Solo tre nazionali si sono dichiarate contrarie alle politiche del Qatar

Dopo il video pubblicato dalla Nazionale australiana contro le politiche del Qatar anche altre Nazioni partecipanti hanno espresso il loro parere sul paese ospitante. Tra astenuti e oppositori ecco le risposte.

La Federcalcio australiana (Football Federation Australia - FFA) ha smosso le acque della protesta, spronando anche altre nazioni e federazioni partecipanti al Mondiale di Qatar 2022 a dare la loro opinione sulle politiche del paese ospitante.

Nel video pubblicato la scorsa settimana, l'Australia è diventata la prima nazionale della Coppa del Mondo 2022 ad affrontare collettivamente la questione dei diritti umani del Qatar.



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Il video creato con la collaborazione dell'associazione dei calciatori australiani, ha lanciato una protesta per la gestione dei diritti dei lavoratori migranti e sulla depenalizzazione del reato di omosessualità, in Qatar l'omosessualità è punibile con la reclusione fino a sette anni.

La Coppa del Mondo, che inizierà tra poco più di due settimane, è stata criticata su più fronti, soprattutto dagli attivisti per i diritti umani a causa della morte di migliaia di lavoratori migranti impegnati nella realizzazione delle infrastrutture per ospitare la competizione, da quando la FIFA ha assegnato al paese del Golfo Persico il diritto di ospitare il torneo nel 2010.

L’indagine di The Athletic

Un'indagine di The Athletic ha rivelato che solo due delle 32 nazioni della FIFA World Cup 2022, Belgio e Danimarca, stanno pubblicamente sostenendo l'appello dell'Australia per depenalizzare l'omosessualità e far luce sulla questione diritti civili.

Sono state contattate tutte le nazioni della Coppa del Mondo chiedendo se sostenevano l'appello dell'Australia per la depenalizzazione dell'omosessualità e se stavano anche progettando delle attività social o contenuti specifici per parlare dei lavoratori e dei diritti LGBT+.



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L'omosessualità è illegale in otto dei 32 paesi partecipanti, oltre al Qatar ci sono: Senegal, Iran, Arabia Saudita, Tunisia, Marocco, Camerun e Ghana.

Delle 31 nazioni interpellate, solo 11 hanno fornito delle risposte dettagliate.

Solo Danimarca e Belgio si sono descritti come "pienamente allineati" con l'Australia su tutte le questioni, inclusa la depenalizzazione del reato di omosessualità.

Un portavoce della Federcalcio belga ha dichiarato: “Abbracciamo tutte le iniziative prese dalle diverse federazioni calcistiche a sostegno dei diritti umani. Non è il nostro obiettivo realizzare un video del genere con i nostri calciatori, ma la posizione della nostra federazione, dei nostri giocatori e dei membri del nostro staff è esattamente la stessa di quella dell'Australia".



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La Federazione danese (DBU) ha aggiunto: “La DBU non è stata d'accordo con la decisione di organizzare la Coppa del Mondo 2022 in Qatar. Non abbiamo votato a favore e pensiamo che sia profondamente controverso".

"Attraverso il dialogo critico e la presenza in Qatar, la DBU assumerà una corresponsabilità attiva per la creazione di condizioni migliori per i lavoratori migranti che lavorano per l’organizzazione della Coppa del Mondo. In altre parole, abbiamo le stesse opinioni della Federazione australiana".

Le mosse della UEFA

Nell’indagine di The Athletic, molti paesi hanno indicato la loro appartenenza al Gruppo di lavoro creato dalla UEFA, un collettivo di nazioni, che ha chiesto la creazione di un fondo di compensazione per sostenere i lavoratori migranti.

L’idea è partita da Dominique Blanc, presidente della Federcalcio svizzera (Association Suisse de Football), e attualmente comprende le federazioni calcistiche di Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Galles, Francia, Danimarca, Germania, Belgio, Canada e Svizzera, con Portogallo e Spagna allineati in modo indipendente).

Il Gruppo di lavoro UEFA ha aggiornato la FIFA e il Qatar sui suoi obiettivi e le sue attività lo scorso 31 ottobre.

Alcuni capitani di diverse nazioni hanno pubblicamente affermato che indosseranno una fascia antidiscriminazione OneLove a sostegno dei diritti LGBT+ durante il torneo, il gruppo di lavoro UEFA invece si espresso solo per chiedere esplicitamente la depenalizzazione del reato di omosessualità.

Chi si è espresso pubblicamente

Alcuni calciatori e allenatori presenti ai Mondiali si sono espressi pubblicamente.

L'allenatore del Portogallo Fernando Santos lo scorso anno è apparso in un video di Amnesty International che sottolinea l'importanza delle azioni dei giocatori in campo come modelli di ruolo. Mentre il suo omologo brasiliano Tite ha pubblicamente espresso il suo sostegno ai progetti creati per pagare o risarcire i lavoratori migranti, posizione che non è stata però appoggiata dalla Federcalcio brasiliana.

Altre federazioni, come quelle in Giappone e Croazia, hanno detto che, sebbene siano preoccupate per i diritti umani, si fidano delle rassicurazioni della FIFA che porteranno alla "risoluzione delle questioni sociali".

Ventuno nazioni non hanno risposto alle domande di The Athletic.



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