Centrocampista dalle doti tecniche più che discrete, uomo mercato dietro la scrivania, cronista per Tuttosport e autore di testi molto apprezzati. Personaggio non banale
“Chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”, massima sempre attuale sfoderata da José Mourinho. La storia umana e professionale di Nello Governato offre la dimostrazione che di solo pallone non si vive, ma serve molto altro per emergere dalla massa. Raccontiamo oggi le gesta di un signor giocatore che, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, ha aperto la mente percorrendo un cammino ricco di esperienze formative.
Nello Governato è un torinese doc classe 1938 quando ancora ragazzino entra nell'iconico vivaio granata. Il salto a certi livelli giunge nel 1957 con l'approdo alla corte del Como. Fino al 1961 il promettente centrocampista inanella 80 gettoni siglando pure una ventina di reti. In una Roma ancora ubriacata dallo svolgimento delle Olimpiadi estive esattamente un anno prima, il talento piemontese atterra nella Capitale sponda Lazio. In principio probabilmente lui stesso non può neanche immaginare che l'avventura biancoceleste sarà foriera di soddisfazioni e offrirà parentesi anche dietro la scrivania nelle successive epoche.
Cinque anni intensi vissute tra Tor di Quinto e lo stadio Olimpico. Governato indossa la casacca laziale fino al 1966 registrando 128 presenze e 9 gol. Le annate vissute alle dipendenze di Inter e Vicenza, invece, non saranno ugualmente brillanti. Nel 1967 quindi Nello opta per l'operazione nostalgia con il ritorno dal patron Lenzini all'ombra del Colosseo. Nella replica in biancoceleste saranno in totale 107 le apparizioni condite da 7 marcature. L'ultimo biennio agonistico Governato lo vivrà nel Savona.
A questo punto Nello si trova a dover affrontare il classico bivio. Quale strada prendere dunque per l'immediato futuro? Governato è un tipo intelligente e non lascia nulla al caso durante la profonda riflessione in atto. L'ambiente calcistico, con i suoi pro e contro, è ben noto all'ormai ex centrocampista piemontese. Il mondo degli affari e del calciomercato lo affascinano. Il dado è tratto: sarà un dirigente coi fiocchi. Studio, contatti, visione di partite, trattative febbrili. Insomma, un mix da vivere a mille all'ora. Gli albori da direttore sportivo si concretizzeranno negli anni ottanta del secolo scorso proprio nella Lazio. Il virgulto dirigente saprà farsi apprezzare pure alla Juventus e al Bologna. Nella stagione 1992-1993, la seconda di Sergio Cragnotti patron della S.S. Lazio dopo l'epoca targata Calleri, Nello Governato assume la veste di amministratore delegato e direttore generale del club. Nel concreto, tra le varie mansioni, il navigato dirigente opererà in sede di mercato portando a termine numerosi affari di rilievo. Nel 1998 osserva e strappa alla concorrenza il bomber cileno Marcelo Salas, prelevandolo dal River Plate. Da sottolineare ulteriori acquisti top del calibro di Stankovic, Roberto Mancini, Boksic, Simeone e Vieri. Innesti mirati per costruire un team stellare. Arrivano i titoli, paradossalmente pochi considerando il valore monstre del collettivo, nonostante il suo addio da Formello proprio dopo il Mondiale francese dove aveva visionato un numero infinito di profili interessanti. Indelebile lo scudetto del 2000 strappato alla Juventus all'ultima giornata tra il netto successo laziale sulla Reggina e lo scivolone bianconero di Perugia sotto i colpi di Calori e di un diluvio universale. Senza dimenticare i trionfi in Coppa delle Coppe e in Supercoppa europea (quest'ultimo al cospetto del Manchester United di Ferguson). L'operato di Nello sarà di fatto raccolto da altre figure dirigenziali. Questo perché nel frattempo Governato assume la carica di direttore sportivo nella Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori. In viola nel cuore della Toscana fungerà da essenziale collante tra squadra, guida tecnica e vulcanica presidenza.
Nello Governato ha operato pure da puntuale cronista e da raffinato scrittore. Da un lato l'attività giornalistica coronata con l'ingresso nella redazione romana di Tuttosport, dall'altro il rapporto proficuo con la macchina da scrivere. Inchiostro e carta senza soluzione di continuità. Pubblica l'opera d'esordio, realizzata insieme a GianPaolo Ormezzano, dal titolo “Un caso dal goal - romanzo verità” nel 1975. Nel volume “Gioco sporco” del 2004 mette nero su bianco con meticolosità narrativa tutti i lati oscuri del pallone italiano che esonderanno due anni dopo con lo scandalo Calciopoli. “La partita dell'addio”, edito Mondadori, invece racconta la storia toccante del giocatore austriaco Matthias Sindelar che decise di non rispondere alla convocazione della Nazionale tedesca dopo l'annessione nazista del suo paese d'origine. L'ultimo libro dato alle stampe è quello del 2011 dal titolo “Il Sindaco pescatore” sulla figura di Angelo Vassallo, il primo cittadino di Pollica in Campania ucciso dalla camorra. L'opera verrà poi ripresa per un film tv con Sergio Castellitto protagonista. Nel 2019 Nello Governato lascia la vita terrena. Un uomo di sport e di cultura raro in un settore sempre più anonimo e paludoso come quello pallonaro.