L'ingresso di Tether nella Juventus spiegato dal CEO Ardoino

La nuova frontiera bianconera. La società di criptovalute ha deciso di fare il suo ingresso nel calcio italiano in grande stile

Dell'acquisizione da parte di Tether di una quota azionaria della Juventus abbiamo ampiamente riferito in un precedente articolo. Quest'oggi però il Sole 24Ore propone un'intervista esclusiva al CEO del gruppo che emette la stablecoin Usdt Paolo Ardoino.

Il motivo dell'investimento

Il servizio aiuta i lettori a comprendere in maniera chiara e accessibile il motivo che ha spinto Tether ad investire sui destini del club bianconero in maniera così rilevante. "L'intento e di portare una ventata d'aria fresca nel settore e diversificare il nostro modello di business", parte così Ardoino al microfono di Vito Lops.

L'ingresso di Tether nel pacchetto azionario bianconero

Tra le conseguenze positive collegate all'ufficialità dell'accordo tra la compagnia cripto e la Vecchia Signora c'è prima di tutto il balzo registrato in Borsa del titolo juventino: +22% con capitalizzazione pari  a 1 miliardo nel giro di appena sette sedute. "Parliamo della rilevazione di una quota minoritaria - precisa Ardoino - pari al 5% dei diritti di voto. Ne abbiamo dato comunicazione alla Consob. Un pacchetto azionario acquisito in Borsa negli ultimi mesi".

I temi al centro: pagamenti e intelligenza artificiale

Nel prossimo futuro dalle parti dell'Allianz Stadium tante cose potrebbero mutare in modo radicale. Un cambiamento che potrebbe coinvolgere attivamente i fans bianconeri. "E' un discorso che va fatto con la dirigenza. Dobbiamo valutare sinergie - aggiunge il CEO di Tether - sia sulla parte dei pagamenti, sia sul tema dell'intelligenza artificiale". Siamo solo all'alba di un nuovo cammino strettamente legato allo sviluppo della football industry in Italia.

(foto da official X Juventus)

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