 73 nazionali, sono stati 2.500, con età variabile dai 18 agli 82 anni. Di questi, l’83% hanno partecipato per la prima volta ad un evento UEFA. Dunque, in sostanza, la Svizzera rappresenta un ulteriore tassello per lo sviluppo del calcio femminile internazionale, soprattutto in vista dei prossimi grandi tornei continentale.