Analisi dei 258 milioni di euro guadagnati dai club di Serie A dopo la Fase Campionato e l'impatto economico-sportivo della corsa verso i quarti di finale
Pio Esposito e Lautaro Martinez (Foto https://x.com/RGarinella)
La chiusura della Fase Campionato, sancita dai verdetti del 28 gennaio 2026, permette di tracciare un bilancio definitivo sui ricavi che Inter, Juventus, Atalanta e Napoli hanno maturato nella nuova Champions League.
Il formato a girone unico ha ridefinito profondamente la struttura dei premi UEFA, distribuendo oltre 2,4 miliardi di euro basandosi su tre pilastri: la partecipazione fissa, le performance sul campo e il nuovo parametro "Value", che fonde il vecchio market pool con il ranking storico.
Complessivamente, le quattro sorelle italiane portano a casa una cifra che sfiora i 260 milioni di euro, sebbene con prospettive ora molto diverse tra loro.
L’Inter si conferma la regina d’incassi del gruppo italiano. Nonostante il decimo posto in classifica la costringa a passare dai playoff, il club nerazzurro vanta un bottino stimato di circa 76,4 milioni di euro. Questa cifra è figlia di un percorso solido caratterizzato da cinque vittorie, a cui si aggiunge il vantaggio competitivo del pilastro "Value", dove l'Inter gode della quota più alta tra le italiane.
A questi ricavi si sommerà l'effetto San Siro: per la sfida dei playoff, si stima un incasso lordo tra i 5,5 e i 7 milioni di euro che, unito al bonus qualificazione UEFA, porta l'impatto potenziale del turno a quasi 19 milioni di euro.
A breve distanza si posiziona la Juventus, tredicesima con 13 punti e un tesoretto di 70,7 milioni di euro. La capacità dei bianconeri di muovere la classifica con ben quattro pareggi ha rimpinguato il bonus risultati, mentre la politica di prezzi premium dell'Allianz Stadium per la gara casalinga dei playoff promette un incasso tra i 3,5 e i 4,5 milioni di euro.
Superare questo scoglio significherebbe dare una sterzata decisiva al bilancio, puntando ai pesanti bonus previsti per gli ottavi.
Anche l'Atalanta prosegue nel suo percorso di eccellenza: con 12,5 punti e il quindicesimo posto, la Dea ha incassato 62,8 milioni di euro. Il "fortino" di Bergamo, pur con capienza ridotta, garantirà un ulteriore milione e mezzo di incasso da botteghino, confermando come la Champions sia ormai il motore della stabilità orobica.
Il bilancio si chiude purtroppo con la nota dolente del Napoli, l'unica delle italiane a dover salutare la competizione. Il trentesimo posto blocca i ricavi a quota 48,2 milioni di euro. Pesano come macigni i bonus di posizione ridotti al minimo e, soprattutto, l'assenza del premio qualificazione ai playoff.
L'eliminazione precoce non interrompe solo il flusso dei premi UEFA, ma priva il club anche dei ricchi incassi da botteghino delle fasi a eliminazione diretta, segnando un netto divario economico rispetto alle rivali.
Oltre all'aspetto finanziario, il passaggio ai playoff e l'eventuale approdo ai quarti rappresentano il volano per la scalata al Ranking UEFA. Sebbene gli spareggi non assegnino punti individuali, dagli ottavi di finale ogni vittoria vale due punti e ogni passaggio del turno garantisce bonus pesanti.
Per l'Inter, la conquista dei quarti significherebbe blindare la posizione nella Top 5 assoluta europea con circa 23.000 punti stagionali. La Juventus cercherebbe il rientro nella Top 15, mentre l'Atalanta potrebbe stabilizzarsi sopra club storici dal blasone internazionale.
Questo attivismo collettivo è fondamentale per il Ranking nazione: blindare i quarti con tre squadre permetterebbe all'Italia di mettere in cassaforte il "bonus slot", garantendo alla Serie A cinque squadre anche nella Champions League 2026/2027.