L'Inter cade col Bodø: addio agli ottavi e a un jackpot da 25 milioni tra premi UEFA e botteghino. Analisi dei ricavi e dell'impatto sul bilancio di Oaktree.
Una fase di Inter-Bodo Glimt (Foto x.com/Rossonerosemper)
Il fischio finale del match di ritorno dei playoff di Champions League 2025-2026 non ha sancito solo l'uscita di scena dell'Inter di Cristian Chivu dalla massima competizione europea.
Il verdetto del campo, favorevole ai norvegesi del Bodø/Glimt, porta con sé un’onda d’urto che scuote le fondamenta finanziarie del club nerazzurro.
In un'era in cui il calcio d'élite è sempre più una questione di algoritmi e bilanci, l'eliminazione prematura rappresenta un brusco stop nel percorso di crescita economica tracciato dalla proprietà Oaktree.
Nonostante l’amarezza per l’eliminazione, la nuova formula della Champions League garantisce comunque all’Inter una base economica solida, seppur inferiore alle aspettative iniziali. Grazie al nuovo ciclo triennale dei ricavi UEFA, il club di Viale della Liberazione ha già messo in cascina una cifra che si aggira intorno ai 71 milioni di euro.
Questo tesoretto è frutto di diverse componenti: oltre ai quasi 19 milioni di euro garantiti dal semplice bonus di partecipazione alla fase a girone unico, l'Inter ha raccolto circa 10,5 milioni grazie ai risultati ottenuti sul campo e altri 8 milioni legati al decimo posto ottenuto nella classifica finale della League Phase.
A queste voci si aggiunge la quota più consistente, quella del pilastro "Value" (che accorpa il vecchio market pool e il ranking storico), stimata in circa 32 milioni di euro. Se contiamo anche il milione di euro previsto per la partecipazione ai playoff, la cifra complessiva dei premi UEFA è rilevante, ma si ferma proprio sul più bello.
Il vero danno, tuttavia, non risiede in quanto incassato finora, ma in quanto l'Inter smetterà di guadagnare da oggi in avanti. L'accesso agli ottavi di finale era considerato l’obiettivo minimo stagionale, non solo per il prestigio sportivo, ma per l'integrità del business plan nerazzurro.
Uscire ai playoff significa, prima di tutto, rinunciare al premio immediato di 11 milioni di euro che la UEFA riserva alle magnifiche sedici. A questa perdita secca si deve aggiungere il pesante contraccolpo derivante dal botteghino: una notte magica di ottavi di finale a San Siro, contro un top club europeo, avrebbe garantito un incasso tra i 7 e i 10 milioni di euro tra biglietteria e servizi hospitality.
Complessivamente, tra premi mancati e indotto dello stadio, l'eliminazione per mano del Bodø costa all'Inter una cifra vicina ai 20-25 milioni di euro.
Questi milioni non sono semplici numeri, ma rappresentano il margine di manovra che la dirigenza avrebbe potuto utilizzare per le operazioni di mercato estive o per blindare i rinnovi dei big in scadenza.
Senza la vetrina degli ottavi e i relativi introiti, la strategia di autosostenibilità di Oaktree subisce una battuta d'arresto: il club dovrà ora essere ancora più creativo nelle operazioni in entrata, cercando di compensare il mancato "jackpot" europeo con plusvalenze o una gestione ancora più oculata del monte ingaggi.
L'Inter saluta l'Europa che conta con le tasche piene per metà, ma con il rimpianto di aver lasciato sul terreno di gioco un bottino che avrebbe potuto cambiare il volto della prossima stagione.