Un romanzo di formazione sulla straordinaria vita di Matthias Sindelar, scritto da Gaetano Coccia ed edito da Garrincha Edizioni, che ripercorre la parabola umana e sportiva del Mozart del calcio: dal riscatto sociale ino alla sua eroica resistenza al Nazismo
Nello scenario calcistico internazionale, Matthias Sindelar – all’anagrafe Matěj Šindelář – è senza ombra di dubbio una delle figure più romantiche di tutta la storia: sia per ciò che ha rappresentato come simbolo del Wunderteam capace di incantare il mondo, sia per il suo gioco leggero e leggiadro, “il tocco di un artista”, come disse di lui Vittorio Pozzo, e per quel fisico gracile che gli valse l’appellativo di Der Papierene.
Ad interpretare il campione austriaco come un grande romanzo di formazione è l’attore e scrittore Gaetano Coccia nel suo Cartavelina: Matthias Sindelar, il calciatore che sfidò il nazismo, edito da Garrincha Edizione e in uscita nel mese di ottobre.
Il racconto dell’autore, che già in passato si era occupato di Sindelar per uno spettacolo teatrale, ci permette di ripercorrere l’intera vita del “Mozart del calcio”, partendo dai primi passi nella natia Kozlov — dalla quale l'addio fu imposto dalle condizioni precarie della famiglia - fino allo scontro con una povertà che ne segnò profondamente l’esistenza. Di fatto, la storia di Cartavelina, fin dall’approdo a Vienna e dal complicato ambientamento - laddove incontra Pepi, ovvero Josef Bican, suo compagno di nazionale e altro grande protagonista del calcio europeo di quegli anni a cui lega una profonda amicizia, durante fino alla fine della vita di Sindelar -, diventa una parabola di riscatto sociale attraverso il pallone.
Il primo punto di svolta del romanzo e della vita del protagonista — dopo i primi anni trascorsi a combattere la precarietà della povertà, che lo portano a lavorare come meccanico in una fabbrica in seguito alla morte del padre Jan nella battaglia dell’Isonzo durante la Prima Guerra Mondiale — è l’incontro con il maestro Karl Weimann: “un signore anziano, con gli occhialetti tondi poggiati sulla punta del naso e i capelli tirati indietro”. Dietro la sua figura dalla spiccata eccentricità, l’insegnante nasconde un passato e un presente all'interno della Federazione Austriaca. Grazie a lui, Cartavelina — o "Stecco", per l'amico e futuro compagno di squadra Pepi — giunge al proprio approccio professionistico con il mondo del calcio nella squadra del quartiere: l'Hertha Vienna. Tuttavia, l’approdo in prima squadra arriva soltanto dopo tre anni; in seguito a un infortunio che lo costringe a giocare con una protezione al ginocchio, Sindelar riparte dal basso per puntare ancora più in alto, sempre grazie a Weimann, fino ad arrivare alla Nazionale Austriaca.
La visione rivoluzionaria di Hugo Meisl porta infatti Sindelar e l’Austria a diventare una delle corazzate più importanti del mondo, tanto da meritarsi il soprannome di Wunderteam: una squadra capace di incantare grazie al Mozart del calcio, a Pepi e ad altri campioni, fino a raggiungere la semifinale del Mondiale del 1934, proprio mentre sull’Europa si abbatte la nuvola nera del Nazismo.
L’altra figura chiave è la fidanzata Camilla Castagnola, italiana, conosciuta proprio durante i Mondiali del 1934. L’annessione dell’Austria e la conseguente dissoluzione del sistema calcistico nazionale provocano in Sindelar un enorme dolore, portando con sé conseguenze nefaste. Durante la partita organizzata dai nazisti per festeggiare l’Anschluss, Cartavelina viene meno ai patti iniziali nel giorno che segna il suo Requiem sul campo da gioco. Dal mancato saluto alle autorità fino al rifiuto della nazionale tedesca, con la quale avrebbe dovuto prendere parte al Mondiale successivo, Sindelar comincia la propria silenziosa resistenza accanto a Camilla.
Coccia, dunque, ci restituisce, attraverso un racconto in prima persona, un Sindelar umano, slegato dall’aura leggendaria che da oltre un secolo si stringe attorno alla sua figura eroica, e ne dipinge i sentimenti all'interno di una vita complicata, vissuta tra innumerevoli difficoltà e l'amore profondo per il calcio. Un romanzo di formazione necessario, che tutti dovrebbero leggere per avvicinarsi a uno dei campioni più importanti che la storia del calcio abbia mai prodotto.